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pochi che reſtavano nell Imperio ſenza talgrado; già che pareva, che egli aveſſe deli-berato di veder con la toga Greci, Galli 3Iſpani, e Britanni tutti. Cosi male ſervd
DELL IS TO RIA DI VERONA
5. 1. 35 Claudio il ricordo, che ſi vede in Dione,
cunbiispromi ſcusOe.
laſciato da Auguſto a Tiberio, ed alla Re-publica, di ammetter parcamente alla cit-tadinanza. Per verità eſſendo eſſa in queltempo comunicata gia all' Italia tutta, chebaſtava in tal ſituazione a diſenderſi da tut-to il mondo; nè oneſto era, nè utile il dif-fonderla ſenza motivo ragionevole, e ſenzamerito particolare in uomini d' altre nazio-ni. Con tutto queſto anche in tempo di
Marc' Aurelio dice Vittore, che ſi conferl
tal grado a ogni ſorte di gente indiſtintamen-te: ma ciò che diede ultimo crollo, e ognicoſa confuſe, e annullò il ſiſtema, e la ge-rarchia Romana, ſi fu la coſtituzione diCaracalla, con cui diede la cittadinanza atutto l' Imperio, e dichiarò Cittadini gene-ralmente tutti gli uoinini liberi d'ogni Pro.vincia. Queſta legge non ſolamentèe venneadd avvilire, anzi a diſtruggere quel privile-
A2iO, nel prezzo del quale conſiſtealꝰ arcano
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del dominio, ma venne di pid a mettere inodio il nome Romano, e la Cittadinanza
in abborrimento; e cid per ragion del mo-
tivo, e dell' effetto: poichè non biſogna cre-dere, che quel moſtro di Caracalla foſſe aciò indotto da buon fine, e da deſiderio diridurre in comunione, e di guadagnar l' af-fetto delle genti tutte; fu indotto dall' avi-dità di ſpogliarle, e di depredarle ugual-mente. Aveva egli per la ſua inſaziabileavarizia, e per profonder ne' ſoldati, quali
facea iſtrumenti di ſua tirannide, inventa-
te di nuovo molte, e graviſſime gabelle;avea ridotta in decima la vigeſima delle ma-numiſſioni, e quella delle eredità, e de' le-gatl; avea ſconvolte, o abolite le ſucceſ-ſioni, ele immunitaà: ma perchè non po-chi di queſti gravami venivano a cadere ſo-lamente ſu 1 Cittadin Romani, non viven-do gli altri col gius civile, e ne reſtava pe.rd Übera la maęggior parte delle genti, e delle perſone, che fece egli per ſottoporvi tut-ti? accomund a tutti la cittadinanza Ro-mana, acciochè niuno in tutto h Imperione rimaneſſe eſente: tanto chiaramentè rac-coglieſi da Dione negli Eſtratti del Porfiro.genito. Quindi è, che ſiccome era fuggitanegl'inferiori ſecoli la dignità del Decurio-nato per l' aggravio, e ſpeſe che porravaſeco, di che piii teſtimonj abbiam nelle Leg.815 cos principiaron gli uomini a ſottrarſimolto pin dalla cittadinanza Romana perle impoſte maggiori, cui ſottoponeva. Altempo di Traiano Ii cittadinizati di nuovo,folle per cariche ſoſtenute in Città di gius
erde
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Latino, foſſe per grazia del Principe, ſenon ottenevano inſieme il gius della cogna-zione, rimanean ſottopoſfi alla Vigeſimanelle eredità non ſolamente eſtranee, maneceſſarie; talchè la Cittadinanza riuſcivaloro d' aggravio grande: e con tutto cid,tanto era ancora“ amor di eſſa, per eſſavolontieri il ſoffrivano, prima che da Tra-iano foſſe alleviato. Ma dopo le novità diCaracalla ſi venne final mente a tale, ch eb-be a dir Salviano:/ noms di Cittadin Romu-no, and volta nom ſolamento appre dato, macomperato a gran coſio, ora ſi ripudia, e ſi fugge:ed ebbe a dire Iſidoro nel Cronico, chemolti ſtimavan meglio ſtar ſoggetti a. Goti,che ſignoreggiar co Romani, portando il gra-ou giogo dhl tributi. Ed ecco la ragion maſ-ſima della caduta di Roma, dell' annichi-lamento della Republica, della ruina dell'Imperio; inſuperabile, finchè nella ſua con-ſervazione ebbe ognuno intereſſe, e finchèil nome Romano fu l' idolo del comune af-fetto, e del deſiderio; eſpoſto, e fragile al-le invaſioni, quando i popoli di ventarono in-differenti, anzi avverſi, e quei d'Italia ſin-golarmente„ne quali dovea ſempre conſi-ſtere il nervo della difeſa, e i quali dall'ag-gravio delb ecceſſive impoſizioni rimaſeropin degli altri alienati, ed offeſi, perchèdel gius Italico h eſenzione appunto era il
principal coſtitutivo, come da Paolo ſi ri-
cava. Primo effetto dell' alienazion dell' Ita-lia dal nome Romano ſi fu, il cominciarſiallora in regioni cos popolate, e per naturas bellicoſe a penuriar di ſoldati; di modoche fu poi forza aſſoldar genti ſtraniere, echiamare a difeſa dell' Imperio quegli ſteſſibarbari, che n' erano nimici nati: cos diMaſſimiano, e di Coſtantino tocca Gior-nande, quanto di milizie Gotiche ſi valeſ-ſero; Unni per guardar Italia cercò Beli-ſario; Goti, e Gepidi ſi mandarono a cu-ſtodir Ia Gallia; e contra i Goti convennefinalmente chiamare in Italia ſoldati Lon-gobardi; il che ber piu motivi non fu cer.tamente tra I' ultimè cagioni del precipizionoſtro A tal ſegno, mutata la direzione,ſi venne in quell iſteſſa Italia, che nel ſe-ſto ſecolo di Roma minacciata da: Galli 3ſola, e ſenda alcun' eſerno aiuto armd in bre.ve tempo ſettecento mila fanti, e ottantamila cavalli, come in Plinio ſi legge; e del.le forze della quale finchè Roma poteſſevalerſi, niuna gente, e niun Re del mon-do poterle tener fronte, diceva Annibale co-ſtantemente ad Antioco. Svanita la paſſio-ne, e afletto per la Republica, e non con-ſiderata eſſa pi come utile a tutti, dove pri-ma ogn uomo, e fin le donne ſarebbero ſta-te ſoldati, come in qualche occaſione ſi vi-de
v. Plin.Pan. c. 37.
de Cenſ.2 8.
J 3. 6. 20.ſcla finsfennisgulli au.hu, He,
Liv. J. 3a.
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