Lib. 35. C. 4.
10.. 50.
eg 85.
J. 3. eb. 5.4.6. ep. 16.
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paeſe Veneto, che fu Cavalier Romano,ed avea dipinto con la man ſiniſtra, cosinelle ſtampe ſi legge: niſi forts quis Turpi.lum Equltem Ramaum e Vonetia noſiras acta.tir velit referrs, hoclitqus bjus operibus Voro-nas entautibus: che viene à dire: ſe peravwventura non vaglia taluno addlurrs dalla Po-uc gia Turpilio Cavalier Romano del noſtro rem.po, abbndoſß fino in oggi delle ſue pitture in Vo-rond: Ognun vede, come ripugna il notarqui Plinio, che ſi conſer vaſſero fino alloralavori di perſona pur' allor viſſuta, e che ſa-rebbe un parlar ridicolo il dire, rimamgonona 4 quoſio tempo pitrurs di Turpilio uomo dela0ſiro tempo. Egli è però ben chiaro, chela parola artatif non e entra e ci fu mala.mente intruſa, di che non farà maravigliachi ſa coſa ſian manuſeritti. Non fa anchebuon ſuono, nè molto Latino, quella gia-citura di parole: Venetia noſtras aetatis;però indubitato parmi, che Plinio ſcriveſsecosl: uiſi forte quis Turpilium Equltem Roma.ume Vonotiæ noſtra velit referrc;: con che nèdi Como, dove non arrird la Venezia, ſipuò pretender pid, nè di Roma. Non que-Ito ſolo paſſo ho oſſervato in Plinio, dovela impropria giacitura delle parole fa la ſpiadelbeſſervi ſtate intruſe. Sovvienmi del ſe-guente luogo Aviaria primus inſlituit incliiſis
onnlumm generum avihus M. Laclius Strabo
Brundiſii Eqlleſtris ordinis. Tal paſſo dal no-ſtro Paſtrengo ſi riferiſce cos!. M. LaeliusSrralo Aviariæa incluſis oinnium gonbrum avi.bus Brunduſii primus inſtituit.
Nacque il noſtro incomparabile Autoreſotto Tiberio, e in età di ſeſsantacinqu' an-ni mori nel principio dell' Imperio di Tito,Per eſſerſi con gran coraggio inoltrato ver-10 la furioſa eruttazion del Veſuvio, moſ-ſo prima da curioſità ſtudioſa, poi dal vo-ler ovviare alla confuſione del armata na-vale al Miſeno, di cui era Comandante. Laſua vita, ed i coſtumi, e gl'impieghi poſ-ſon vederſi diſtintamente in due lettere dellaltro Plinio, e parimente I inſaziabil ſuaavidità di ſtudiare, per la quale benchè mi.litaſſe non poco, e folſe Prefetto de un-
la, e ſoſteneſſe important: ufi2zj, eſſendoanche ſtato Procuratore nella Spagna; ebenchè per qualche tempo e.ſe, e moriſſe in robuſta eta; ellendo di po.chiſſimo ſonno, e non laſciando Perimomento di tempo, e ſtudiando in vagecontinuamente, leſſe libri, e monumentiInfiniti, e molte ed utiliſſime opere ſcriſſe.
Quali foſſero pudò vederſi nella prima dellecſtate Epiſtole. Grandiſſimo è il danno dell
eſſerſi tra gli altri perduti libri trentuno diStoria Romana de ſuoi tempi, e libri ven-ti di tutte le guerre ſtate fra Romani, e
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DE GLI ScRITTORI VERNONESI
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German Tra maeſtri dell' arte Oratoria lomette Quintiliano, avendone ſeritti tre lun-ghi libri, un paſſo de' quali adduce, e cri-tica Gellio, ma ſoſiſticamente. Quanto ap-prerati foſſero i ſuoi libri d'arte Gramati-ca, appare dal non vederſi niun altro Scritto-re cos ſovente citato da ĩ poſteriori. EſſendoProcuratore in Iſpagna, avea già ſcritti inminutiſſime lettere, e da una parte, e dall'altra de' fogli, preſſo a 160 libri di memo-rie ſcelte, e di varie notizie. L'Iſtoria della
Natura, come la chiama il nipote, che
unicamente c rimaſa, preſſo i dotti paſ-od ſempre per un teſoro unico non meno diGeografia, e d- Iſtoria„ che di notizie all-arti, a gli artefici, alla medicina, all' agri-coltura, e allo ſtudio de gli animali, e del.
le piante, e de' metalli appartenenti. L.aver lui pid volte riferita l. opinion volgare
intorno alla proprietà d' alcune coſe natu-rali, che non erano in quel tempo ſtate ri.cercate ancora cos preciſamente, e Pappa-
rir pid volte in cos ampia Opera per negli-
genza de- ſuoi aiutanti di ſtudio poco benaddotti, e traſportati paſſi d Autori Gre-ci, non leva il merito alle infinite coſe, chegli dottamente, e ſolo c inſegna. Con ra-glone diſſe egli ſteſſo, nè Latino, nè Grecoalcuno aver tentata S vaſta impreſa. Comodotiiſimo lo chiamò Sant' Agoſtino, del qualeloglo dificilmente ſi troverà tra gli antichiuomo pin meritevole. Tertulliano preſe dalui molto, e Solino quaſi tutto, come Sal-maſio àavverte, benchè nè hun, nè l' altropur il nominaſſero. Caſaubono per eſaltareAteneo, dice, eſſer lui ſtato il Plinio de'Greci. a
Per prima edizione ſuol ricordarſi laVeroneſe del 1468, da noi per verità nonveduta mai. Bens una ſe ne trova del 1469di Venezia, qual c' è chi crede foſſe comin-ciata J anno antecedente in Verona, ſolen-
do in quel tempo talvolta paſſar gl impreſ-
ſori con gli ſtrumenti da luogo a luogo. Unaancora ſenz anno n' abbiam veduta nel Mo-naſtero di S. Leonardo, che potrebbe crederſianteriore a quella di Roma del 1470. Pri.ma delle traduzioni fu l' Italiana del Landi.no, ſtampata in Venezia nel 1476. Moltiſ-ſime edizioni di Plinio ſi ſon poi fatte: ſene abbiamo una ancora in cui poſſiamo ac-quietarcl, me ne rimetto a chiunque ſopradi cid faccia ſtudio, e ſia capace di farlo.Allbultima cosl ſontuoſa e faticata non vo-gliam negar lode; nè potea incont rar meglioII genio del ſecolo, che par miſuri il meri-to de' libri non da cid che vagliono, ma dacid che coſtano; ſe perdò lice dirlo, i van-ti, che vi ſi leggono, ſono aſſai lontani dalvero, e le bizarrie che in varj luoghi con-tiene,
J. 9. c. 16.
Civ. De:4.15. C. 9.
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