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Porticacirca Pasati umperfecit.Ant. Vor.J. 4. b. 18.zngbut!Porticu&
Muros 70
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Ci vi ta-Te.
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doyea conſervare inquel tempo, o gran par-te dell edifizio ſteſſo, o qualche antico mo-numento, in cui ſi vedeſſe dal vero figura-to tutto. Gli archi continuati nel baſſo fan-no conoſcere, che privata caſa non era que-ſta, e moſtrano lo ſtile de Palazzi di Teo-dorico; poichè il noſtro Anonimo ci fa ſa-pere, come anche intorno all' edificato dalui in Ravenna eran parimente Portici: an-
21 Giovanni Diacono preſſo il Panvinio af.
ferma, che il noſtro ancora d gran Porticobircondato ora, come in queſta ſigura veg-giamo. Nel ſecondo piano, ove furono ag-giunte le lettere, par foſſero logge architra-vatę, dalle quali altresl principeſca fabricaſi dimoſtra: ma le colonne nell originale ſontonde, e più piecole, e meno diſtanti, chenella ſtampa non appariſce.
Nuovo recinto di mura fabricd in ol-tre Teodorico a Verona, come il pid vol-te accennato, e non a baſtanza lodato Sto-rico inſegna. Di queſto ſecondo recinto pez-2i qua e la ſopravanzano molto grandi, tut-ti delb iſteſſo materiale, cioè di pietra tene-ra in quadridi poca grandezza, è dell' iſteſ-ſo lavoro aſſai regolato, e uniforme, ma
non paragonabile in niſſun modo alla groſ-
ſeaza, robuſtezza, e magnificenza dellemura di Gallieno, benchè alla rinfuſa com-poſte. Serravaſi in primo luogo la Città pertal muro dal primo piegar dell Adige, ov-abbiam' ora il Caſtel vecchio, al ſuo ritor-no preſſo il baſtion del Crocifiſſo. Ser vivaquai di riparo, e di foſſo un piccol ramodel fiume, che credibilmente per queſto et-fetto, e er cler il corpo della Cittaà deltutto, ſarà ſtato allora derivato, e comeal preſente il veggiamo, condotto. A ri-doſſo di quella fu poi ne proſſimi ſecoli fa-bricata interiormente la muraglia, che chia-mano di Cittadella. II primo pezzo rima-ne ora dentro il Caſtello: veniva ad unirſiall Arco de Gavii, che compreſovi,, fu fat-to ſervir di porta, come da' ſegni ſi rĩcono-ſee, e particolarmente da una pietra cur-va, inſerita nell' alto dell' interior muro,ch'è parte del cerchio, in cui ſecondo an-tico modo ſi facea girare il perno ſuperioredelbimpoſta. Preſſo queſta porta, ed a ſuadifeſa ſcorgeſi ſecondo l' uſo antico una tor-re, la quale nel di ſopra è di fabrica Sca-ligera, perchè quando fu edificato il Caſtelvecchio, o dovea eſſer ruinata, o non do-vea eſſer' alta a baſtanza: ma ſotto tale ac-ereſcimento un tratto ſi vede del materia-le, e del lavoro di Teodorico; e la parte in-feriore ſi riconoſce tutta di gran pietre an-tiche ſtate prima in opera, e tra queſte al-quante toſte dall' Anfiteatro, che avrà pe-rd patito allora una ſeconda morte, poichè
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LIBRO NON O.
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diſſe, ch' eran dus porte bonelt-t“:
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48 furono in queſto recinto le torri, comevedremo altrove. In pi luoghi del murovedeſi ancora qualche antico baſſo rilevo in-ſerito, in particolare um arca preſſo il pon-te di S. Daniele, quale per le teſte, o bu-ſti, che dimoſtra, a pid favole popolari pre-ſtd motivo. Ma perchè oltra Adige anco-ra abitar dovea molto popolo, non par ve aquel Re, che foſſe compiuta- opera, s' an-che di Ia non ſi rinſerrava, il che non ſi erafatto a tempi di Gallieno. Vedeſi però preſ-o il Monaſtero di Santa Maria in Organoun pezzo de lb iſteſſo muro, che principian-do dal fiume, arrivato alla ſtrada, qual percerta ſimilitudine con la Romana potrebbechiamarſi la noſtra Lungara, moſtra ſegni,e veſtigi della porta, che quivi era, e ſichiamava dell' Organo Fino a queſta è cre-dibil veniſſe il Portico di Teodorico. Sali-va poi la muraglia ſu la collina, altro fram-
v. Do-cum, I.
mento rimanendone lungo il giardin Giuſti:
proſeguiva per alquanto ſpazio poco lonta-no dal ſito del terzo recinto; indi girando,e ſcendendo, terminava all' Adige compre-ſo dentro il colle di S. Pietro, ma reſtan-done eſcluſa la Chieſa di Santo Stefano,che rimaneva poco lontana dalla porta dital nome, come dalle antiche carte di quellArchivio s' impara.
Ci& molto ben noto, che ran lite im-prendiamo co: noſtri Storici, e co Verone-i Antiquarj, attribuendo a Teodorico que-ſto ſecondo recinto, ch altri vuole fatto intempo di Carlo Magno, altri di Pipino,altri di Berengario, altri dopo il mille, eforſe dopo il 1200. I noſtri motivi però ad-durremo. Il ſudetto Re di zuove mura in-dubitatamente cinſe la Città noſtra: quaifurono adunque, e dove ſon' ite coteſtemura? poichè d' antichi recinti altre re-liquie non abbiamo, che le pur'or narrate,e quelle di Gallieno di qua dalb' Adige. IInome di Murnovo, che appariſce nel vec-chio Statuto, e che per antica tradizionediamo ancora a quella parte, che ſuſſiſteall Organo, ſembra accordarſi col favellardell' Anonimo. La porta quivi era doppia,cioè a due fori, come quella di Gallieno,il che fu oſſervato anche dal Moſcardo nel.la ſua Storia, quando ve merano au
15 e damento de' qualipid manifeſti, col fonda ben da
iſce come tal fabrica non fu dibach ene, 4e antichi ſecoli eſſendoſtato il coſtume di far doppie le porte del.le Città. Ma quello che ancor pi convince,ſi& Tautorità di Giovanni Diacono. IIluſtròqueſti la Chieſa Veroneſe nel ſecolo delmille dugento, e nel principio del ſuſſe-guente, e ſeriſſe Aunal. accuratiſimi, e dim.
ane n.
muros no.vos cireui gCivita-ten
J. 4 C. 54.
II. di Ver:750