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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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5. Iuſ.ENIVel erauuse N ab-

j lac.

Aut.Fuld, I. 1.

Anaſt.

4e donisGe.

Celli. c 1.5p. 305.ed. Ven.gel S E*Mr gνοluer.

339do, e del Veſcovo Paterno, eſſendo Cuſto-

di di quella Chieſa, che allora era dedicata

A&. Gioan Battiſta, Vitaliano, e TancolPreti, ed eſſendone Refol Gaſtaldo, nobiltabernacolo fu in eſſa eretto. Vi ſi ha inoltre il nome di Gondelmo Diacono autordell' iſcrizione, e come abbiam toccato in-nanzi, quelli degli artefici. Tre altri nomiſon nel fine Vergondo, Teodoal, e Foſcari,che moſtrano, com' alcun' altra coſa ſegui-va, e lo ſcultore non tutto inciſe, ma la-ſeid il dettato imperfetto. De Cuſtodi del-le Chieſe molte menzioni ſi hanno: I' ufizio

loro da Sant' Iſidoro nella Regola vien de-

ſeritto. L'iſteſſo nome aveano appunto uſa-to anche i Gentili, come s' impara da unalapidetta del noſtro Muſeo pochi meſi ſonoſcavata a Pozuolo, dove ſi nota d'un ſol-dato, ch'era prima ſtato Cuſtode d' unTempio. Paolo Diacono nomina il Cuſtoded- una Baſilica in Pavia, ch' era ſolamentenel grado del Diaconato; i noſtri eran Sa-cerdoti, ed è ſingolare che foſſer due. Veg-giamo qui, com' anco le Chieſe ebbero ilIor Gaſtaldo, detto comunemente Econo-mo, e Vicedomino. Il nome di Tancol ſiſcrive Thancolf ne documenti di Fulda, nequali molti ne ſono di ſomiglianti. II Gübo-rio, ch' or diciam tabernacolo,; ſolea far-ſi poſare ſopra quattro colonne, ond' è ſerit-to di S. Gregorio, come feèce i] Ciborio à&.Pietro con le ſus quattro Colonus d' argent

puro: facil coſa perd&, che le noſtre ſien

due di quelle, che lo ſoſtennero in coteſtaChieſa. Fu fatta l' opera o Do¹e di S. Gio-van Bartiſta. Solenne formola è queſta, eche in molti Criſtiani monumenti appariſce,ma non ſempre nell' iſteſſo ſenſo. Alle vol-te vien' a dire, che ſi ore a Dio ciò choſuo, e che c e ſtato donato da lui; ed allo-ra& tolta dal Canone della Meſſa, pid chia-ramente eſpreſſo nelle antiche Liturgie ri-

tenute fino in Oggi da Greci: però le paro-

le medeſime, che ſi dicon dal Sacerdote,

fece por Giuſtiniano intorno a quella ſacra

menſa d' oro ornata, e di gemme, da luidedicata nel maggior Tempio, che ci viendeſcritta da Cedreno. In queſto ſenſo ſu lecoperte di gemmè e doro del libro, che ſa-1a ſtato probabilmente un Evangeliario,dato da Teodelinda alla Baſilica di Mon-za, leggeſi effigiato in ben formato carat.tere, che de. Honi di Dio quella Regina l.aſfre. Altre volte quella for mola ſignifica,eld che a Dio ſi conſacra, eſſerſi fatto conle offerte preſentate a qualche Chieſa da-Fedeli„ uſo che in molte parti dura tutta-via in tempo della Meſſa. In queſto ſecon-do ſenſo parla J. iſcrizion noſtra, dicendoche quel Ciborio è ſtato edificato de- Doni

DE LIIISTORIA DIL VERONA

fatti alla Chieſa di S. Gioan Battiſta, cioècon le volontarie oblazioni del popolo, e

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col ritratto da eſſe. Cosi ſul labro d' un pul-pito di pietra di forma circolare, e rabe-ſcato, che ora ſerve per vera di po2zZ0 allacaſa del Paroco di Voghenza(già Vicoba-

rio Ferrareſe, ſi legge, come fu fatto inre mpo ail venbrabil Veſcovo Giorgio de i Donidi Dio, e di S. Marias, e di Santo Stefano.Niferiſce Agnello un' iſerizione, in cui ſi di-ceva, come certa tribuna de' Santi Matteoe Giacopo ſi era lavorata a Moſaico 60“ 40.ni di Dio, e des ſervi ſuoi, ch eſſi avean pro.ſentati per I onore,& ornamento de SantiApoſtoli.

Come in tempo di Liutprando Paterno,cosl in tempo di Deſiderio, reſſe la ChieſaVeroneſe il ſanto Veſcovo Annone. Parladi queſto l' Anonimo Pipiniano, dice, ch-era famoſo per opere pie in ogni parte, e

racconta, benchè manchino in quel luogo

due verſi, come eſſendoſi allora ricuperatii corpi de: noſtri ſanti Martiri Fermo, eRuſtico, ei gli ripoſe con molti aromati inarca dorata, e queſta coperſe con tapegza-ria, diſtinta in liſte bianche, purpuree, enere. Abbiam detto nel libro ſettimo, co-me dopo il martirio furono i corpi per al-cuni mercanti Criſtiani condotti via in unabarca. Ora riferiremo quanto ſi narra nellaleggenda publicata da noi a piè degli Atti,che ſe ben d' altro ſtile,& però aſſai antica.Furon dunque portati in Africa, ma dopogran tempo mercante per nome Terenzio nefece acquiſto, e gli traſportò nella ſua pa-tria, ch'era Capri, detta poi Giuſtinopoli,indi Capo d' Iſtria. Di là per tema d incur-

ſioni barbare furon trasferiti a Trieſte, do-

ve portatoſi il noſtro Annone con accompa-gnamento di molti Eecleſiaſtici, a forza didenaro gli ottenne, e riportò inſieme anchealtri ſanti corpi, cioè di Primo, MarcoApollinare, e Lazaro. Abbiam dalbiſteſfoautore, come queſte reliquie con balſami,ed altri odori furon poſte in area di pietra,ornatane la coperta con oro, argento, e pie-tre prezioſe, e collocato il ſacro depoſitoſotterraneamente nella Baſilica in onore de-SS. Fermo e Ruſtico eretta già molto in-vanzi fuor delle mura, vuol intenderſi del.le antiche, e prime. Quivi ancora ripoſa-no le ſacre oſſa, da quando per Sant' Anno-ne vi furon ripoſte, favola eſſendo ſenza al.cun fondamento penſata, che foſſero poi ru-bate, e portate altrove, Prezioſo documentofu letto dal Moſcardo, cioè il teſtamento diRadone Prete rogato l' anno 774, mentreCarlo magno aſſediava Pavia. In eſſo trovònominata la Porta di S. Fermo, inſtituito unOſpi-

gentia) nel Poleſine di S. Giorgio, territo-

5. ILXV.

5. 7h Ag.qu ob tlſerunt Cc.

v. Do-cum. I.

I/. Dipl.P. 311.

II. J. 5