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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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51.5. 428

Patil. D.J. 6. c. 54

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to anche il figliuolo, che volea ſucceder-gli: fatto Duca Vettari originato da Vicen-za, tentaron gli Schiavoni in tempo ch'era aſſente, di ſorprendere il Caſtello di

Forogiulio; ma ritornato lui prontamente,

gli fugd, e diſperſe. Convien dir che iGreci ſi foſſero di nuovo impoſſeſſati d' O-derzo, perchè avendo eſſi per tradimentoucciſi in quella Città due fratelli di Gri-moaldo, egli per vendetta la diſtruſse deltutto, e diviſe il ſuo territorio tra Ceneda,Forogiulio, e Treviſo. Morto queſto Re,tornò Bertarido in trono, venuto di Fran-cia, dove ricoverato ſi era. Dopo ſett' an-ni fece riconoſcer per Re anche il figliuoloCuniberto. Avendogli Alachi Duca diTrento alzata contro bandiera, I' andò adaſſediare, ma gli convenne dar volta conmolto danno. Segul poi pace, e ad iſtan-za di Cuniberto, ch' era ſuo amico, fu adAlachi acereſciuto lo Stato col Ducato diBreſcia, Città, in cui fu ſempre al dire diPaolo Diacono gran quantità di nobili Lon-gobardi. Ma triſto rimerito Cuniberto n-ebbe, perchè dopo la morte di Bertaridoſi ſollevò quel Duca di nuovo, e occupdPavia; qual ricuperata dal Re, fu coſtret-to a ſalvarſi verſo la parte orientale, cioènella Venezia; dove battè 1 Vicentini, cheuſciti ſe gli opponevano, e occupòd Fre-viſo, e altri luoghi; con che tirato il Friu-li al ſuo partito, anddò incontra al Regioeſercito, che veniva per combatterlo. Cu-niberto per riſparmiare il ſangue di tanti,e far moſtra del ſuo valore, sfidò il ribellea ſingolar certame; ma rifiutata dal codar-do per vergognoſo timore la sfida, rimaſeſoccombente nel fatto d' armi, ed ucciſo.Anche Ansfrit dopo uſurpato il Ducatodel Friuli, tentd di farſi Re, ma preſo inVerona fu acciecato, e mandato in eſilioDopo Quniberto ſuſſeguirono per brevetempo Liutberto, Ragumberto, Ariber-to, che con arieti, e machine preſe Ber.gamo, il cui Duce volea rapir lo ſcettro,indi Aſprando, che mor! dopo tre meſi, enell' anno 712 il figliuol ſuo Liutprando.Sotto il coſtui regno S. Petronace Cittadi-no Breſciano riſtaurò il Monaſtero di Mon-che da pin di cent' anni era ab-Aſſediòd queſto Re Ravenna,e la preſe, laſciandovi Ildebrando ſuo ni.pote, e Peredeo Duca di Vicenza a euſto-dia. Ma eſſendo fuggito l Eſarca a Vene.zia, ſollecitati i Veneziani dal PonteficeGregorio ſecondo, aggredirono d' improvi.ſo quella Città, e la ricuperarono a Greci,ucciſo Peredeo, e fatto Ildebrando priglo-ne. In queſto tempo infuriando Leone Iſau-rico contra le ſacre Immagini, quai voleva

tecaſſino,bandonato.

DE LI IS TORIA DI VERONA

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anche dall' Italia sbandite, e in ogni parteconculcate, e non volendo il ſommo Pon-tefice a. ſuoi deſiderj aderire, anzi opponen-doſi con ſommo zelo, fece ogni sforzo perfarlo uccidere col mezo dell' Eſarca, delDuca di Roma, e d' altri Uflziali ſuoi.Per lo che inaſpriti i Romani, e gli altriItaliani ſoggetti a Greci, ſcacciarono daper tutto i Greci Duchi, altri da loro crea-ti ſoſtituendone; ed aſpirando a libertà,come nel libro Pontificale, che va ſotto no-me d' Anaſtagio Bibliotecario ſi legge, eſovvenendoſi che la dignità Imperiaſe daRoma, e dall' Italia dovea dipendere, vol.lero eleggerſi un Imperadore, ma fu dalPapa impedito. Si era Leone concitati con-tra gl' Italiani anche per I' ecceſſive gravez-2e; poichè nella Sicilia, e nella Calabriateſtatico impoſe alla terza parte del popo-Jo ſecondo Teofane; ſe pur non volle direquel Cronografo, che a imitazion de' bar-bari la terza parte delle rendite ei richiedeſ-ſe: ed è facile foſſe dell' iſteſſa impoſta, chevolea gravare anche l' Eſarcato, dicendoAnaſtagio, come il Papa ſi oppoſe al cenſo,ch' ei volea mettervi. Molto guerreggiòLiutprando ora contra i ſuoi Duchi, orainvadendo le Città, ch' eran ſotto i Greci;e chiamato in aiuto da Carlo Martello paſsoanche iu Francia contra Saraceni. Una vol-ta aſſal! Roma per eſſerviſi ricoverato ilDuca di Spoleto, e occupd quattro Città,quali reſtitul poi a iſtanza del ſanto Pon-tefice Zaccaria; ampli patrimonj alla Ro-mana Chieſa o donando, o rendendo anco-ra. Nel Friuli aſſai diſturbo fu per la diſ-cordia del duca Pemmone col PatriarcaCaliſto, che riſedea in Cormons, non eſſen-do ſicuro in Forogiulio per le incurſioni de-Greci. Avendo il Duca fatto prigione, evoluto gettar · in mare il Patriarca, il Re10 privò dello Stato, e vi ſoſtitul un figliuo-lo dell' iſteſſo Pemmone, cioè Rachis, ilquale portò poi bravamente b'armi in Car-niola contra gli Schiavi. Finalmente que-ſto valoroſo Re, ſotto del quale giunſe alpid alto ſegno la grandezza; e la forza de-Longobardi, e il quale Chieſe anche fon.do, e Monaſterj, nelb anno 744 termind ilſuo corſo mortale, 5 avere per trentun-anno e ſette meſi tenuto con molta glorialo ſcettro. A tempo ſuo fiori in Verona ri-cordato da Paolo Diacono uomo di ſantavita, e dotato di ſpirito profetico per no-me Teodelapio. 5

Avea Liutprando deſtinato ſucceſſore II.

deprando ſuo nipote, preſo già da lui per

collega, ma i Longobardi lo eſcluſero, ed

eleſſero il ſopranominato Rachis Duca del

Friuli. Stringendo queſti Perugia d' aſſedio,e mi-

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in Exeg.II. de ucſua im-munitatecunôti ſiu-dehautosnnis I.talia con-ſiliumziniit„ uthi elige-rent Imp.Paul. D.J. 6. c. 49.et niſi eosPproſibui ſſet Ponti-fe Ienbe-vat ont

Oe.

Anat. inZach.