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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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ad ann.380. K.1 1 0

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catone poi] Orientale tirannicamente a mo-tivo dell' ereſia inſorta contra le ſacre im-magini, come appariſce dall'epiſtola di Ni.colò primo, con cui dimanddò la reſtituzio-ne di quelle provincie all Imperador GrecoMichele. Ora avendoſi nella vita di Sant'Ambrogio, com' egli ſi portò a Sirmio perconſecrarvi il nuovo Veſcovo Anemio, il che

del Metropolitano era uſizio, n'& ſtato dedot-

to, che tal foſſe il Veſcovo di Milano riſ-petto all' IIlirico occidentale. Ma& gꝑià ſta-to dichiarato a baſtanza, che o vi andd pereſſer da ĩ Veſcovi della Provincia ſtato chia-mato, affinchè rimediaſſe col ſuo credito a-diſordini di quel tempo, come ſtimò il Pa-gi; o vi andò per eſſervi ſtato con privile-gio ſpeciale ſpinto dal Papa, come ſtimd ilCardinal Noris; inconcuſſe però rimango-no le autorità, con le quali il gius eccleſia-ſtico d' Aquileia ſopra Iſtria, Dalmazia,Pannonia, e Norico abbiam poco fa dimo-ſtrato. Quanto al titolo di Patriarcato, que-ſto veramente venne in pid haſſo tempo, equando lo Seiſma bolliva come Baronio,Sirmondo„Lupo, e Noris hanno ſtabilitoampiamente. a 8

E noto a li ſtudioſi dell Iſtoria Eccleſia-ſtica, come in queſti paeſi pid che in niſ-ſun' altra parte quella diſſenſione riſcaldd glianimi, e con oſtinazione di più età ſi man-tenne. Prima origine di tanto torbido fu uneditto dell Imperador Giuſtiniano, il qua-le in propoſi to d' alcuni ſeritti di Teodoro 5d' Iba, e di Teodoreto parea veniſſe a pre-

giudicare alla maeſtà del Concilio Calcedo-

neſe. Vi ſi oppoſe perd il ſommo Pontefi-ce Vigilio: ſi ragund in Coſtantinopoli ilConcilio quinto, dal quale ſi condannarono

Teodoro di Mopſueſtia, l Epiſtola d' Iba,

e gli ſeritti di Teodoreto contra S. Cirillo;il che ſi chiamò allora condannare i tre Ca-pitoli: ma perchè pare va, non eſſerſi potu-to ſenza offeſa del Calcedoneſe metter dinuovo in campo sl fatte diſpute, ripugndda prima Vigilio, e ricusd d' approvare ildetto Concilio: inteſa però meglio la qui-ſtione dopo alcun tempo, e lo approvò, elaſcid a ſucceſſori ſuoi P eſempio di propu-gnarlo con ſommo ſtudio, e di condannarequanto condannato in eſſo ſi era. Ma in pidparti d' Oceidente, dove altamente era pe-netrata Popinione, che la terminazione delquinto Concilio foſſe fatta in odio del Cal-cedoneſe, cios dun dei quattro, che pro-feſsd S. Gregorio venerare non meno de i

quattro Vangelj, molti furono„ che aſſai

tempo perſiſterono ripugnando, e tra que-ſti Santi ed inſigni uomini, che non per que-ſto furon riguardati come Sciſmatici; a per-chè nel Concilio quinto non ſi era diſcuſſo

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punto di fede, ma ttrattato ſolamentę d' al.cane porſons, come replicatamente ſeriſſe&.Gregorio; e d perchè non per queſto ſi era-no eſſi ſeparati dalla comunion Romana, eda coloro, che l' avean riceyuto. Sciſmaadunque non fu veramente allora, ſe nonnella provincia noſtra, perchè i Cleri di que-ſte Città ſi ſepararono dalla Chieſa di Ro-ma, quaſi contaminata dall' accettazionedel quinto Concilio, e ſi fecero un Capo, e

ragunaron Sinodi, e in ſomma alzarono al-

tare contra altare. Quinci è venuto forſe,che ottimo ę antichiſſimo eſemplare di Fa-condo Ermianeſe, gran difenſore de tre Ca-pitoli, fi ſia conſervato tra le reliquie dell“antica biblioteca della Chieſa di Verona.Non baſtò, che i ſommi Pontefici cercaſ-ſero con molto ſtudio di dilucidar gli equi-voci, nati anche in parte, come ſeriſſe Pe.lagio ſecondo, dal non poſſedere la linguaGreca; e con umiltà ſingolare ſpiegaſſerola lor credenza, e giuſtificaſſero replicata-mente la lor condotta, e quella di Papa Vi-gilio ſtato prima di ſentimento diverſo. Nul-la giovò per vincer l' oſtinazione: oſaron co-ſtoro di ſcomunicare anche Narſete, e invece di proporre alla prima Sede i lor dub-

bj, ardiron di congregare contra il quinto

Concilio un Sinodo particolare, mentova-

J. 2. ep. 36.. 3. ep. 37.

Conc. t 6.6. 265.

5. C. 525.629.

to da Beda. Fu a queſto preſidente Paoli-

no, contra di cui però, e perchè foſſe ca-ſtigato, ſeriſſe Pelagio primo a Narſete.Ma perchè veniva rimproverata à gli

1 Sciſmatici la lor ſeparaz ione dalle Chicſe

Patriarcali d' Oriente, e da quella di Ro-ma, ch era ſola di tal dignità in Occiden-te, per non parer privi dell' autorità di untal nome i Veſcovi della fazione, e per mo-ſtrare d' aver Capo anch' eſſi di ſupremagiuriſdizione, chiamaron Patriarca!“ Aqui-leieſe. Patriarca, o Primate era veramen-te quello, che avea Metropolitani ſotto diſe: cinque furono in tempo di Giuſtiniano,com' egli inſegna nella ſua Novella de Veſ-covi: Roma, Coſtantinopoli, Aleſſandria,Antiochia, e Geruſalemme. Non fa caſo,che Caſſiodorio attribuiſca tal nome a- ſem-plici Veſcovi, eſſendo ciò nato, non giàda uſo, che aveſſero i Goti, di chiamarPatriarchi i Veſcovi d' Italia, comèe haſeritto il chiariſfimo de Marca, ma bensda enfaſi Rettorica di quello Scrittore,

per cui chiamò quivi re Veſco-vo de Patriarchi iI ſommo Pontefice. Tra

Scrittori il primo, in cui fi trovi dato a:Veſcovi d. Aquileia il nome di Patriar-ca, è Paolo Diacono. II Monaco 4 8Gallo, che poco dopo ſcriſſe la vita diCarlo Magno 5 dice, che tal vocabolo eramoderno. Non ebbe termine S Iungo Sciſ-ma

7. 6..469 ·

in Nor.

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Var. IX.15.