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natura ſopraſtar dovrebbe chi intende d;quegli eſſendo piu atto a conoſcere cid, cheal publico è conferente. Queſto è il fonda-mento del naturale imperio, che ſopra ladonna dovrebbe tener' uomo, e di quello,che nel compoſto umano dovrebbe ſempreavere la pid nobil parte dell' eſſer noſtro,cioè la ragione. Veggaſi però,& era con-venevole, che ꝑl' Italiani da cosl roza genteſignoreggiati foſſero, la quale parve rapiſſeloro gran parte di quel umanità, ch' eſſia tutti gli altri avean data, e la quale pernativa barbarie, e per lunghezza di domi-nio parve ne trasformaſſe anche l' indole, ene travolgeſſe la fantaſia. Quai coſtumi,quali opinioni, quali nuove idee portaſſeroin Italia gli ſtranieri popoli, e vi radicaſſe.ro, non pudò bene intenderſi da chi non abbiameditato alquanto ſu la differenza, che inciò paſſa tra il moderno mondo, e 1 anti-co. Prima radice di cos deplorabil muta-zione furon le leggi: come da queſte s' in-troduceſſe in Italia b uſo barbaro, e ſetten-trionale di decider le controverſie, e le litinon ſecondo ragione, ma con la forza; quaipazze maniere ſi metteſſero in uſo di pruo-ve; quai ſtolide opinioni, che durano tut-tavia in gran parte, in materia d' onore, ed' infamia; qual travolgimento ſi faceſſedella Morale, e come la lode, e I biaſimocambiaſſero i motivi, e nuovo, e falſo aſ-
etto le virtù, ed i vizj prendeſſero; potrachi lo deſideraſſe vederlo diſteſamente nelloperetta intorno alla Scienza chiamata Ca-vallereſca già da noi ſeritta. A travolgerLopinione, e I coſtume, che ſono la pideſsenzial parte dell' eſser noſtro, e à con-fon dere le nozioni del bene, e del male
contribul non meno la depreſſione, e la ſer-
vitd. Da queſta venne prima d' altro loſmarxir b'idea del valore, benchè in niunaparte forſe naſcano gli uomini pid a ciò pernatura inclinati, come i fatti degli antichi,e i temperamenti de moderni dimoſtrano.Ippocrate, che tanta oſservazione avea fatta ſu la natura, inſegnd non vederſi valo-re negli Aſiatici, perchꝰeran ſervi; non po-tendo l' animo dell' uomo eſsere ſpinto conforza contra i pericoli della vita, ſe nondove creda di fatto proprio trattarſi. Allo-ra ſi comincid a fuggire il meſtier dell' ar-mi, e a ſtimar pazzla il ſoffrir diſagi e pe.ricoli per mantener la poteſtà altrui; anzinella guerra ancora a ſtimar vergogna el.porſi à certi gran riſchi, qual ſarebbe ilportarſi occultamente tra-: nimici a ſpiar leforze, e i penſieri loro, il che preſso Ome.ro fanno ęli Eroi Diomede, ed Uliſse. Colvalore ottenebrato, e oppreſso reſtò I in-gegno. L' eloquenza, di cui ſi ſmarriſce
ogni traccia da chi ha paura, e che ſottogl Imperadori ſolamente per quell' imma-gine di regno ſi era corrotta, ſoſtituite lefinte declamazioni all'orazioni vere, e na-ta l' adulazione, ch' è perpetua madre di
arlar chimerico, e falſo, in que tempi in-teramente ſvanl, e ſi diſperſe. Anzi im-barbarita la lingua per eſserſi abbandonatoquello ſtudio di eſsa ch'è neceſsario a ſeri-vere, e fatto uſo ſolamente della ſcorret-ta, e plebea, che baſtava a parlare, ſivenne a termine, che difficilmente ſi ſapeamettere in carta in modo da farſi intende-re. Conoſcendo però forſe gl Italiani perun certo ingenito ſenſo dello ſtile, e delmetodo, quanto lontani foſſero dalla pro-prietà Latina, e da ogni genere di buonelettere; impoſſibilitata l' iſtoria, per eſſerla verità di libertà figliuola; e ridotto ſen-2a premio, ſenza uſo, e ſenza ſtima il ſa-pere, ogni ſtudio abbandonarono, ed all-Ozio, e a' piaceri, ed a private cure ſidiedero. Quindi&, che ne“ mezani ſecoliforſe niſſuna nazione in Europa ſi troveràper quanto ſpetta alle memorie Iſtorichepiù povera di Scrittori della noſtra, e quepochi ancora furon per lo pid di foraſtieraſchiatta, come Giornande, Paolo,.chemperto, ed altri di molte ſemplicit& i-pieni, e di gravità, e di ſana idea mancan-ti dimoſtrano. Cosl veggiamo ſtranieri uo-mini, e pellegrinanti talvolta, del vero ecolto Latin linguaggio non conſapevoli, aſ-ſai pid pronti ad eſprimere in lor Latinoquanto fa lor meſtieri, di quegl' Italiani,che la proprietà della lingua ſapendo, 2e mancando della prontezza per lo diſuſo,ripugnanza provano a guaſtarne la purità,e a parlar barbaramente. Che diremo delleſſerſi principiato a deſumer l' Oneſto, nondal comun Benefizio, ma- dal privato ri-guardo? Tra Romani, e tra. Greci antichi,che viveano in libertà, e dove per conſeguen-2a nel contri buire a conſervarla conſiſtean
la virtù, e' onore, buono era e lodevole
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tutto cid che al Publico giovava, e che
ſecondava le buone leggi: ma ridotta' Ita-lia tutta in ſervitꝭ o de' Longobardi, o de-Greci; inſtituito dominio, in cui gi Italia-ni non avean parte; e incominciate ordina-zioni, che ſolamente à ſpogliar miravano, ea dominanti giovevoli, ma non al popolo;s incominciò a ſtimar' onorevole il contra-venire alle leggi, e vergognoſo in molteimportanti occaſioni il tener col Governo,e col ſuo vantaggio. Allora fu, che disfattala propria ſocietà„e comunama, e ſvani-tone però amore, ſi preſe a non far plau-ſo, ſe non a ciò che ſtraniero foſſe, e ſidiede luogo a quel perfido ſpirito dinvidia,che