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ghi, ch'eſſendo in lingua Latina, e in ca-ratteri Greci, come pid altri, fu credutov. If. Lal. barbarico, e giudicato de antico carattere5 85 Gallico miſto col Runico, non per altro,come ſi può ben conoſcere, che per averealquante lettere di forma minufcola nonconſuete a- marmi, e ſingolarmente la n:bag. 300. veggaſi il detto epitaffio nel Fabretti. Nondi ſcrittura minuſcola, ma della corſivapid ſpedita, e congiunta inſieme, pare anoi doverſi intendere il meſtier della tachi.graſia, cioè de' profeſſori di ſcriver velocæ,diverſo dalla callgraſia, ch era bella, edelegante ſcrittura. Abbiamo de' rachrafmenzion frequente, e veggiam diſtinguerſiqueſte due ſpezie di carattere fin da tempi
5 d' Origene, al quale racconta Euſebio, CO.
vg Oe. g. me c' era chi mantenea pid copiſti di ſcri-
Halercago- ver veloce, e pid altri di ſcriver nobile;
7e Oe. S 5 8 8 4 85 5
ecnahan ga- queſti chiama ancora ſcrivani librarii, per-
ov. chè era lo ſcritto che ſi adoprava ne'libri,
come quello era l' uſuale; al qual modo
oggi da Calogeri Greci vien dato nome d
gon. Acuto, quaſi à differenza del rotondo, e
perchè in eſſo alcune lettere finiſcono acuta-
mente, e diſcendono, o ſopravanzano. II
medeſi mo nome fu dato allo ſcrivere ſpedi-
to, e corrente anche ne' tempi antichi; di
che bell eſempio ci s è preſentato in Filo-
pono nel principio del ſuo comento ſopra
N ego l' Analitica d' Ariſtotile, ove dice, eſſer
Se, impoſſibile, che ſappia ſcrivors in caratte-
vet re acuto chi non ſa aſſolutamente ſcrivere;
d creat.& pid pregiabile ancora in Filone, ove no-
1. p. mina coloro, che ſcrivcano 4 mercœde, ed
„bose e ſercitavano gli occhi, ele maus, quelli per
Se. ih Far viſta acuta, queſte pen dibentars acuti,
Lee bo. cioè pronti ſerivani: dal qual paſſo s'impa-
era, come fino ſotto Caligola lo ſeriver mi-
nuto, e corſivo tra Greci era in uſo. Cos!
tra gli Ebrei quanto d' antico s' introduceſſe
un modo di ſcriver Rabbinico, cio corren-
te, a differenza dello Scritturale, e maeſto-
ſo, il moſtra la menz ione di ſcriba vbloce, che
XLIV. z. ſi ha in Eſdra, e nel Salmo, dove il Gre-
8 co rende coll iſteſſo vocabolo pur ora accen-
vt, nato di ſcrivano acuto; Aquila, e Simma-co diſſero vbloce.
Che ſe cid avvenne ſenza invaſioni ſtranie-
re fra Greci, quanto pid è da credere avve-
niſſe tra- Romani, i quali dal dominio, e
dalla quantità degli atti forenſi eran poſti in
molto maggior neceſſità di ſcriver celeremen-
v. Li. J. te, e preſſo quali il meſtier de' ſeribi ſi ve-
9· ſub fn. de già in corſo trecent- anni avanti la venu-
ta del Salvatore? Nell' andar però dimi-
nuendo il maiuſcolo, indi cercando di far-
lo ancor pi ſpedito con attaccar pi lette-
re inſieme, due nuove ſpezie di caratterevennero a produrſi, minuſcolo, e corſivo.
LIBRO UND E CIM O.
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Del primo come pi diſtinto e pulito comin-ciarono a valerſi ne codici, ſoſtituendolo almaiuſcolo, maſſimamente dopo che la Re-ligion Criſtiana tante opere e tanti monu-menti cominciò in ogni parte a produrre:dalla maniera di eſſo meglio formata, e piduguale, ch'era in uſo nel ſecolo del 1400,ſi preſe il carattere della ſtampa. Del ſecon-do ſi valſero nelle epiſtole, e negli atti no-tariali, ed altri documenti, e qualche vol-ta per fuggir fatica, e pid preſto sbrigarſi,fu chi ſe ne val ſe ne libri ancora, ed& quel-lo cui nome fu dato or di Gotico, or di Lon-gobardo, or di Sallonico, or di Francogal-Iico. Che queſti modi foſſero anticamentein uſo, ne fanno prima fede le Romane la-pide in molte delle quali ſi oſſervan pid let-tere di forma minuſcola, e in alcune anco-ra qualche tratto del corſi vo; per accertar-ſi di che baſta veder le addotte dal SenatorBonaroti co ſuoi caratteri nella Prefazionea. Vetri Cimiteriali. A' Goti ſi attribuiſco.no que compendj, che in molte pietre ſitrovano d' una lettera nell'altra, e d' alcu-ne piccole tra le grandi: ma veggaſi qui trale Iſcrizioni Romane del noſtro Muſeo danoi date, la ſeſta, e la ſettima, che poſſonſervir d' eſempio di cotal modo. Gotica c-& chi vuol quella nota Greca del ſei, uſatanel ſecol baſſo anche in monumenti Latini,quando ſi vede in lapida dell' anno di Cri- Pre:ſto 295. Vuolſi, che foſſe introdotto da bar- 8s.bari anche il legar le due lettere nel ditton-go&Æ, quando abbiam tal legatura fin nel-ja Medaglia Conſolare, ove ſon le FortuneAnziatine. Dell' iſteiſa maniera roza e mal fi-gurata, quale il Gudio preſſoil Grutero diſſenon roza, ma Longobarda, abbiam noi duelapidette di liberti d Imperadori; e ſon quaſidell' iſteſſa alcune noſtre colonne migliarie.
Fanno poi di ciò teſtimonio gli Auto-ri, ove mentovano lo ſcriver minuto, eminutiſſimo; come Vopiſco, Svetonio, Se-neca, Plauto, ed altri: parla Marzialedell' opere di Virgilio, e di Tito Livio ri-dotte in breve membrana, dove per al-tro in maggiori lettere occupava queſto ſo-lo una libreria: non pare, che poteſſe mairidurſi a tanta piccolezza la figura maiuſ-cola. Di Plinio narra il nipote, ch'oltre atanti e tanti libri da lui compoſti laſciꝰ 160comentarj di ſtudioſe memorie ſcritti di par-te e d' altra minut iſimams
nt“; in uomo o-cupato ſempre da impieghi grandi non ba-ſtava un' età per
far tanto in carattere len-to. e ſtaccato. S
v. Mab.tab. 45.
v. Bonar.
J 3. cp. 5.
ori ve Plutarco, che Cato-ne diede al figlio le ſue Origini ſeritte diropria mano in lettere grandi; con che pardinotaſſe della maggior forma, e che tal nonſoſſe lo ſcriver comune. Abbiam manella