De Pe-
feript.6. 32.
lib. 3. 6.2 et 3.
delle Chieſe tutte, baſta oſſervar quella
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pane, e delle graſce. La ſucceſſione conti-nuata de Veſcovi, per cui ſi& conſervata,e mantenuta ſempre, quaſi di padre in fi-glio, la tradizione Apoſtolica, è per la re-ligion Cattolica e Romana un argomentocos! certo di verità, ed una pruova tantoindubitata della ſua diſcendenza da Criſto,che baſtar potrebbe da ſe per far conoſcerea chi le proſeſſa l' errore, e la novità dellevarie ſette da noi ſeparate. Però di quelledel tempo ſuo, moſtrino, dicea Tertullia-no, le origini dells lor Chitſo, ſpirghino l or-Ainc de lor Veſcovi, talmente dal ſuo principioPer ſucciponi condotto, che il primo Veſcovo al-cun dll Apoſtoli, o degli uomini Apoflolici, ebecon ſi uſarono, per predtetſors, o por autoravis; come aleune ebbero tra le Chieſenoſtre, e la Romana ſingolarmente, dallequali poi procedendo ĩ tempi il lume della Fe.de in tutte' altre diffuſeſi. Che S. Pietroveniſſe a Roma, vi fondaſſe quella Chieſa,e ſucceſſori ſuoi continuati foſſero i Papi,e tanto manifeſto, che non ci fu mai primade proſſimi tempi chi ne dubitaſſe, e percontenderlo biſogna impugnar quanto nell-antiche età ſi ha di ſcritto. Que moderniEretici, che tal verità hanno voluto rivo-care in dubbio, dal Pearſon, ch era del lornumero, e aſſai di loro pid dotto, convintiſono ſtati pienamente, e confuſi. Sant' Ire-neo, dopo d' eſſerſi fatto forte nella tradi-zione Apoſtolica, venuta per la ſueceſſionede' Veſcovi, e inſegnato, come per non a-ver gli Apoſtoli ſcritto tutto, ma moltoinſegnato con la viv voce, ĩ paſſi oſcuri,che ſi hanno ſeritti, debbonſi dichiarar perla tradizione, paſſata e cuſtodita nelle Chie-ſe ſucceſſivamente; viene a dire, che trop-po lungo eſſendo il regiſtrare le ſucceſſioni
della maſſima tra altre„ fondata in Romada S. Pietro, e da S. Paolo, potendoſi conApoſtolica dottrina, quivi mantenuta etramandata, confonderèe a baſtanza ognunche travia; mentre i Fedeli tutti d' ogniparte del Mondo a quella Chieſa debbonfar capo per la ſua principalità, e per latradizione degli Apoſtoli ſicuramentè con-ſervata in eſſa. Tutte queſte preciſe paro-le di Sant' Ireneo abbiam riferite, perchèſi riconoſca maraviglia non eſſere, che del.la Romana Sede intera notizia, e quaſiperfetta Storia ſia rimaſa; ma non cos&avvenuto delb' altre d'Italia, e d' Occiden.te. Della maggior parte di queſte in pro.fonde tenebre ſi naſconde la prima età, nedel preciſo tempo in cui vennero erette, e gformate, nè da qual dell' altre prime il fonda.
tor ſi ſpiccaſſe,& d: ordinario poſſibile di
render conto. E non ſol queſto, ma non
DELL ISTORIA DIVERONA
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avendone punto, nè poco parlato Euſebio,che dell' Iſtoria Eceleſiaſtica fino a Coſtan-tino& l' autor unico; e non avendo eſſe pergran tempo avuto Scrittore alcuno, nè men-tovate eſſendo dagli altri, quaſi tutti i Veſ-covi de ſecoli anteriori a documenti conſer-vati negli Archivj, fuor di que pochi„8troviam ne Concilj ſoſeritti, Pare, che oſ-curi doveſſero rimanerci ed ignoti. Ma vol-le la divina Providenza, che da un anti-chiſſimo uſo Eccleſiaſtico la notizia de- pri-mi Veſcovi della maggior parte delle Chie-ſe alla poſterità tramandato foſſe, e fu quel-1o de' ſacri Dittici. Ne furon di varie ſor-ti, ma qui di quelle tavolette vuolſi inten-dere, nelle quali per far memoria ogni Chie-ſa de' ſuoi Paſtori, e pregar per eſſi, e inſegno di comunicne, e di mantener I' iſteſ-ſa Fede, ſi ſeriveano i nomi de' preceduti
Veſcovi, e nel canone della Meſſa ſi reci-
tavano. Quinci è, che diſſe Sant' Agoſtino
nella Conferenza Cartagineſe: ſlamo nella
Chigſa, dbve Cociliano amiminiſirò il Veſcoba.do, e mord: recitiamo il ſuo nums Allo altarot comu-nichhiamo con la ſuas emoria. Però Cirillo Aleſ-ſandrino ingannato volea eſeluſo da' DitticiS. Gioan Criſoſtomo, finchè ſiniſtramenteopinò di lui. Di Euſtazio Veſcovo d' An-tiochia intervenuto nel Concilio Nicenoſcriſſe Facondo: vin nominato ſolennementend ſagriſioj inſems con gli anteceſſors ſuos, e ſuo-ceſſori. Ne gli Atti del Sinodo Mopſueſte-no, inſeriti nel Concilio Coſtantinopolitanoſecondo, cos dicono i Veſcovi al Teſorieredi quella Chieſa. Si recitino! ſacri Dittici,cho dlichiaranolonumerdgions dg Sacerdoti diſanta momoria di qusſia Citt di Mlopſueſtia,da che la pura e orrodoſſa Fodt ci ſi prodica:
ne quali Dittici era ſcritto cos: Per li Veſ
cov, che ripoſano, Protagens&c. e ſeguivano1 puri nomi Durd gran tempo in molte
Chieſe queſto coſtume. Adalberone Arci-
veſcovo di Rems interpellato nella fine delſecol decimo intorno a- primi Veſcovi diquella Chieſa, e alla ſerie di eſſi da Fulcui-
nd, al dilſe eſler guivi in uld dame
morabil tempo, che nella ſolennità dellaMeſſa, alla conſecraz ione del cor po del Si-gnore, in quella commemorazion de i de-fonti, che ſi chiamava ſopra i Dirtici, ilSuddiacono leggeſſe con ſommeſſa voce all-orecchio del Prete tutti i nomi ad uno aduno de. Veſcovi, che avean tenuta quellaSede. Nè ſiamo già sl felici, che quelle ta-volette, o membrane iſteſſe nelle varie vi.cende de' tempi ſi ſien conſer vate fino à dinoſtri; ma in moltiſſime chieſe monumen-ti, o Sorittori conſervati ſi ſono, che lanotizia de Veſcoyi dagli ſteſſi antichi Dit.tici traſeriſſero. Come ne. Martirologj labre-
Cognit. 3.1. 230.
Conc. el.Ven. t. 6.P. 112.
di. Ce ß.
46. Loh.
6. 7.