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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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de Niem,Dio. 6. 5

lib. 35

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205 LIBRO OTC T AVO.

delle noſtre. Succedon due di Diocleziano,

e Maſſimiano, e de' due Ceſari Coſtanzo,e Galerio, ma con curioſa particolarità;perchè nell' una e nell' altra il nome di Ga-jerio Maſſimiano è raſo d' antico, e con iſcar-

pello annullato, e nell' una di eſſe anche ledue lettere replicate, quali ſecondo h uſoRomano indicavano eſſer due i Ceſari, co-

me ove le Iſcrizioni ſi riferiſcono, può oſ-ſervarſi. Abbiam veduto, che Verona pri-ma d' eſſer preſa da Coſtantino fu Maſſen-ziana: nel tempo adunque che per Maſſen-

210 ſtette, il quale avea tolta à Galerio 1˙

Italia, e contra di lui S era chiamato Im-peradore, il nome dell' emulo ſarà ſtato ra-ſo, e abolito. Niente men curioſo è un' al-tro cippo, in cui ſi vede da un capo il no-me di Maſſenzio, e dall altro con lettereopꝑpoſte i nomi de Ceſari Criſpo, e Coſtan-tino con l' iſteſse note, che ſegnano il mi-glio undecimo. E credibile, che dovendotener queſta ſtrada Criſpo dopo aver vinti,e debellati gli Alamanni, foſſe rivolta lacolonnetta, cacciando ſotto terra il nomedi Maſſenzio, e facendo ſcolpire dall' al-tro capo quel di lui, e del fratello. Queſt'iſerizione diede motivo a importante sba-glio di creder Maſſenzio Imperadore, cioèvittorioſo, l' undecima volta, per eſſerneal Cardinal Noris ſtata forſe mandata co-pia con IMP. XI. in vece di M. P. XI.dal che fu tratto nell inganno anche il Fil-le mont. Due m abbiamo ancora di Coſtan-tino il grande, due di Giuliano, di Gio-viano una, ed altra di Magno Maſſimocol figliuolo Flavio Vittore. Abbiam poſtain queſta claſſe I' iſcrizion di Magnenzio,per eſſere in colonnetta ſimile all' altre, eche moſtra però eſſere ſtata dell iſteſſogenere.

In queſto ſecolo corpi di milizia eranodiſtribuiti per l' Italia, non meno per pre-ſidio, che per tenerſi pronti ad ogni occaſio-ne. Tre ne ſtettero nella Venezia, cioè inVerona, in Padova, ed in Oderzo. Eraciaſeun di queſti ſotto il comando d' un Pre-ſetto, e perd veggiamo nella Notizia ilPrefetto dg Sarmati Ceutili in Verona, Gen-tili ſignifica ſtranieri, cioè non compreſi nellImperio, il che tanto era quanto dir bar-bari, ed eſeluſi da' privilegi, che portavaſeco l' eser Romani. Tale è il ſenſo dellalegge di Valentiniano Seniore, che fa de-litto capitale il matrimonio d'un Provincia.le con donna Barbara, e di un Gentils condonna Provincials. Si ha nell' Iſtoria Miſcel-la, che Stilicone in tempo d' Onorio aveaſotto le inſegne gran quantità, e di Roma.ui, e di Contili. N

Nella Dioceſi d'Italia ſei Arſenali, o ſia

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officine e Fabriche d' armi dopo Coſtanti.no furon coſtituite, come nella Notizia ſilegge, la pid inſigne delle quali in Verona.Piu inſigne dico, perchè dove nell'altre ein-que un ſol genere di coſe ſi lavorava, in que-ſta ſe ne facean due, cioè Scudi, ed Armi.Armi è da intender qui per armature: co-s fu detto da Salluſtio, e da Cicerone relaet arma, e diſſe Servio armi eſſere, quæ ar-mos tegunt. Ora par veriſimile, che fabri-ca per cui c era biſogno di tanto farro, re-ſtaſſe aſſegnata a Città, che qualche venadi ferro nel ſuo territorio aveſſe, Il nomedi Forraria, che portò una terra nel Mon-tebaldo, ne pud fare indizio: ma luogomolto pid opportuno a tal lavorio era il ſi-to di Campione ſul lago, dove tuttavia ſonfucine, e poco diſcoſto c cava: dal che par-rebbe nuova congettura poterſi trarre, percreder quel ſito anticamente del Veroneſe.Al preſente di ferro ha Breſcia altrove mi-niere aſſai piu ricche, ma di queſte non cꝰera anticamente uſo, nè notizia; il che fifa paleſe dal non farne Plinio menzione,

dove oſſerva, che ſi trovavano anche in Ita-

lia abbondanti miniere di ferro, e queſtenell' Elba: e dalb' avere il Re Teodorico,benchè ſignor di Breſcia, mandato a cer-car vene di ferro nella Dalmazia: come al-tres dal vedere, che niuna fabrica d' armiera in Breſcia, alla qual Città in virtd del.le moderne cave ſarebbe ſenza dubbio al-cuno ſtata aſſegnata la prima. All' incontrominiera d' oro feraciſſima era a tempi diPolibio citato da Strabone preſſo Aquile-ia, della quale ne- poſteriori tempi ſi mar-11 la notizia del tutto La menzione delnoſtro lago ci fa ſovvenire di quel buon vec-chio Veroneſe ricordato da Claudiano, ilquale nato vicino ad eſſo tanto amore por-td al ſuo paeſe, che non ſeppe partirnemai, onde il Benaco ſteſſo, e la proſſimaVerona furon per lui le eſtremità del mondo.Or paſſiamo a rintracciare quanto& poſſi-bile in que: tempi dell' Eccleſiaſtica Iſtorianoſtra, e a dar notizia de primi, che reg:geſſero la noſtra Chieſa. La neceſſità delliſtruzione, e delle ordinazioni ſottopoſeogni Criſtiano gregge a un Paſtore. A de-ſti, ſiccome la Fede nacque prima in Orien-N 5 ſcovi. Pa-

te, il Greco nome fu dato di Ve

fore e Veſcovo dell' amim- chiamò S. Pietro il

Salvatore iſteſſo, e Veſcovi que bernavano i fedeli, e li r a dot.trina, chiamd pid volte S. Paolo. La vo-ce vien' a fignificar Inſpettore, e Curatordiigente, e ſe ne valſero gli antichi Greci

4.35. 6.14.

Caſ. Var.J. 3. ep. 15.

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er alcuni ufizi civili, come in più Scritto-

ri ſi vede. N eigeſti cosi ſon chiamati co-loro, che nelle Città avean h inſpezione del

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de Mun.et hon. J.18.