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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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re, che non biſogna per quanto ſi è dettodar nell'eſtremità, in cui ſi vede nel prin-cipio delle Proſe del Bembo, ſi diede peralcuni altre volte, cioè di dire, che l' Ita-liana favella foſſe già fin dal tempo de: Ro-mani; perchè que volgariſmi non baſtava-no a formare una lingua, nè a renderla ta-le, che poteſſe uſarſi dagli Scrittori. Aqueſto venne ſolamente dopo il corſo di nonpochi ſecoli. Molti ſi maraviglian però,perchè cosi tardi ſi uſaſſe il volgare nelleſcritture, giachè avanti il 1300 poco ſi usd,e pochiſſimo, ſe non forſe nulla, avanti il1200: ſi computa tra primi, che a ciò po-neſſer mano l' Imperador Federigo ſecon-do, di cui rime amoroſe ſi hanno: ma ſe-condo noi per quell' iſteſſa ragione non ſiſcriſſe in volgare ne mezani ſecoli, per cuinon ſi ſcrive in oggi ne i Lombardi, e ne-gli altri corrotti volgari, cioè perchè ſi han-no per imperfetti, e cattivi: è ritenendo inoltre il Latino la ſua giuriſdizione pid for-temente che altrove nel proprio ſuolo, enativo, non ſi adoprò I' Italiano nello ſeri-vere, ſe non poichè fu quaſi perfetto, egià belliſſimo linguaggio: al che arrivdò mol-to prima di tutti gli altri volgari; eſſendoche ſe bene il Franzeſe per eſempio, il qua-le aſſai più ſi accoſtava all' Italiano in que-tempi, cominciò alquanto innanzi a uſarſinelle ſcritture, non venne però a tutta per-fezione, che nel paſſato ſecolo, là dove

Scrittori ebbe I'Italia nel 1300, quali in

fatto di lingua riguardiam pur' ancora co-me i migliori eſemplari, e maeſtri. a

Veduto come niuna parte ebbero i Go-ti, e i Longobardi nel parlar noſtro, veg-giamo ora per ultimo, come niuna pari-mente n' ebbero nello ſcrivere. Allora chenel decimoquinto ſecolo la nuovꝰ arte dellaStampa fecè aſſai più di prima ricercare, eſerutinare i vecchi codici; alcuni incon-trandoſene in carattere oſcuro, imbroglia-

to, e difficile, e oſſervando tal modo di

. Miſcell.

1.2. ch. 60.

Ir. II.

ſcriyere molto diverſo dal chiaro, e puli-to de marmi Romani, e d' alcuni antichilibri, furon ſubito creduti opera barbari-ca, e ſecondo il coſtume poco fa accen-nato, a cos fatte ſcritture nome di Lon-gobarde fu dato. Vedeſi queſto terminepiu volte nel Poliziano; e cosl in epiſto-la a lui Matteo Boſſo un Auſonio ſcrit-70 in caralteſc Eongobardo dice mandargli.Anzi notò il Biondo come particolar coſade' Longobardi, che nuovo metodo voleſ-ſero inventar di ſcrivere per uſarlo in cam-bio del Romano. Continud queſtꝰ opinionenel ſecolo appreſſo, ſe non che non ſempreLongobardo, ma pid volte anche Goticofu chiamato da noſtri quel genere di ſtra -

Ver, Iluſtr. Parte J.

LIBRO UND E CIM O.

quai ſon tutti delltura, ſi ſarà fatto franco, le carte date

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na, e imbrogliata ſcrittura. Nel paſſatoſecolo un terzo nome fu meſſo fuori oltramonti, cioè di carattere Saſſonico, o An-gloſaſſonico: finchè venne il P. Mabillon,che avendo ampiamente trattata queſtamateria nella ſua grand Opera de- 15mi, affirmò la diviſione de' generi dello ſeri-ver Latino, che allor comunemente cor-rea, cioè in Romano, Gotico, Saſſonico,e Longobardo, non erb adiguata, e ag-giunſe però il Francogallico, qual chiamdancora Merovingico. Quinci ſiſtema vennea fiſſarſi in ogni parte abbracciato, in vir-ti del quale di cos fatti nomi ſon pieni ilibri. Ma ſe pudò eſſer lecito in materialetteraria anche contra le univerſali preven-zioni di dire il vero, noi ſenza derogarpunto alla ſtima che abbiam di tutti, cifaremo lecito d'aſſerire, come tal ſiſtemae falſo in tutte le ſue parti, e come nonci fu mai carattere Gotico, non Eongo-bardo, non Saſſonico, non Francogallico;anzi da queſte falſe idee molti errori inmaterie importanti, e di gran conſeguenzaſon provenuti, e molte quiſtioni fra dottiuomini fervidamente agitate, che poſava-no in falſo di parte e d' altra. Riſtringe-remo in poche pagine, come alla preſenteOpera ſi conviene, quelle oſservaz ioni intal propoſito, che potrebbero dar materiaabbondante ad ampio volume; e ciò nonſenza il diſpiacere d' allontanarci in queſtaparte maſſimamente da quanto ha ſcrittoun Soggetto, la memoria del quale, e perla rara dottrina, e per la ſantità de' co-ſtumi amiamo, e veneriamo con ſommadiſtinzione tra i grand uomini delle proſſi-me età: ma alla ſua gloria ſopra tante ec-cellenti fatiche fondata niente pregiudica,

ch''ei ſeguitaſſe in materia de' caratteri La-tin la comune idea; anzi non per queſtocade il pregio nè pur dell' Opera Diplo-matica, utiliſſima per tante ragioni, e dot-tiſſima.

Prima rifleſſione adunque ſarà, che i

quattro generi da ſtraniere nazioni deno-minati non quattro differenti generi, maſon pure un ſolo. Piena pruova di ciò

recar ci poſsono gli ſteſſi eſempi per ſag-

io di quelle varie maniere in ampie ta-vole nella grand opera Diplomatica Lap:preſentati. Ben ſi pud quivi ricotcome colui che in leggerè per ca

noſcere,d' e-ſempio i lunghi dosaumelti in Papiro,

5 1 iſteſſo genere di ſerit-

per Gotiche, Longobarde„Saſſoniche 52Francogalliche intenderà facilmente tutte.Il fondo del caratteriſmo, e la cifrazione& pur ſempre la medeſima, e le differen-X ze,

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