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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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59 DE GLI SCRITTORI VERONEsSI 60

verità non gli poſſiamo confermar tal pre-gio, poichè queſti venne a Verona in etàprovetta, e quegli ſi riconoſce dalla quartalettera, com' era nel fior della gioventuanche più anni dopo. Ben ſi ha nella quin-ta, che il Petrarca era dal Paſtrengo aiu-tato ne ſuoi ſtudj, ma con preſtargli i li-bri. Però anche nella ſettima ſcrive da Pa-dova di ſtar' attendendo l' Agricoltura diVarrone, che da lui, e Egloghe di Cal-

furnio, che da Rinaldo ſoprariferito gli era-

no ſtate promeſſe Raccomanda nell iſteſ-la al Paſtrengo un uomo, che laſciata I' ar-te fabrile, in cui era ſingolare, ſi era inavanzata età ardentementeè innamorato de-gli ſtudj, e paſſava a Verona per eſſere am-maeſtrato, e per aver libri, implorando pe.10 gli auſpizj di lui, il. quale, quanto fol.ſe di libri rieco, ben può raccoglierſi dallOpera ſua. II noſtro Guglielmo fu Lega.le di profeſſione, ed avea udito Oldrado:Oldradum de Lauds pręceptorom moumEſercitò l' arte notariale, vedendoſi perddeſcritto nell' antica matricola, e iſtru-menti al publico intereſſe ſpettanti trovan-doſi, ov è rogato ſapiens ot diſcrerus vin Gu.lielmis ds Paſtrengo de contrata Pigus Vero-1. Ebbe anche il grado di Giudice, on-de in atto del Conſiglio noſtro,(rotolopreſſo di me) l anno 1337 vien' eletto Sin-dico, e procuratore a far certo pagamentoper conto publico propidus et ſapions vin do.minus Guillelmus ĩudem de Paſtrongo de Pigna.Maſtino, ed Alboino Scaligeri il mandaro-no lor Nunzio e procuratore a BenedettoXII in Avignone per ottener I' aſſoluzionedopo aver ucciſo il Veſcovo Bartolomeo,il che ſi ricava dal Pontificio Breve riferitoda Carlo Libardi nella ſua Cronica. Lo

mandarono altres inſieme con Az Zz0 da Co-

reggio, e con Guglielmo Arimondi pari-mente Giuriſconſulti all' iſteſſo Pontefice,

erchè foſſe loro approvata, e confermataIa Signoria di Parma. Fu anche Nunziodi Cangrande.

Coſtui compoſe un Opera, che venneſtampata nel 1547 in Venezia con queſtofrontiſpizio: De oiginibus rerum libollus au-hoe Gulielmo Paſrogico Heronenſe: ma noncos fu dall Autore intitolata. II Mf, chedi queſt opera i conſerva in Venezia nellalibreria di S. Giovannl e Paolo, dopo 11proemio dice cosl: Incipit lißer de Piri illa.Hrilius ecitus& Guillelmo Paffragico Heron,cive, et Fori eiuſdim urbis cauſidico: cos nelprincipio d' alcuni capi, Iaſire d, Ot.Ben nel fine ſi ha exhlicit liber ds Originibus,ma queſto riguarda' ultime Parti, chetutte inſieme ſono aſſai minori della primaII principale adunque dell' opera conſiſte in

una Biblioteca; e come tra ſuoi primi fon-ti furono 8. Gerolamo, e Gennadio, cosne ritenne il titolo: ma primo fu il noſtroa concepire la vaſta idea, mirabile nell oſ-curità di que tempi, d una Biblioteca uni-verſale, ſacra e profana. L'altre Parti ven-gono 4 formare una ſpezie di DizionarioIſtorico, e Geografico con particolar ricer-ca delle prime origini: e conobbe egli mol-to bene quanto foſſe lontano dal potere com-prender tanto poichè diſſe in un luogo,ſatis eſt inc hoaſſe tam grandias. A lui perònon potrà negarfi Ia lode d' eſſere ſtato ilprimo, e anterior di tanto a ĩ ricercatiſſimiDizionarj, prima del Ruſcelli( Indice db.gli uomini illuſtr:) pol di tutti quelli, che negliultimi tempi n hanno con lor gloria empiutoil mondo. Primo ei pudò dirſi ancora, che oſ-ſer vaſſe le lapide, poichè ove nomina TitoLivio, una a diſteſo ne riferiſce, il che da niu-no ſi era aucor fatto. Studiò accuratamen-te nella Biblioteca, in que tempi ampliſ-

ſima, Canonicale; di che ſi può fare argo-mento, dal veder che in Gelaſio nomina

le Epiſtole d vitauda Achatii communianea Succonio Veſcovo Africano, e a NataleAbate, che in altri codici alle noſtre etàpervenuti non par che foſſero, mentre nonſi ſon mai rinvenute da tanti raccoglitori, ele abbiam noi finalmente da uno di queſtiMfs publicate due anni ſono, a ſuo luogoinſerendole nell' edizion Veneta de' Conci.N 8Non piccolo è il frutto, che ſi può daqueſta curioſiſſima operetta raccogliere, eſarebbe ſtata molte volte da molti citata,ſe la ſomma ſua rarità non l' aveſſe reſaignota. Straniero non mi ſovvien' ora chen' abbia fatta menzione, fuor di PietroBerzio nella prefazione al Teatro Geogra-fico. Un pafſſo d' Iſidoro, che non ſi ha

nelle ſtampe, ricavato da eſſa vedremonel Trattato degli Anfiteatri. Acciochè ſi

publicaſſe in miglior forma di nuovo, col-Jazionai qualche anno fa con diligenza ilM. Veneto, non però molto commendabi-le, e piu altre emendazioni ſegnai, qualio simparano negli Scrittori, da cuĩ Paſtren-90 traſle, o ricavar ſi convien dall' inge-gno, mentre la ſtampa è affatto moſtruo-la, e nell' oſcurità di quel tempo equivocipreſe talvolta' Autor ancora lepidiſſimi,talchè pudò ſervire d' ottimo eſercizio alloſtudio Critico. Anche il nome di Paſtregi-co nell edizione& corrotto, eſſendo il no-ſtro Autore ſtato denominato, come dimolt' altri& avvenuto, dalla Terra, che anoi lo diede, cioè da Paſtrengo. Si daràfuori a Dio piacendo I' opera ſua, sbrigatiche ſiano altri lavori.

J. z. e, 3.