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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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di falci mantsggiate i cilindri; quinci provien-gui vo ſtra rendita, eſſendo ohe in virti. d. eſeanche le coſe, che da voi nom ſi fanno, polſodo-27 e certo modb moneta ſi hatte, cheſerve al bitto. Alla voſir' arte gg. frutro dellaterra ò ſulordinato. Potr taluno non curaf f.dellloro, ina niun ſard, che nom diſidori il ſu-e, e nieritamentè, quando ad eſo ogni cibodes, che poſia eſſer gat. II perch i navi, chequaſi fiſſoto animali, l gate à i boſtri muri, ri.ſarcite con diligenxa, aclocchò quando il pra.richiſſimo Lorcnæo, ch flaro mandato& pro.curan le ſudotte ſpegis, vi dard avviſo, poſ-ſiate ſubilo accorrerc, ſenza laſciarvi ritarda-re da niſſuna diſicolid, mentrs ſecondo la qua-lud do tempo opportuna ſtrada potete eleg-gere. öDa queſta epiſtola di Caſſiodorio, il cuicognome fu Senator, ſi riconoſce, come 11nome di Venezia, o di Venezie non era per-anco trasferito, e come la nuova Città nonera for mata per anco, nè congiunta inſieme,

e con particolar nome non ſi dinotava anco-

ra, poichè ſi chiamano gli abitatori di quell-

qui ſapeſpatia 5tranſmitti-21s infini-24guondamNeng No.bilibus.

iſole, quaſi con ſopranome i Maritimi: no-mind Venexlani Capitolino nella vita di Lu-

cio Vero, ma tal voce ſignificava allora una

delle fazioni del Circo. Vi ſi riconoſce, co-

me in quel principio riputati molto eran già

nell' arte navale quegli uomini, e gi granviaggi per mare imprendeano. Vi ſi tocca,come l' alta Venezia, e la baſſa di famiglienobili, erano per Pavanti ripiene; dal cheſi pud intendere, che non ne foſſer pin, pereſlerſi gran parte di eſſe nel ricovero deſlelagune ridotte: ed è natural coſa il crede-re, che chi avea più degli altri da porre inſalvo, pid degli altri vi ſi affrettaſſe. Con

tutti i Rettoriei concetti di Caſſiodorio ben

ſi pud arguire ancora, che oro, argento, eprezioſe coſe non vi mancaſſero, poichè ciò,che facilmente traſportar ſi potèea, non ſa-ra certamente ſtato abbandonato in preda a-nimici. L'avere ancora ſenza poſſeder ter-reni potuto fuſſiſtere in tanto numero,& fa-bricar tanto, e renderſi toſto coſpicui ſu!-acque per tanti legni, e con eſſi grandiſſi-mi viaggi si toſto imprendere, ben moſtra,che gran ricchezze i primi portaſſer ſeco.Ma per quanto è della Comunanza, affat-to povera fu per certo in quella prima età:illuſtre con tutto ciò, e memorabile tal po.vertà ſi reſe per la libertà, che l' accompa-

and, e che la nuova fondazione, e il primo

ſtabilimento del governo produſſe. Coloro,che in tanti libri di ciò ſi ſon fatti beffe, nonvidero molto à fondo, e molto a dentro

er verità non inteſero. Tal fatto con quan-to in queſt' Iſtoria ſi tratta& cos! conneſſo,ed all' intelligenza delle ſuſſeguenti coſe

DEL IL ISTORIA DI VERONA

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è cos! importante, che non crediamo dideviarci punto col prender di propoſito adichiararlo.

Non ſi può parlare in tal materia con fon-damento, ſe non ſi ſtabiliſce prima, e nonſi dichiara bene il vero eſſere della Republi-ca, e dell Imperio Romano, e ſe non ſi ſvelledalle menti quel grand' errore, di erederRoma paſſata dopo gl“ Imperadori a ſtatoRegio, ed a Monarchia. Ceſare fu credu-to degno di morte ſolamente per ſoſpetto,che ci penſaſſe. Auguſto, il qual veramen-te ſtabill il Principato, e mutò la forma delgoverno, non ſolamente non ricevè dal Se-nato, e dal Popolo la podeſtà Regia, manè pure la Dittatoria. I nomi del ſupremogrado traſmeſſo a: ſucceſſori furon di Prin-cipe, e d' Imperadore; l' uno e baltro d-antico uſo nella Republica. Principe o ſi di-cea il primo de' Senatori, e che parlava pri-ma, o dinotavanſi con tal vocabolo li prin-cipali de- cittadini, onde Principi di Romamentovò Livio nel quinto ſecolo; e cittadi.no Principe, e Principe Senators, e mandatia Bruto i Principi dolla Città per Legati, diſ-ſe Tullio. Imperadori chiamavanſſ i ſupre-mi Comandanti d' armata, ed i vittorioſi;perd veggiamo in piu Medaglie Conſolarital titolo, e degl' Imperadori Panſa, ed Ir-cio molte lodi ha Cicerone, e tante volteſi parla in Livio di Scipione Imperadore, diquelli, ch erano ſtati Imperadori in Mace-donia, e dell' ufizio del bravo Imperadore.1 Greci non volendo uſare voci Latine, e nonavendo la corriſpondente a quella d' Impe-radore, malamente la reſero molte volte inlor lingua con quelle di Re, di Diſpotico, odi Monarca; de' quai vocaboli non è peròda far caſo, nè pud giuſtificarſene in mo-do alcuno il parlare improprio, e delle dot-

te orecchie offenſivo, ditanti moderni Scrit-

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tori, che notano negl' Imperadori I' anno delRegno, e ne Romani il tempo della Mo-narchia; Monarchia avendo chiamata Ap-piano anche quella di Silla, ed avendo Strabo-ne all' incontro per ſignificar g Imperadoriuſato ordinariamente un nome, il qual nienteid volea dire, che Duce, o Prefetto. Da-Greci preſero poi l' attributo Regio autori, emonumenti Latini del ſecol baſſo, volendocon cid indicar coſa ſuperiore, e ſublime.Per altro nel decreto della Colonia Piſanabenchè fatto per adulare Auguſto, il titolo,che gli ſi da,& di Cuſtodi doll- Impero Roma-no. Severo Aleſſandro Fargori del Publicochiamava 9 Imperadori. Auguſti Princi-pi gover nau il Romano Imperio ſi chiamanodue degli ultimi Imperadori in un Papiroda noi publicato. Nome d' amminiſtrazio-ne fu ſolito di dare Auguſto al ſuo Princi-pato;

Priucep,g οναπνι ⏑ον.Alrng,Glo.ib. g.

PII. 2.b 8. er14.

Phil. 14.

Gas Ne,G νπν αοr

NyeHονν—)

v. Cen.Piſ.Lampr.Aiſpenſa-tor publi-cus.

1. Dipl.P. 144.