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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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it. 14.Cum 187.zun edisAboſtoli cPri ma-zum Ge.

de Eccl.

Mer. g

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Metropoliti Criſtiani ſtati diſtribuiti; ben-chè una falſa autorità, che favoriſce cos!vana immaginazione, veniſſe intruſa nel cor-po del gius Canonico da chi ebbe fede amentita, e mal finta Epiſtola.

Ma origine pid d' ogn' altra ſublime eb-be il Primato di quelle Chieſe, che nacquedall'averle fondate alcun degli Apoſtoli, edall averle con la ſua voce, co ſuol ſcritti, ecol ſuo martirio autorizate, e conſecrate.Perciò ſopra tutte primeggiò ſempre la Ro-mana, quale dal Capo degli Apoſtoli, e dalcollega ſuo diſpoſe la divina providenza, chefoſſe eretta. Venire/ Primato della SedeApoſfolica dal merito di S. Pietro Principe del.la corona Epiſcopals, e in appreſſo dalla di-gnità della Città di Roma, e dall' autori-ta del primo Concilio univerſale, eſpreſ-ſero gl Imperadori Teodoſio, e Valentinia-no nella lor Novella. Siccome però abbiamveduto nella fine del libro ottavo da un' Epi-ſtola d- Innocenzo primo, che in tutto.Occidente, e nell Africa altra Chieſa nonfu per Apoſtoli inſtituita, che la Romana,Cos nè pur di ſecondario Primato, cioè diMetropolitana dignità ſi parld in tutte que-ſte per lungo tempo. Riſtrignendoci all' Ita-lia, ha dimoſtrato l' Abate Bacchini tra glialtri, per tutti li tre primi ſecoli nè purein eſſa Metropoliti ſcoprirſi. Nel quartoreſa la Fede univerſale, e trionfante, e co-minciato I' uſo d' andare uniformando inqualche parte, e ne' gradi ſupremi I' Ec-leſiaſtico governo al civile, uno ed altro Me-tropolitand vi ſorſe. Non fu per tal motivo,che Sant: Atanaſio tra i Legati al Sinodo Sar-diceſe nomind il Veſcovo di Capua Metropolidella Campagna, perchè inteſe geografica, eregionaria, non Eccleſiaſtica, nè Romana.Ben ne tempi di Sant: Ambrogio, Veſcovodi Milano gran menzioni, e gran riſcontriſi veggono d' ampia giuriſdizione eccleſiaſti-ca da lui eſercitata. Concorſero à contri-buirla il ſommo credito, e la gran condizio-ne del Perſonaggio, I' aver lui eſtirpato damolte Città l Arianiſmo, e il far la Cittàdi Milano, allora in tutta la civil Dioceſi d-Italia la prima figura. Verona certamenteper ſuo Primate lo riconobbe, perchè veggia-mo nell Epiſtole di lui, ch' egli chiamaſuoi cariſinm i Veroneſi, e come a lui ricor-rean' eglino in occaſione d' aggravarſi d' al-cun giudizio eceleſiaſtico; mentre eſſendo-ſi diagrionoſtro Veſeovo poco prudentemen-te condotto nella cauſa d Indicia vergineſacrata a Dio, approvata già dopo l accu-ſa datale, E benedetta dal ſuo anteceſſoreZenons di ſanta memoria, S. Ambrogio ne 10ripreſe, e col conſiglio de ſuoi Sacerdoti ſta-bill diverſamente. Confermaſi ancora, per-

LIBRO DECIM O.

perior Venezia gli eran

282chè ſi vede in antichiſſimi Calendarj dellaChieſa Milaneſe, come ſi fece quivi ſem-pre di S. Zenone, e alcun' altre ſi celebra-rono delle noſtre Feſte; e perchè ſi ha dapiu memorie, come Chieſe a lui dedicate fu-rono in quello Stato. Due documenti abbiamPoſti in ſerie, oſſervati già da noi, e traſcrit-ti dall' originale nell Archivio de Padri Ci-ſtercienſi alla Baſilica di S. Ambrogio in Mi-

Llano, un de' quali rogato l' anno ottavo del

reguo d. Aſtolfo, in cui Valderata dona certaterra alla Chieſa di S. Zenone, ſituata in Cam.Pigliono; Jaltro in tempo del Re Deſiderio,in cui Magnerada dona all' iſteſſa Baſilicadel beatiſimo Confeſſon di Criſto Aenone ulive-to, e vigna: il villaggio ſi chiama in oggiCampione al lago di Lugano, ed& tuttorapoſſeduto dal Monaſtero. Poſſono in queſtemembrane ſpecchiarſi quelli, ch hanno det-to ignoto queſto ſanto Veſcovo fuor di Ve-rona. Ora quando, come, e perehè paſſaſ-ſe poi la noſtra Chieſa ſotto Aquileia, neScrittore, nè monumento di ſorte alcunaabbiam che inſegni; ma che poco dopo av-veniſſe, chiaramente s impara dall'epiſtoladi S. Leone a Settimio Veſcovo d' Altino,in cui chiama l' Aquileieſe Merropolitanodella Provincia Venecia; nè quell' epiſtola,che fu mentovata fin da Fozio, patiſce diffi-colta. Imparafſi parimente dal Sinodo Mi-

laneſe, tenuto verſo la metà del quinto ſe-

colo, nel quale le ſoſcrizioni appaiono di

tutti i Veſcovi ſuffraganei di Milano, ma.

non già del Veroneſe, nè d' alcunꝰaltro dellaVenezia propria, nè del Trentino. La ſede dAquileia contaminata da Fortunato, che ſulfin della ſua vita vi fomentò l Arianiſmo, fupoi ſantificata da Valeriano, e da Croma-210, i quali con ſommo zelo, e valore intutte le proſſime parti lo ſpenſero. Forſeperò ſottoqueſt ultimo, grandemente loda-to da S. Gerolamo, e da Ruffino, col con-ſenſo del ſommo Pontefice ſi eſteſe verſoqueſta parte la Dioceſi d' Aquileia, per eſ-

ſervi da lui promoſſa la purità della Fede,

e venendo volontieri riconoſciuto da i Veſ-covi Cattolici per lui propoſti. Ma non ac-corderà cos! antica giuriſdizione alla ſedeAquileieſe chi tiene la ſua preminenzamolto poſteriore, e nata dallo Sciſma, 2cui anche la Chieſa di Verona fu iavolta;il che forſe crederà confermarſi 5.pur ora veduto, come a tempo di 90 l 155brogio nè queſta, nè I. altre Citta ella ſu-

ſubordinate. Di que-ſto ancora ci convien però alcuna coſa dire.Tutti quelli, che hanno voluto ſoſtenereincominciata ſolamente al fine del ſeſto ſe-colo la Metropolità d' Aquileia, parrebbenon ſi foſſero ſovvenuti, come quella 955

alla

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v. Docu.

IJ. et.

J. Alii na-tem, nonAltinum.

Count. t. 4.6. 5 83.