J. 9. c. 39.
J. 3. c. 18.
J. 9. c. 39.
J. 15. c. 28.
7 DE GLI SCRITTORIL VERONEs]I 9
ſe Euſebio poco lontano da Mantova, noneſſendone diſtante che tre o quattrꝭ ore dicammino. Nacque dunque Virgilio ſul mar-gine del Veroneſe, ed in quel tratto del Man-tovano, in cui continua la natura del terrennoſtro, molto diverſa dal rimanente di quelpiano, e pinguiſſimo territorio. Parrebbe,che di ciò aveſſe avuto lume Giovanni Ru-cellai, quando nell Api attribul Virgilioalnoſtro lago di Garda, dicendo di non volere,Certar col bianco Ciguo dol bel Lago,Che i bianch poſci ſuos nutriſce di oro.NE POT E. a Catullo fu CornelioNepote, eccellente Iſtorico, che mo.ri ſotto il principato d' Auguſto, come Pli-nio atteſta, e per quanto ſi pud congettu-rare, poco men di trent“ anni avant! Cri.ſto. Veroneſe fu riputato ſempre comune-mente, e nato in Oſtiglia Vico del noſſroter.ritor io ſul Pb, perehè accola del detto fiu-me, cioè abitante e nativo di luogo ſopraeſſo poſto, lo chiamò Plinio trattando dellaVenezia; e dicendo Catullo nell' indirizzar-gli il ſuo libro, ch egli era ſolito da grantempo di avere in conſiderazione i componi-menti, che da lui ſi andavan facendo, puòdarguirſene foſſero dell' iſteſſa patria, e abi-taſlero nellꝰ iſteſſo luogo. Affetto di patriot-to pare ancora moſtrargli il medeſimo Pli-nio, il quale non meno di dieciotto voltenell opera ſua lo ricorda, e lo citta, addu-cendone ancora un paſſo in propoſito dellaporpora, che dagli editori, e illuſtratori diNepote, non è ſtato avvertito. Cos! diCatullo cinque volte fa Plinio eſpreſſamenzione. Tra moderni Veroneſe aſserlNepote fin preſſo a trecent' anni fa EneaPiccolomini, che fu poi Pio II. indi, la-ſciando i noſtri, Paolo Merula, e LeandroAlberti. Auſonio b'attribul alla Gallia, ſot-to il qual nome anche il paeſe noſtro ſi com-prendeva, per quelle ragioni che nell Iſto-ria ſi ſon dimoſtrate. Di molto oneſta con-dizione& forza crederlo, pereh' egli ſteſſonella vita di Pomponio Attico perſonaggioilluſtre, che arrivò alla parentela d' Augu-deo, alzeriſce aver Iece a g ien ſola-mente amicizia, ma intima NStretto amico e famigliare dice Gellio ellerlui ſtato anche di Ciceronè. a 2Si hanno di queſt' Autore le Vite deglieecellenti Capitani, aſcritte gid Per olead Emilio Probo, Scrittore de temp! diTeodoſio. Queſte vite per purità di UinguaLatina ſi pongono in parità con gli ſcritt diCicerone, e di Ceſare; per fede e ſinceritaiſtorica, per bonta di ſentimenti, e per diſ-
poſizione, ed eſattezza non ſi ſtimano infe.riori a qualunque altro monumento dell' an-tichità. La lor prima edizione fu in Vene-zia nel 1471. Non queſte ſole vite, cheſono de Capitani Greci, ſcriſſe Nepote,ma quelle ancora de Romani, delle qualici reſta ſolamente quel la di Porcio Catone,ſeritta ancora da lui in libro a parte. Ac-cenna altres! d aver compoſte le vite ditutti i Re Greci, e parrebbe anche de' Per-ſiani, e altrove d' aver parimente ſecrittodegli Storici, e d' altri uomini illuſtri. Chedebba intenderſi illuſtri in lettere, mi facredere S. Gerolamo nel ſuo Proemio. Locita Gellio nell' opera de Haſtribus virisdet-ta da Servio Vita Illuſtrium. Forſe compo-neano tutte inſieme un corpo, nominando-ne Cariſio Gramatico il decimoſeſto li-bro. Plutarco lo cita nelle vite di Lucul-lo, e di Marcello. Quella di PomponioAttico ſi& conſervata: quella di Ciceroneappar da Gellio, ch' era diſtinta in pid li-
bi. Si allegano ancora da Lattanzio le ſue
Epiſtole a Cicerone, come da piꝭ᷑ altri quelle di Cicerone a lui. Scriſſe in oltre alcunilibri d' Eſempi, che ſaranno ſtati un florile-gio iſtorico, del quale cita Gellio in quin-to libro. Altra operetta ne cita Svetonione! Gramatici. Fece verſi ancora, nomi-
nandolo Plinio il giovane tra gli uomini one-
ſti e gravi, che avean poetato, e nomipan-dolo inſieme con Virgilio, e con Ennio.Ma ſingolarmenre compoſe un' Iſtoria uni-verſale; anzi mi reſta in dubbio, ſe due foſſe-ro ĩ ſuoi ſeritti di tale argomento, perchè dauna parte il primo libro dolls ſus Croniche viencitato da Gellio, e che foſſero teſſute a mo-do di favole ſembra accennare Auſonio,ſe pur non volle dire, vi ſi trattaſſe del tem-po favoloſo, dall' altra gli dà lode Catullode aver lui, anico rra gl Italiani, ſpitgati tui.7 i temp in tre Carte ſommamentè dotte e la.borioſo. Par peròd probabile, che l'una foſ-ſe opera a diſteſo, e l altra un breve riſtret-to delb'età del mondo, o in tre, o in pochetavole cronologiche rappreſentato. Che daqueſta, ammirata da Catullo per rinchiu-der molto in poco, foſſe diverſa quella, an-che Caſſiodorio nell Iſtoria Gotica compen-
J. 11. c. 8.ad An. J.
J. 15. 6. K.
J. 3. c. 15.
Lib. J. ß. 3 ·
J. 17.4 21.
Ep. 16.
diata da Giornande mi fa credere„ poichè Jern. ca.
la chiama Annali, come poco dopo Annalichiama altres] la Storia di Dione. A ppari-ſce ancora in quel paſſo, che trattavaſi ineſſa delle qualita, e proprietà de- paeſi, ilche d' un riſtretto cronologico non par dacredere. Vera coſa, che non irragione-volmente ſo ſpettò Lipſio, con nome diScrittor d Annali citarſi quivi da Giornan-de Cor nelio Tacito; ma non trovandoſi inTacito quei ſentimenti, anzi oſſervandovi5 10