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6. 29.
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armata dalle Città di Concordia, Aquile.ja, e Forogiulio: dove ſi vede, che Aqui-leia non era disfatta del tutto, e che Fo-rogiulio era già Città di conſiderazioneL'anno 535 incomincid la guerra moſſa dallImperador Giuſtiniano, ch era ſtato ecci-tato con legazione dalla miſera Amalaſun-ta, toſto che fu carcerata. Furono aggre-
dite prima Sicilia, e Dalmazia: Goti ucci-ero Teodato, e fecero Re Vitige: Roma
venne occupata da Beliſario, il quale dopovarie vicende tre anni appreſſo preſe ancheRavenna, e Vitige in eſſa: con che ſe gliarreſero ſpontaneamente i luoghi forti del-la Venezia, come ſi ha in Procopio, e Tre-viſo tra queſti, che per eſſer tale a cagionde' piccoli fiumi, che il rigiravano, aveain que tempi cominciato a renderſi conſide.rabile. I Goti, ch' erano di qua dal Po,vollero far Re Uraia nipote di Vitige, chedimorava in Ticino: ma egli conſigliò pidtoſto di eleggere Ildibado, detto anche Teu-dibaldo, ch' era Comandante dll Prbſidlio inVerona, molto valoroſo nell'armi, e nipo-te del Re de' Viſigoti. Cos fu fatto, chia-mandolo da Verona, dove ſi era trattenutoſenza andarſi a mettere come gli altri inmano di Beliſario. Ildibado in tanta depreſ-ſione di forze offerſe a Beliſario di ricono-ſcer lui per Re d' Italia; il che rifiutatoda quell' Eroe per non mancar di fede al ſuoSignore, dopo la di lui partenza per Coſtan-tinopoli cominciò a ragunare i fuoi, e com-
battè proſperamente à Treviſo contra gl-
de Regn.ſucc. legeſive Ba-diulaz 20cum.
Proc. J. 3.b. 218
Imperiali Ammazzato fra poco tempo,Per iniquità da lui commeſſa a ſuggeſtiondella moglie, e goduta da Erarico una brevꝰombra di regno, dal conſenſo della nazionefu conferito lo ſcettro al nipote d- IIdibado,ch' era Comandante in Treviſo. Coſtui fichiamd Badiula, o ſia Baduila, nelle ſuemonete, e cosl per lo più vien detto das la-tipi Scrittori. Procopio, e ĩ Greci lo diſſerTotila: Toria, o ſia Baduils, diſſe Gior-nande, ove ſia ben letto; ben però il Dan-dolo: Torila, che fu anche detto Badlulla.
J Capitani di Giuſtiniano ſtimolati da luitenner conſiglio in Ravenna, e deliberaro-no doverſi prima eſpugnar Verona, e farprigione il preſidio quivi da- Goti tenuto,indi marchiar contro Totila ſpeditamente.Donduſſero Parmata Coſtanziano, e Aleſ-ſandro, e ſi poſero a campo nell aperta pia-nura otto miglia dalla Città. Dimorava inquel luogo a Verona proſſimo Marciano,Principal Soggetto in queſte parti„ nimicoa Goti, ed affezionato all Imperador Gre-co. Queſti mandò alcuni ſuoi con danaro,per indurre certo ſuo antico conoſcente, cuiera appoggiata la guardia d' una porta, a ri-
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238cever dentro i Greci di notte tempo: qualcoſa accordata, i Comandanti Imperiali nefece intefi. Artabaze Armeno aſſunſe ſopradi ſe I' impreſa, e con cento ſcelti ſoldatiſu la meza notte ſi preſentò alla porta, qua-le aperta conformè era convenuto, furonoammazzate le guardie, e ſpedito a chiamarJ armata. I Goti credendo preſa la Cittàdal nimico eſereito, fuggirono dall oppoſtaparte per altra porta: ma avvenne ehe2l˙ Imperiali, in vece di ſollecitar la mar-chia celeremente, ſi arreſtarono alcun tem-
po in diſtanza di cinque miglia, per diſſen-
ion che nacque tra i Capi intorno al dividerla preda, e al ripartir fra loro le ſpoglie, ele riccheze della Citta. Venuto però gior-no, ſcoprendo i Goti dal proſſimo colle diS. Pietro, dove S eran raccolti, il poco nu-mero de Greci, ch'eran dentro, e quantoancora foſſe diſtante b eſercito, corſero nel-la Città, rientrando per l' iſteſſa porta, chedagl' Imperiali per la poca pratica, e pelpoco numero nè era ſtata occupata, nè chiu-ſa„ e ferocemente aſſalirono Artabazecol ſuo drapello. Si poſero queſti in brava
difeſa, talchè giunſè fra tanto l' armata,
ma trovò ſerrate le porte. Riconobbeſi inqueſtꝰ occaſione perfettamente qual diſpoſi-Zzion d' animo produca ne popoli I= aver' in-tereſſe, e parte in un dominio, o il non a-ver la; e ſi cominciò a vedere il nuovo effet.to della ſervitù, tanto contrario all' univer-ſal coſtume delle priſche età: poichè ſe talcaſo avveniva alcun ſecol prima, non v'dubbio, che i Veroneſi, entrata dentro unatruppa di Romani lor confratelli, e concit-tadini, non aveſſero ſubito preſe l' armi inſuſſidio loro, e non aveſſero almeno ſerratele porte dietro a' Goti uſeiti, o apertaneuaa all' eſercito Imperiale, quando giunſealle mura. Ma cambiato il civil ſiſtema, etrattandoſi d eſſer meramente ſoggetti o 4.Goti, o a' Greci, accadde allora in VeronaJiſteſſiſſimo, che all' età noſtra in altre Cit-ta ſimilmente ſorpreſe abbiam veduto ac-
cadere; cioè che nel contraſto, e nella pu-
gna tra le due parti i Cittadini ſpettatoriindifferenti ſe ne ſon reſi. Abbandonati pe-rò i pochi Imperiali, e dagli abitanti, chenon ſi moſſero, e dall'eſercito, che 8chiuſe le porte, e i Goti in armi, Pretse„ ü O pre-partito di ritirarſi, o rimaſero ucciſi, Peipitoſamente ſi gettarono 0 n 5Queſto fatto diede ee ee 41 888groſſar J'eſercito, e gli fu principio di mol-11 proſperi avvenimentl, talchè Giuſtinianofu coſtretto a rimandar Beliſario in Italia.Venuto queſti, ma con pochiſſime forze,continud per dieci anni la guerra da Proco-pio deſcritta con vario evento. Nel qualtem-
e,ard Ae& enKir Ce.