f Dal. 5.
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Bibl. Pat.P. 86.
per la guerra ſopravenuta fu fraſtornato
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Da Pietro venne Dante ſecondo, che te-ſtd nel 1428. Da Dante ſecondo Leonardo,di cui parla Leonardo Aretino, nella vitache ſcriſſe del Poeta: queſti teſtò nel 1439.Di Leonardo nacque un' altro Piero, alquale indirizzo la vita di Dante Mario Fi-lelfo: teſtò nel 1476. Queſti teſtamenti fu-ronmi già fatti vedere nel publico Archi-vi noſtro, ora miſeramente incendiatoDa Piero ſecondo venne Dante terzo, chedee tra noſtri Scrittori avere onore vol luo-90, ſiccome quello, che eleganti Poeſie det-tô volgari, e Latine, per le quali menzionne ſecè Gregorio Giraldi; e con molta lo-de Pierio Valeriano, il qual narra, comèe
dalla raccolta, che avea preſo a fare de'proprj feritti, per dargli fuori ordinatamen-te. Alcuni componimenti di lui ſi veggonoqua e Ià ſtampati, come una lunga elegianell' Aion Pantba, e un' Egloga in mortedi Leonardo Nogarola. Ne mſs altra ſen' ha per la morte del Calderini, e moltiverſi à lui diretti. D' altri ſuoi componi-menti in lode di Laura Brenzona, di cuifu amante, parleremo ove di queſta. Unſuo Panegirico nomina il Tomaſini, ch' eraa S. Gioan di Verdara.
Dante terzo ebbe tre figliuoli tutti lette.rati, Pietro, Lodovico, e Franceſco. Pie.tro fu Proveditor della Città nel 1539,onde Parti, o ſia leggi, ſi hanno preſe inConſiglio Petro Danis Aligero Proviſors.Epiſtola a lui diretta dal Conte LodovicoNogarola ſi vede ne teſti a penna, che co-S incomincia. Si momoria tens, ini Potis,dum nos adoleſcentuli(am agcremu, tate,aug maimò lovitatibus amætoriis gditæ gt,puultum in Poctis cvolvondlis temporis conſume.hamus, non modo Latini, noſiratibiiſcuc, vs.rum etiam Gręcis, qui ſuoß vel aliorum amorcsdecanlaſſint. Cum voro in ſummo honore, utuunc quoqus, hialeretur Dantes preclarus au.Nor nobilitatis tus, ac Franciſcus Petrarca,qui eligantiſima Pomata Htruſco ſormons con.cripſerant Gc.
Lodovico fu Dottor di Collegio, e comed eccellente Giuriſta ne fa menzione il Cor-te: a lui pure lettere ſi trovano del Noga-rola, che di Greca erudizione favellano:ſu Vicario de Mercanti, ch' è dignità pri-maria nella Città noſtra, ed Ambaſciatorea Venezia. Da Leonora ſua moglie, fi-gliuola del Conte Antonio Bevilacqua, nonebbe prole, onde col ſuo teſtamento del1547 laſcid erede il fratello. Queſti nellaChieſa di S. Fermo maggiore fece la Capel-la a man ſiniſtra dell Altar grande, co mo-numenti a i fratelli, e le iſcrizioni che an-cor ſi leggono. Petro Aligero, Dantis IAI
EB RO DDD ONO.
dello Scaligero, ch' eſiliato J accolſe.
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flio, Cracce, et Latinas docſo, et Theodbo-race ſjus conilgi incomparabili. In altro. To-dovico Aligero iuris utriuſqus Conſulto, omni.bus durrutibus ornatiſimo. Fratribus amantiſſiis, et ſibi, Franciſcus Aliger fiori curauit.Ma lo ſteſſo Franceſco fu pid detto de' fra-telli, e traduſſe, e illuſtrò Vitruvio: ho im-pàarato ciò dalle lettere manuſcritte del No-garola, il quale ricercato da Daniel Barba-ro, perchò gli procuraſſe da i Veroneſi pid
dotti qualche fuſſidio per la verſion di Vi-truvio, che andava lavorando„cos! gli ri-
ſponde
5 12 1 Jam vidi& BornardlinoOed Hoſtro in linguam F.
1 5 graſcam concorſo,adldltin etiam nonudis ſcholis, quę guidem
omnia ſaſpicor inaniten periſſſe. Fos idem Poſtea
fecit rogatus Albramdri Hitellis Framciſcus Ban.tes Aligen, quo nominom Vorong àrbitror adVitruvii intolligentiam propius acccders. CumBog vino dc t mo magnu, olim mibi fuit uſus,
unc voro nullus, nam runi continemier vitamagis, nec niſi raro ad noß revortitur: ſi fortetamen accidat, ut urbem repetats, hominemAggredian. 5
In queſto Franceſco ſpirò la poſterità ma-ſcolina di Dante. Piero primo de' fratelliavea avuto per moglie Teodora Friſoni, manon ne ſorti che una femmina per nome Gi-nevra, qual fu maritata nel Conte MarcAntonie Sarego: ne appariva I iſtrumento
dotale nell' Archivio, in atti di GerolamoPiacentini dell' anno 1549. J Conti Sareghirimaſero però eredi, e delle facoltà, e del
cognome Aligero. La lor caſa d- abitazionemoſtra dentro e fuori Barme Aligera anco-
ra in molti luoghi, che un' ala d' oro incampo azurro-
Biſogna avvertire, come le eoſe ſopra
elpoſte intorno al luogo, ove fu compoſtoil Poema, e intorno alla figliuolanza diDante qui rimaſa, non potrebbero verifi.carſi, ſe ſi doveſſe preſtar fede alla vita diDante publicata come del Boccaccio. Mao ſia, che molto interpolata abbiaſi quellavita, o che il Boccaccio di molte coſe foſ-ſe poco informato, laſciando altre favolet-
te, che in eſſa ſi contengono, falſo certa-mente ſi è, chegli aveſſe ſcritti in Firenze
i primi ſette Canti avanti d' eſſerne caccia-
to, mentre fa nel primo s lunga i.ſo, ch' ei moriſſe prima d' aver publicatala terza Cantica, e che ne rimaneſſero 13libri occultati, poich' ei 42 preſentò con ſuaEpiltola dedicateria a Cangrande, comeabbiam notato. Falſo, che fi rimaneſſeroin Firenze poveramente vivendo la moglie,e ü figliuoli, poichè non avrebbe Dante tan-to celebrata la liberalità dello Scaligero,
ſe non ne aveſſe tratto da ricoverar nobil-
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