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Egli ancora nomina Pierro Navo, Veroneſe
probabilmente, che nella corte di Can-
grande era ſtato celibre per ſapere„ benchèdi genio mordace. i
Rinaldo da Visa franca fu Gramatico, ePoeta ſenza dubbio di qualche valore, poi-chè gli ſeriſſe il Petrarca da Napoli, comeeſlendo ſtato inſtantemente richieſto di fer-mare il ſuo ſoggiorno ſtabilmente in quellaCittà, e non potendo a ciò condeſcendere,le lodi, ch'egli a lui dava grandiſſime(For-i luum, memini, moritis ſuper gtheræa nomenLaudibuſ cutuleram) aveano eccitato un de-ſiderio grandiſſimo d aver lui in ſua vece22, poſcoris uus. Lunga perſuaſione però glifa d' accettare il partito, e di non temerei] viaggio, aſſicurandolo di premj grandi, edi moſta gloria, e di vita felice, è coſa ri.cordandogli nella preſente noſtra materiamolto notabile, cioè che ſi ſarebbe trova-to quaſi in patria, per eſſere in quel paeſele ceneri di Virgilio, e di Plinio. Lo chia-ma nella ſopraſeritta Pocta Voroneſe, e ſivede nella lettera, ch' ei facea ſcuola. Eralors anco dilettante di muſica, ſcrivendogliin altra, parimente in verſi latini di certoſonatore eccellente, cui egli perſuadeva dipaſſare in Italia, e di veder! Adige, ePO. Di queſto Rinaldo due invettive con-tra un' Anaſtagio da Ravenna affermavaaver lette il Signor Ottavio Alecco. Il ſuoepitaffio, che fu già ſu J arca di pietra inSant' Eufemia, levata poi e diſtrutta,&rimaſo in un mio Mi, e in altri. Aggiun-80 ,' inter punzione, e i dittonghi.
Epitaphium Magiſir. Raymald de hago
libero Grammaticg profeſſoris.Hic culo Raynaldus furram qua parts fa.villa,
Qua memorta fuit, patria requioſcot in illa.
Promerui nomen, licet ortus ſtirps puſillQa:
Grammaticam docui: genuit mie Libera villa.
Millequs trecontos ſex oc ko poregbrat illa
Hora Sol gyros, cum vitę diruta fila.Altre arca era preſſo queſta con le oſſa d'Antonio da Legnago Conſigliere degli Sca-ligeri dotto, e riputato in que tempi. Di
queſto Antonio due lettere ho vedute all'
iſteſſo Anaſtagio da Ravenna, Grammaticęin Padua dbl fort. Ecco' epigramma ge-mello delb altro, e compoſto dal prenoimi-nato Rinaldo. Si hanno queſti epigrammianche in un codice Saihante, e nel 454 al-une epiſtole in oltre di coſtui e d'un Gia-cobino. i
Epitapbium nobilis Ant honii de Loniaclboper Raynaldum Comnpoſitum.
Hic ſitus opus celobrem ſe granclihus git,
ö
Faſqus piumque ſeguons, Anthonius gquæPorcgit,
Scaligeris Conſultor Boris, virtute ſubogit
Hortunam, vircſque animi rationò cogit.
Crammatæ dilsxit, vctorumqus voluminalegit.
Heu Leniace tibi quod mort caput impia
Tg.
Tra J epiſtole del Petrarca in verſi cin-que ne ſono a Guglielmo Orarorn Veroneſo. LaPrima è da Parma, in cui ſi augura d-er Vie monti del Veroneſe, o che lAdige ſcorreſſe a quella volta, per avernemarmi, con cui adornar la caſa, che qui-vi fabricava. Si vede nella ſuſſeguente,ſeritta mentr' era nell Avignoneſe, comeèqueſto Guglielmo era ſtato ſeco, ed aveaſoggiornato in quella parte; poichè gli ſori.ve il Poeta, che gli parea ancora di veder-velo continuamente, e con dolcezza ſi ri-ſovveniva de i ſiti, ne quali ſedendo ſu lerba avean procurato inſieme di rivocaredal lungo eſilio le Muſe, e confrontati La-tini Poeti co Greci, laſciando da parte i lorproprj compohimenti per guſtar gli antichi.
Hic longo cillo ſpanſas rvocarò Camęnas,
His Graios, Latioſque fimul conferre Pob-
e e
Dulce fuit, veterumqus ſacros memorars
labores,
Noſtrorum immemoros.Ali deſcrive ancora grazioſamente, quantoſi foſſe conſolato nell' avvenirſi in quella,ch era ſtata quivi nobil ſoggetto di ſua paſ-ſione, poichè gli era parutò in eſſa di ve-der lui. Nell ultima lettera lo eſorta apaſſare a Roma nell anno Santo, che fuquello del 13 50.
Affettuoſa amicizia, e pratica tenne al-tres il Petrarca con un CHa Veroneſe,uomo di ſtudio ſenz altro, cui negli ultim-anni di ſua vita tre lettere ſeriſſe da Pado-va. Ma niun de' noſtri trovdò preſſo luimaggior grazia di
GU GLIE LMODA PAST RENGoO,
al quale otto epiſtole ſi leggono nelle Variecon teneriſſime eſpreſſioni e Vede-ſi nella ter za, che meſſoſi il Paſtrengo injaggio 14 Corte de a, cn eraViaggio verſo la Corte de 5in Avignone, fu dal Petrarea accompa-gnato ſino al confin del Breſciano, e nonſenza molto cordoglio laſciato. II P. Mont-faucon, cui dell' opera di queſt Autore ſudata notizia dal Sig. Apoſtolo Zeno in Ve-nezia, ha detto nel Diario Italico„che ilPaſtrengo fu maeſtro del Petrarca, ma perverità
Senil. lib.13. er 14.
Cap. 3.