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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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„ ͤ ere

parte del ſuo Poema, e la DedicatoriaLatina trovata in un codice ne fu publica-ta I anno 1 700 nel tomo terzo della Galle.ria di Minerva. Non H5o frovato convenirſiall eminonga voſtra la Comedia tutta, ma laCantica piss nobil di oſſa, onorata dil titolo diParadiſo: quoſta con la prsſente cpiſtola, quaſiſotto propria inſericions, ddicatabi, igcitoloA voi, à voi pogo, à voi raccomando. Dal laregia munificenza di queſti Principi nonſolamente ebbe con che trattenerſi onore-volmente, ma di che acquiſtar beni per aſ-ſicurar lo ſtato de' figliuoli. Dice il Lan.dino, eſſerſi trovate ſentenze, per le quali

appariva eſſer lui ſtato qui in magiſtrato.

Paſsò poſcia in Francia, e tornato in Ita-

lia dopo varj aceidenti fu chiamato per Va-

lerſene in gravi affari dal Signor di Raver.

na, nella qual Città appena tornato da un-

Imbaſciata fatta a Venezia, nel 1321 mo-

I. Ei non ſarebbe fors' anco partito mai

da Verona, ſe il ſuo coſtume alquanto aſ-

pro e feroce, e il ſuo parlar troppo libero

e franco, non I' aveſſero a poco a poco fat-

to decader dalla grazia di Cangrande, che

per un pezzo J avea avuto cariſſimo, ed in

Fer. Mm ſommo onore. Di tanto ci fa fede il Petrar-

8 ca nelle Coſe Memorabili, ov' anche nar-

ra, come tra la turba d' iſtrioni, e d' altre

perſone feſtevoli, che lo Scaligero tenea in

Corte, uno eſſendone, che riuſciva a tut:

ti ſommamente caro, diſſe un giorno in

preſenza di molti Cangrande a Dante: o-

ens ſta agli mai, che coſtui, il quale an Valor.

do, ſia grato& tutti, e tu cb vitni riputato

ſabiente, nol ſia? al che Dante ſubito: on

o maraviglia, perchò la ſimilitudine, e l. Unifor.

mit d' coſtumi partoriſes gracia,& amicigia.

Dell' iſteſſo Cangrande, il qual non ſola-

mente in quaſi tutto il tratto, ch'& ora

Stato Veneto di Terra ferma, ma anche in

Parma, e in Lucca, e in altri lIuoghi di

Toſcana il ſuo dominio diſteſe, dice altresl

12.% il Peta far menzione del ricovero

dato da lui a Maffeo Viſconti, e ad Ugu-

zon Fagiolano ſtato prima Signor di Piſa,

e di Lucca, ch' egli era il comun rifugio

degli afflitti, e che della ſua caſa era ſpe-

zial proprietà Ia maggi 115 L eſſere

aſilo e porto à gli eſuli, ed à g. e

Di lui leggeſi nel Boccaccio, S, 1

Nor. 2. riſimæ famæ quæſi per dul lo 0 1 70 9

Meſſer Cane della Scala fu uno de 71 15 1

I, e de pin magnifici Signori, ch dallo Imp.

rador Federigo ſccondo, in uud. ſabolſe.

Lala. Queſto Cangrande primo mal wien

per alcuni confuſo, con Cangrande ſecon-

do, ch ebbe per moglie una legitima figli-uola delb Imperador Lodovico Bavaro.

Ma partendo Dante da queſta Città la-

Giorn. 1.

ſeid qui la ſua famiglia, che ei rimaſe fin.chè ſi eſtinſe. E. molto credibile, che deſuoi figliuoli alcuni veniſſer qui alla luce.Tra eſſi Pietro& da computar ne Scrittori,poichè ſue rime ſi citano dal Vocabolariodella Cruſca, e di ſuo comento Latino alPoema del padre fa menzione il ſuo epi-taffio, ch'& in Treviſo, dove morl, publi-cato però ne Dialoghi dal Burchielato. Ineſſo ben' avverti l' editore, come gli ultimitre verſi non appart engono a Pietro, ma alpadre. Altro figliuol di Dante ſi computatra gli Scrittori, cioæ Giacopo, per rimeda lui compoſte, e per un compendio interzetti del Poema del padre. Veggaſi diqueſto il Creſcimbeni nella P. 2. del Vol. 2.ma forti ragioni addur potrei per confer-mar l' opinione del Quattromani, che que-ſto Giacopo altri non foſſe che l'iſteſſo Pie-ro; ei lo chiama Pier Giacomo. Alcuni Ca-pitoli di Piero figliuol di Dante ſopra 11Poema del padre ho memoria d' aver giggran tempo veduti in Firenze nel mi Stro.-21 240. Ma in ſomma Piero ſi applicb allaprofeſſion legale, com' anche I' epitaffiorammenta: in atto del maggior Conſigliodi Verona dell' anno 1337, che tengo inrotolo del mio domeſtico Archivio, ſi vedeenunziato tra primi che inter vennero col ti-tolo di Giudice, chꝰ era grado molto diſtin-to: Pręſentibus ſapientibus virism dominis Petrode Aligeris Judics Communis Verong, Ge.

Queſto Pietro in inſtrumento del 14 ro,ſpettante a Dante ſecondo, vien dettoFoerg flu. Mori l anno 1367, come hoimparato da un Necrologio, cioè libro de-morti, conſervato dalle Monache di S. Mi-chele in Campagna. Notaſi in eſſo al dettoanno: obitus domini Petri Dantiſ de Alige-rin, patris Sororum Aligerig, Gemme, etLucig, Gemma fu il nome anche dellamoglie del Poeta, madre di Piero. II co-

gnome Alighieri, o Aligeri, venne alla fa-miglia dal biſavo di Dante figliuolo di Cac-ciaguida, che cos sera nominato, ed aveatratto il nome dalla madre, venuta di valdi Pado, come il Poeta dice nel Paradiſo.Quindi è, che ſcriſſe il Giraldi con! auto-rita di Benvenuto da Imola, che Dantetraeva origine da Ferrara. Continudò tal co-gnome in Verona ne' diſcendenti, ſe benetutti hanno ſeritto che preſero quello diDanti. Fu nome aſſai frequente Altichorius:queſto paſsd in Aldigieri„ poi in Aligeri,che diventato cognome, quaſi veniſſe dalLatino Algen chi lo porta va fece un' ala perimpreſa. Leggeſi nel Corte, che Maſtinodeſſe l ordine di Cavalleria, e faceſſe Pode-ſta un Paolo Aligeri, ma di cid non ho ſa-puto trovare riſcontro alcuno. 5

a

Can. 1 F.

Ib. 11.