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Ner. Mem.J I. 6. 2.
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19ſeconda Epiſtola. E' credibile, debbanſi ri-ferire all' iſteſſo, di cui nomind Plinio l' E-piſtola a Marc Antonio. Ma in ſomma niu-na difficoltà ci reſta, a poter credere di Ve-rona il Tito Caſſio concittadino di Corne-lio Nepote:; ed ottimamente volea quell'Erennio accoppiare i lor ritratti, dell' iſteſ-ſa patria eſſendo ſtati, e dell' iſteſſo ſtudio,onde qua ſi Storici d' ugual meriro, da treinſigni Scrittori gli abbiam vedut i ſopra in-ſiememente citati.
PLINIO
Ra gli Scrittori Veroneſi piii ſicuro,T e pid indubitato d' alcuni altri& CaioPlinio Secondo, tuttochè queſto appuntounicamente ci ſia ſtato in altri tempi, e civenga ora di nuovo per altra via contraſta-to, e conteſo. All' eſſer creduto 94 per al.cuni di Como diede motivo in primo luo-go una vita di Plinio, malamente in altritempi attribuita a Svetonio, quale fin nel1400, indi vel 1500 da kutti, ſi& 60.noſciuta per apocrifa, e in baſſo tempoſcritta. Ma dirò di pin, che in quella ſteſ-ſa Vita la parola Novocomenſis fu poſterior-mente intruſa; il che ricavo dall' oſſervare,come la dove nelle Coſæ Memorabili ſi valedi eſſa il Petrarca, e i ſentimenti ne appor-ta, e in parte le parole, cosi incomincia:1 da Tito Livio te ſeparerò, o Plinio SccondoVeroneſe, du cui non ſei ud per etd, ns por pa.rria lontano: dal che ben ſi vede, come non
era certamente la parola Novocomenſi, nel
Fat.c. 16.
Ani mad.9. 207
ſuo libro. Ma pruova ancor piu manifeſtane fanno Vicenzio Belluaceſe, e Sant' An-tonino, i quali nello Specchio Iſtoriale, enella Cronica quella vita per diſteſo appor-tano, b uno e' altro ſenza la parola Novo-comenſis.
Secondo motivo di tal' errore fu il leg-
gerſi nelle ſtampe del Cronico Latino Euſe-biano, che nei tempi di Traiano fior! PlinioComaſco Oratore, ed Iſtorico: e dopo que.ſto, ch' ei herd nell oſſervare il Veſuvio. Main quel luogo patentiſſima. palarſidell'altro Plinio, benchè da quella giuntacon error gli ſi attribuiſca d eller morto alVeſuvio, Fin nell' antiche eta SamonicoSereno i due Plinii confuſe prelſo Macro.bio; e' iſteſſo errore diſſe Scaligero nellenote a ĩ frammenti del teſto Greco d Euſe.bio, ch' ei tentò di raccogliere, aver quicommeſſo il traduttore. Ma io ho per cer.tiſñmo, quell' appendice, non eſſere altri.meuti di S. Gerolamo; perchè oſſervo co.me Caſſiodorio, regiſtrando nel ſuo Croni.co la morte di Plinio il giovane, puntual.
DE GLI SCRITTORI VERONEsS]
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mente traſcrivere tutto il paragrafo del Cro-nico Latino Euſebiano, e non ha quell' ul-time parole. Ben però il Pontaco le riget-td, e ſi dolſe nelle annotazioni, che per er-rore, e contra la ſua merte foſſero anchenella ſua diligente edizione ſtate ammeſſe,mentre non ſi trovano ne manufecritti, ede ridicolo il confondere col Comaſco Pli-nio Veroneſe. Aggiunſe ancora, poter for-ſe eſſere ſtato una volta nel teſto, epos il.lius, qui periit dum inviſit Voſuvium, tr la-ſciate poi da' copiſti le due prime parole;ma pid facilmente potrebbe crederſi, eſſe-re ſtata una chioſa marginale paſſata nel te:ſto, Avverti anche il noſtro Matteo Rufo,non apparir quelle parole nei codici del Cro-nico Geronimiano, e non poter' eſſere nèdell' autore, nè del traduttore, il qual ridi-colmente con eſſe ſi contradirebbe, dopoaver poco avanti notata quella grand' erut-tazion del Veſuvio al prim' anno di Tito.Con tutto ciò di là bebber l' errore queCroniſti, che ambedue impaſtando inſie-mes, Comaſco anche il noſtro diſſero.Quinci ancora appariſce, quanto vanamen-te credea l' Harduino, che in tale errorre foſ-ſe condotto S. Gerolamo da quella vita diPlinio mentovata ſopra, cui Scaligero benconobbe d' età molto poſteriore, e nellaquale abbiam moſtrato, come nè pur' eraIa parola Novccomonſis. Niente meno aereal' altra ragione addotta dal Cigalini, ciosdelle Tribù; quaſi egli aveſſe trovato, che ilnoſtro Plinio non uſaſſe la Veroneſe, e qua-ſi non foſſe una chimera la nuova ſua dot.trina, che gli adottati ne ſegnaſſer due. Maaggiungaſi ſopra tutto, che quanto ſienoarbitrarie le Iſerizioni ſtampate, e preteſedi Plinio il giovane, ſi moſtrerà con interaſicurezza nella Critica Lapidaria: tanto&da fondarſi in eſſe, quanto nelle noſtre diPlinio il vecchio, e di Catullo.
Ma che che ſia di tutto cid, la patria diPlinio non potrebhe eſſer rivocata in dub.bio, ſe non da chi voleſſe rivocarvi anchequella di Catullo, mentre nel principio del.
la Prefazione alla ſua grand' Opera, citan.done un verſo e mezo, che dovrebhe perdſtamparſi in altro carattere, chiama quelPoeta ſuo Conterranco. Usd Plinio tal voca-bolo in vece di nanlcopt, o di popular, qua-ſi a modo di ſcherzo, e ne usò nell' iſteſſoprincipio un altro parimente non comune,ma proprio de' ſoldati per lo che ſoggiun.ſe parlando a Tito: ru conoſci anche uc ſtamilitar voce. Quindi è, che non ſi trova lavoce oe, in altro Antico, poichènon era delle uſate dagli Scrittori. L' altravoce credo ſia il titolo di Giocondiſſimo, che pa-rimente non abbiamo altrove, dato forſe all,Impe-
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