277che ſopra ogn' altro nell' Italia s' inviſcerò,e inſtilld di ſervire a tutti pid toſto che ve-der ſovraſtare un de' ſuoi, onde mai pidnon riſorſe. Allora parimente ogni ſpiritodi ben comune, e ogn' idea di vera grandez-za, e di gloria, talmente s' annichilò, ches incominciò a ſtimar pazzia lo ſpendereſe non per ſe ſteſſo, e à creder virtũù nobi-le il confinar la magnificenza in cucina, enelle femminili idee di veſtir da ſcena; pidlodevole riputando ancora il profonderè indiſutili, e private moli del lavorar per ca-gion d' eſempio all' uſo antico una perma-nente publica via con tanto merito preſſotutti, e con tanto benefizio e decoro d' unintero Stato. 5Paſſando ora finalmente alle memorie no-ſtre Eccleſiaſtiche, e continuando la not i-⁊zia di que Veſcovi, de quali ci conſta il tem-po, noi troviam Solazio ſottoſcritto ad unaBolla di Pelagio, che diceſi data a richie.ſta d- Elia Patriarca d' Aquileia, e in cui ſilegge, che un Feroce Abate fabricaſſe il Mo-
naſtero di S. Maria in organo. Ma quel do-
cumento, dato fuori pid volte come il pri-mo de noſtri, e regiſtrato nell' Italia Sacra,non ſolamente è falſo, ma venne molti ſe-
coli fa con sl poca avvedutezza finto, che8. 5—erduta opra ſarebbe il farſi a moſtrarne l-
v. Conc.ed. t. G. 6.Ven.1326. C0.tur com-znunionemab initiomoti o-nis Cc.
inſuſſiſtenza, la quale ad ogw occhio me-zanamente erudito da ſe ſi paleſa. Baſtarpotrebbe il ſaperſi, che infuriava allora inqueſte parti pid che mai lo Sciſma de' treCapitoli, e che Elia fu in eſſo il pid per-tinace d' ognꝰ altro, e ricuſava però di co-municar con Roma, e il ſommo Pontefice
di riconoſcere. Il medeſi mo Solazio troviam
ſoſcritto nell' anno 579 al Conci lio di Gra-do. Vera coſa è, che non eſſer molta anche1 autorità di tal monumento ſoſpettar po-trebbe chi altre conſiderazioni tralaſciando,
rifletteſſe ſolamente, eſſer ſoggetto anch' eſſo
all' iſteſſa difficolta. Imperciochè come maiL anteſignano de' Sciſmatici, il quale appari-ſce dalle tre Epiſtole di Pelagio ſecondo,che in vano fu ſempre eſortato a ravveder-ſi, e a riunirſi, e il qual però dagli Sciſ-matici, nella Supplica preſentata dopo ſuamorte da eſſi all' Imperador Maurizio, epublicata dal Baronio, vien detto lor Pa-dre, e di ſanta memoria; e nella quale profeſ-ſano, aver lui ſempre, e gli altri non meno
fin dal principio della diſſenſione, ed eſſi an-cora con tutto il popolo ſchifato dicomunica-.
re col Romano Pontefice; come mai dicopud crederſi, ch' egli inſieme co Veſcovidel ſuo partito voleſſe ragunar Sinodo perautorità Apoſtolica, ammettervi un Lega-to di Roma„e ricercar deoreti, e privilegi
dal Papa? e come, che il Papa ſeriveſſe a
Ver. Haftr. Parte I.
LIBRO DEC TMO.
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lui con dargli titolo di Patriarca, quale inquel tempo da ſuoi ſteſſi non gli ſi dava an-cora, il che nella ſteſſa Supplica chiaramen-te appariſce? e come, che nell iſteſſo rice-vere si gran privilegio dal Pontefice, e conPaſſiſtenza del Pontificio Legato, lo Sciſ-ma ſi confermaſſe, con la ſolita vana ap-parenza di venerare, e difendere il Conci-lio Calcedoneſe? Nè però è da negare, cheSinodo da Veſcovi del partito non ſi teneſ-ſe allora; ma di eſſo relazione aſſai pid ſin-cera par foſſe quella, che vide 1·Ughellinella Cronica de- Patriarchi di Grado dallorigine fino all' undecimo ſecolo, da lui tro-vata in vecchio codice Barberino. Quivi atal Sinodo preſiede Elia, nè menzion vi ſifa del Papa, o di ſuo Legato. Non fece aqueſte coſe avvertenza il noſtro CardinalNoris nel ſuo bel Trattato del quinto Con-cilio. Ora il Sinodo Mantovano dell' anno827 ſi è di nuovo dato fuori dal dottiſſimoP. Bernardo de Rubeis, nel quale parlaſiparimente del Sinodo di Grado ſenza men-
It. Cars.r. Ve d.1082.
Cont. 5.9.6. 65.
zione di pontificio Legato, nè di pontificia
Bolla. In queſto il noſtro Solazio non haluogo, neè ſi nomina tra Veſcovi raccolti:ma come nel Dandolo, cos! vien' egli an-noverato con gli altri nella Cronica Barbe-rina, onde pare con molta probabilità, e fon-damento poterſi regiſtrare tra noſtri.
A Solazio ſuccedette Giuniore, che fu!
un de' dieci, da quali ſi ſpedi la ſopra-
nominata Supplica. Eſſendoſi in quel tem-po fatte dagli Sciſmatici pi radunanze,egl' intervenne altresl per teſtimonio di Pao-Jo Diacono al Sinodo di Mariano. Queſtoluogo era preſſo al mare, mentovandoſi leſalins di Mariano in vecchi documenti: ilvolgare m ha fatto Marano, come appuntoavvenne in altro luogo delb iſteſſo nome,ch'abbiam nella noſtra Valpulicella:& nel-la maremma del Friuli, fortiſſimo per lepaludi, che lo circondano, ma non gi vi-cino al fiume Celina, come da molti ſi&ſcritto, il quale n'è diſtante molto, e af-ſai lontano dal mare perde il ſuo nome: nac-que h equivoco dalla Celina, acqua che ſcor-re poco lungi da Marano, mentovata dalPalladio. Vien' a cadere nel tempo del Veſ-covo Giuniore il miracoloſo fatto racconta-to a S. Gregorio da Giovanni Tribuno, affermando, ch'ei ſi era trovato preſente 1queſta Città a quel tempo, inſieme col ReAutari, e con Pronulfo Conte; cio che inuna furioſa piena dell: Adige arrivd il frme
Ino alla Chia, d. Juno Zenono Marrire,
22 grsſo alla Cittd di Verona, ed eſſen-do l acqua gi alta all' intorno, che toccava
le feneſtre poco pi baſſe del tetto, benchè
la porta foſſe aperta, non entrꝭ per eſſa a8 2 dan-
J. 3. c. 26.
v. Rer. It.5. 1 6.5.1*
Dial C. 3.6. 19.