F
X. 27.
J. 3. C. 7.
Var. III.48.
Var. II.31.
lia ber
Padum.
*V. 15. er20.
i paeſi, e ĩ ſoldati: erano dentro la ſua giu-riſdizione i Breoni gente marziale: a lui d-andar girando i confini commettea il ſuoDiploma. E notabil per altro, che Tren-to, quale anticamente fu della Rezia, ſiriconoſce in tempo de Goti della Venezia,poichè per una careſtia in queſta provinciaavvenuta, comandò il Re, che ſi ſoccor-reſse co magazini di Treviſo, e di Tren-to: e cosi dicaſi di Feltre, a i Magiſtratidella quale ordinòd Teodorico di concorrerealla fabrica d' una Città, che per ſuo co-mando ſi facea nel Trentino, dicendo, nonpotere quel piccol territorio portar da ſe slgran peſo. Tal Città però molto& credibi-le altro non foſse che il Caſtello di Veruca.Notò Gellio, eſserſi fin da Catone cosi chia-mati i ſiti alti ed aſpri; ecco però quantoſia tal nome de' Re Goti in Italia pid anti.co. Altra Veruca fu di IA da Aquileia, ilqual luogo veggo nel Magini chiamarſi Roc-ca, e da Veruca eſser venuta in fatti la vo-ce di rocca alla noſtra lingua, molto e pro-babile. La Veruca Trentina„ nella qualeordind Teodorico a- Goti, e a Romani,cioè a gl Italiani, che abitavano in que con-torni, di trasferire il lor domicilio, e di fa-bricare in eſſa, vien deſcritta quaſi natura-le, inacceſſibile, e rotonda torre di ſaſſo,che ſorgea preſſo l· Adige, dilatandoſi nellacima, e Caſtello però formando quaſi ſin-golar nel mondo, ed attiſſimo per far argineinſuperabile ai barbari da quella parte. Taldeſcrizione la fa ſicuramente conoſcere perquel macigno iſolato, che gira un miglio,e ſi chiama in oggi Doſtrento, tra I qualee la Città ſolamente il fiume, e poco rat,to di terreno intermedia: da quellacitinaalquante bombe trovate poco lontanꝰ? do-ve allora ſi fabricavano, gettaron ſopraTrento i Franzeſi nel principio di Settem-bre del 1703. De' vini Veroneſi per la Re-gia menſa in tempo d' Atalarico avidamen-te cercati parlammo nel libro ſeſto. Ora ri-corderemo le barche corridore d' Oſtiglia.Correaſi allora per publico ſervigio la poſtaanche per acqua, ed a ciò erano deſtinatecerte barche lunghe, dette con voce GrecaDromoni dalla velocità, e dal corſo. Or-dinò adunque Teodorico, che ſe ne teneſſein Oſtiglia, affinchè poteſſero eſſer di ſuſſi-dio a' corrieri, e dar talvolta ſoſta a- caval-li. Ma rinovazione& forſe da credere incid quella di Teodorico più toſto che inſti-tuꝛione; poichè nella delinceazion de' viaggiPer 1 Imperio, che ei moſtra la ter⁊a tavolaPeutingeriana, la via da Verona a Raven-na, da Oſtiglia in gin ſegnaſi come proſe-guiva e per terra, e per PO. Vietò replica-tamente queſto Re il peſcar per via di ſie-Ler. Alaft. Parte J.
LIBRO NON O.
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pi, e traverſe, che impediſſero, o difficol-taſſero la navigazione nee fiumi Mincio;Ollio, Serchio, Arno, e Tevere. Granbe-ne, e gran male dice di lui anche l' Anoni-mo ſopraccennato, che ottime, e ſicure no-tiaie ci reca: ma inſulſe favole per altri dipoſterior tempo ſono ſtate ſcritte, e tra laltre, che i Demonj lo ſerviſſero a cacciain figura di cavalli, e di cani, il che fu eſ-preſso molti ſecoli fa in unrilevo di marmonella facciata di S. Zeno, come i verſi ſcol-piti c inſegnano. Di religione inſieme coſuoi Oſtrogoti fu Ariano, e fu il primo,che nell' elezion del Papa fatta dal Clero,e dal Senato e popolo Romano, ſi voleſſeintramettere; I eſempio ſuo avendo poi ſe-guitato Giuſtiniano, e i ſueceſsori, che ſiriſervarono di approvare chi foſse eletto.Primi furono i Re Goti altresl a voler con-fer mare i Veſcovi dalle Città eletti, certaſomma di denaro per tal confermazioneeſiggendo, cooneſtata con profeſsare di dar.la a' poveri.
Le Città, dove Teodorico Re non d'Italia ſolamente ma delle occidentali pro-vincie, fu ſolito far dimora, furon Raven-na, e Verona. Mirabil coſa&, come voleſ-ſe anch'egli allontanarſi da Roma. A dars funeſto eſempio, avean prima indottoDiocleziano la grandezza della Città, lamaeſtà del Senato, e la licenza del popolo.Coſtantino, che nuova Città volea far pri-ma ſu la coſta dell' Aſia preſſo il ſito dellantica Troia, fu indotto fors' anco dal vo-lerſi trovar pid pronto contra le nazioniOrientali, benchè Coſtantipoli, ch'egli edi-ficò, foſſe la ruina e dell' Imperio, e del-la Chieſa; dell' uno, per averne in tal mo-do mortalmente ferito il capo, ed il cuore,cio Roma, dell' altra, per lo Sciſma fu-
neſtiſſimo, che con la ſua grandezza, e con
la reſidenza delb Imperador Greco poi cagio-nd. In Occidente la neceſſità del difenderſida pin nazioni tenne ſpeſſo ne baſſi tempigl' Imperadori a Milano: ma dopo l' inde-bolimento dell' Imperio gli fece ancora cer.care i luoghi forti per ſicurezza, e in eſſifar ſoggiorno, dal che fu perſuaſo 0a traſportarſi in Ravenna, e dal che l Ned'Italia furono indotti poi ad 1 4 pP aMilano Pavia, chiamata el 1 ro-copio. Verona e per“ amen f 8per far da queſta Parte contra le narionifrontiera, e non meno per eſſer forte, potèda Teoderico eſſer prediletta. La fortezzadelle Città naſcea per lo pid in que tempidall'acque: forte perd rendeano Pavia ilTeſino, e il Po; forte Ravenna il Po, e lepaludi; forte Verona!- Adige, che da treparti P aſſicurava. Che in queſta Città aſ-P 2 al
O regen.ſfultum
Var. VIII15˙
Bel. Gothen