Procop. J.4.. 33.
55. 2. 72. ke all' Iſtorla Miſcella.
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tempo i Franchi, che aveano già occupatala Gallia, cogliendo' opportunità del guer-reggiarſi aſpramente tra Goti, e Greci nel-le parti interiori, calarono in Italia regnan-do ſopra di eſſi Teodiberto, ed ocαοDfronoAlpi Cozie, la Liguria, e una gran par-te della Venezia. Mandato poi Narſete inluogo di Beliſario a comandare in Italia,entrato in eſſa con l' eſercito dalla parte del-la Dalmazia, mandò a chiedere il paſſo a-Franchi, che in alcuni luoghi forti dellaVenezia tenean preſidio: ma negato da que-ſti, fu chi lo perſuaſe a condur l' armatalungo l' Adriatico, tenendoſi per lo partitode' Greci i luoghi adiacenti al mare, e po-tendoſi ſuperar la difficoltà de' molti flumicon raccolta di barche per far ponti: il checreduto da Totila impoſſibile, non ſi eradato cura, che di precludere la conſueta via,con mandar Teia, il migliore de' ſuoi Ca-pitapi, col fior pid ſeelto delle ſue truppea Verona tenuta ſempre da' Goti. Ed aveaTeia con foſſe ed altri lavori talmente im-pedito il paeſe d' intorno al Po, che per que-ſto ancora fu neceſſario a Narſete d' appi-gliarſi al conſiglio, e per le ſpiagge, e pae.ſi baſſi condurſi a Ravenna. Non molto do-po ſegul la battaglia, in cui furon disfatti iGoti, e Totila ucciſo, indi preſa Raven-
na; il che avvenne nell' anno 552, come5 5 2
ben ſi vede iu Ermano Contratto, e in Teo-fane. I Goti avanzati al conflitto paſſaronoil Po, e fecero Teia Re. Valeriano man-dato da Narſete attaccò Verona; ma ſuſci-tati i Franchi, ch' erano qua e la in preſi-dio per la Venezia, abbandond I' impreſa.Procurò Teia di muovere in ſuo favore il lorRe Teodebaldo; ma queſti, che aſpiravaa far J Italia non de Greci, o de' Goti, maſua, come dichiara Procopio, non aſſentl.Non andò gran tempo, che mor! ancheTeia valoroſamente combattendo nelle par-ti di Napoli, e con eſſo ebbe termine il re-no in Italia de Goti, eſſendo poco dopouſciti d'Italia per non ritornarvi pid tuttiquelli ch'erano fopravanzati al conflitto,patteggiati da Narſete. Abbiamo in Aga-zia, come perꝭ altresl, e reſtò diſtrutto ungrand: eſercito d' Alemani, e di Franchi,condotto da due fratelli Leutari, e Butili-no per rimettere, o ſoſtenere i Goti: diButilino, e de' ſuoi fu fatta ſtrage orribilepreſſo Capua. Leutari mori a Ceneda nellaVenezia, mentre volea ritirarſi, e rlpaſſa-re i monti, battuto prima, indi conſumatoda peſte il ſuo eſercito. Paolo Diacono pe-rd dice pin credibilmente, che mori tra Ve.rona, e Trento; e co Landolfo nelle giun-
In queſto modo a diſ poſiaione di Narſe.
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te, e di Giuſtiniano reſtò l' Italia: ma il-luſtre memoria della noſtra Città ci ha con-ſervata Agnello Ravennate; cioè d' aver eſ-ſa dopo la caduta de' Goti preſe l' armi pertenerſi in lüberta, e per difenderſi da Gre-ci. Tanto s' impara, dove tocca il dettoScrittore, come dopo la morte del ſommoPontefice Pelagio, e dopo d' eſſer Narſetepaſſato a Roma, ſagud conflitto co: Citradini
Veroneſi,& reſtb preſa Verona il di venti Luglis
da- Soldlati: deeſi intendere dagl' Imperia-li, a quali ſolamente ſecondo b uſo Roma-no ſi attribuiva ancora il nome di Mliliti,onde poco prima par la Agne llo d altro com-battimento tra Gti, e Militi. Si ha in Teo-fane, come nell' anno 555, giunſero 4 Coſrantinopoli trionfali meſſi d' aver Nar 6 10 pk.
ſe dis forti Cittd ds Coti, Verona, e Bre-ſcid: donde appariſce, che Breſeia fece an-
ch' eſſa reſiſtenza: men bene dice perdòautor Greco, e non ſenza inganno qualcheScrittor di baſſo tempo preſe da lui, chequeſte Città foſſer tolte a Goti,' intera de-preſſion de' quali con la morte di Teia, econ l' uſcita di eſſi dallꝰ Italia era ſeguita piddi due anni avanti. Agnello, il quale del-le coſe d' Italia avea memorie aſſai piꝭ cer-te, afferma, che ſegul il conflitto non coGoti, ma co Cittadini Voronôſi, i quali perdetto corſo di tempo ſi mantennero adun-que in libertà, e per conſervarla, oſaronoda ſe ſteſſi difenderſi, 2 far fronte a' Greci.Non dunque debolezza, o viltà gli avea te-nuti poc' anni a vanti immobili nella ſorpre-ſa tentata da Capitani di Giuſtiniano; mabens! quella ragione, diventata poi ne' po-poli d'Italia principio primo, di non voler-ſi ſagrificar per altri, nè eſpor la vita, do-ve non di proprio, ma ſi tratti d' intereſſealtrui. Rimaſi però ſoccombenti i Verone-1, Ia Città loro rimaſe inſieme con l' altrein podeſtà de' Greci. 5
Nel periodo di tempo da queſto librocompreſo novita avvenne, della quale nondee tacerſi in Iſtoria, che non di Verona ſo-lamente, ma come ſi è potuto oſſervare,della Venezia tutta nelle priſche eta i pinimportanti avvenimenti raccoglie. Cid fula formazione d'una nuova Città, che ditutta la provincia fu poi Regina, e nella
in Maniani an.
Epiſ. 26.0
pugnave-
runt con-tra Vero-nenſesci-ven„ et
capta eſtVerona 4
Militi bus.
rde
* Ge.
Quale ſi traſportò di eſla anche il nome, eſ
ſendo per edificarla da tutte le ſue parti con-gor ſa gente. Alcune iſolette formate aveala natura nell ultimo receſſo del golfo Adria-tico, e innanzi ad eſſe, quaſi per parapet-to dagl infulti dell' onde, e dalle aggreſſio-ni navali, ſtriſce opportuniſſime di terrenoavea collocate con bocehe, e canali per ri-cettatè à placere i legni, e per godere del
benefizio del mare ſenza il pericolo. In que:
ſte