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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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Come.Vol. 1. Pp.192.

Cap. 4.

55 DE SG RIT TORE 85

mente, e da mantenere la ſua famiglia; eche i figliuoli ſuoi tenute qui poſſedeſſeronon diſpregevoli, pid iſtrumenti dimoſtra-no, e Piero il piu noto di eſſi, e Scrittore,abbiam veduto come tre figliuole collocòin un di queſti Monaſterj, e come fu un de-Capi del Conſiglio noſtro, il che ſenza eſ-ſer Cittadino non avrebbe potuto conſe-guire.

Appendice di pochi verſi mi ſia ancor per-meſſa a queſto capitolo, in grazia d' un bellingegno, cui non piacerà, ch' io abbia quichiamata I' opera di Dante Poema, quan-do il Poeta ſteſſo, e Gioan Villani ancora,di Comedia gli dier nome, come non ęli&piaciuto, che nella Prefaz ione all' opere delTriſſino io abbia creduto de eſſer finalmentevenuto in chiaro, perchè tal nome gli foſſedato. Poema io chiamerollo ſempre, eſſen-do narrativo, e benchè in moderni Catalo-ghi venga meſſo inſieme con la Caſſaria,e con la Lena dell' Arioſto, e bencheè ilMazzoni 37 capi dell' opera ſua dottiſſima

ſpendeſſe per dimoſtrarlo Comedia, e ben-

chè a gran quiſtioni sl fatta intitolazione deſſe motivo, e dica il Creſcimbeni, certa co-ſa eſſere, che in tal guiſa introdiſſs Dante IaComic in Italia; abbiaſi per indubitato, cheComedia non avrebbe I' Italia veduto mai,S altra introduzione non le ſi foſſe data, eche non per veruno di que' miſterj ideati daCritici tal denominazione usò egli, ma ben-d per la ragione, che ottimamente traſpirada un paſſo del ſecondo libro dell' iſteſſo Dan-te ſopra la Volgarse Eloquensa, ove inſegna,che biſogna alle occaſioni ponderare, ſe deb-ba adoperarſi ſtile Tragico, Comico, overoElegiaco, e ſpiega queſti termini dicendo:per Traggaliam ſuporiorem ſtilum induimus, perComędiam inferiorem, per Elegium ſtilum in-telligimus miſerorum. Ecco però com egli eb-be in uſo di chiamar Tragedia i componi-menti dettati in ſublime, Comedia quei dimezano, ed Elegia quei di baſſo ſtile; on-de può impararſi, che non per altro chia-mo pid d' una volta il ſuo Poema Comedia,

ſe non perchè intendeva d' averne lavorato

2 maggior parte nello ſtil di mezo. Si con-. 1d putabilmente dove chiama ilPoema di Virgilio Tragidia, che ſecondolui vien' a dire componimento di ſtil ſubli-me. Ne fu gi ſolo in queſta 1poichè per qual altra ragione Potrebbe ilBoccaccio aver chiamato Comedia 11 ſuoRomanzo d' Ameto? Con queſto intendi-mento iſteſſo ho per certo, che nel M. Sal.bante 705, il qual contiene un' anticà Ver-ſione dell' Eroidi, ſia ſtato premeſſo: Pfo-lago ſopra la Compclia dbl. Epiſtols d. Ovidio.Ancor piꝭ bizarro nell' uſo di queſti nomi fu

Plinio il giovane, il quale ſolea chiamar Co-media una ſua villa ſituata in baſſo, e Tra-gedia um'altra, ch era poſta ſopra un diru-po: itaque illam tragbocdiam, hanc appellarscombocdliam ſolso: donde però traſpira diſceſofin da gli antichi tempi l' intender per Tra-gico cid ch è ſollexato, e grandioſo, e perComico cid ch' è inferiore e dimeſſo. IIBoccaccio nel fin della Vita ſopramentova-ta attribuiſce al noſtro Autore I mite dul.o tile, il guals nelle Comedis di neceſſità ſivichiede. Non è da tacere, che nella Bedica2 Cangrande parla il Poeta diſtintamentedi queſto ſuo titolo, e dice, eſſer differentela Comedia dalla Tragedia, perchè nell' unae lieto il principio, e funeſto il fine, nell'al-tra all' incontro; e perchè una parla in al-to ſtile, e ſublime! altra in umile, ebaſſo: ed aggiunge, che da queſto ſi fa chia-ro, perchè l'opęera ſi chiami Comedia, pro-feſſando eſſer dimeſſo, ed umils il modo ſuo,

per avere uſato i purlar volgare, in cui comu.

nicano i lor ſenſi anche le donniciuole.

RI NE

GU GLIELMO

On per motivo di cercar ricovero,

aiuto, ma di ſpontanea volontà ſenvenne a Verona Franceſco Petrarca, lumedel ſecol ſuo, ed a cui tanto debbono e J-Italiane, e le Latine lettere, Secondo ilcomputo, che può trarſi da quel Ragiona-mento alla poſterità in cui dà conto di ſeſteſſo, e della ſua vita, ei ci venne in etadi trent' anni in circa, regnando Alberto,e Maſtino; ma ci fu poi pid d' una volta.A Maſtino indirizzò un' epiſtola in verſi,mentr' era, come pare, di A da Monti.D eſſerſi trattenuto e qui, e in Parma aſſaltempo, fa memoria egli ſteſſo nel ſudettoRagionamento. Che in queſta noſtra Cittàvenendogli da chi lo viſitava recitati de iverſi del ſuo Poema Latino, pregaſſe di de-liſtere, parendogli troppo imperfetti, e po-co limati, ha ſcritto Io Squarciafico. Chein Verona a 25 Gennaio del 1348 ſtandonel ſuo Studio ſentiſſe il terremoto„ K fnell iſteſs' anno gli arrivaſſe qua P' avvifodella morte di Laura ha ſcritto il Tomaſi-ni. Amicizie però qui contraſſe, per le qua.li d' aleun noſtro Letterato o per lui ri-maſa notlzia. Ad un noſtro cittadino indi-rizaò egli il ſuo libro ue virti dbl Genera.le, cioè a Luchino del Verme Comandan-te delb armi Venete, cui chiama in unalettera Scipion Veronoſo, e eui molto eſaltain altra, a Giacopo ſuo figliuolo diretta

ä Egli

Lib. g. ep.7.

Petr. Red.