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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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63 di Ei Fe fr ren R oNnst*

MAR Z AGAGLI A,E D N

El tutto ignoto è ſtat o finora queſto

Scrittore ancora non meno dell' ope-ra ſua, ch' ho ritrovata in un codice delMuſeo Bevilacqua.&' intitola: eruditiſimiaur! Margagaig Vorononſis de modlernis geſtis.Coſtui fu maeſtro d' Antonio Scaligero, fi-gliuol naturale di Canſignorio, ed ultimoSignore di quella Caſa. La ſua opera divi-ſa in quattro libri& un imitazion di Vale.rio Maſſimo: de ohitu illuſtrium, d captione

(ivitatum, ds interfectoribus fratrum&c. Di-

bag. 287.

ce in un luogo, che Antonio ſolea ſpeſſoavere in bocca detti di Valerio Maſſimo dalui ſpiegatogli. Ne mandai copia al Sig.Muratori per la ſua raccolta delle CoſeItaliche, ma la ſcorrezion del codice, elo ſtile ſtrano, e ravviluppato, che alle vol-te non laſciano raccapezzar ſentimento, ildiſſuaſero dal publicarlo. Lumi ſe ne poſ-ſon però trarre per J Iſtoria noſtra. Name.roſa Biblioteca, die' egli nel libro terzo, cheavea qui in tempo de' Scaligeri un Leonar-do da Quinto, quale prevedendo rumorinella Città, fu da lui, perchè non patiſſediſaſtro, traſportata a Venezia. Nell' iſteſ-ſo libro& I' opera in verſi del Fereti in en-comio di Cangrande.

II P. Labbe nella Biblioteca de' Mis al-tro Scrittore di queſto tempo ci ſommini-ſtra: Franciſci de Caronbilis liber de Fato di.catus Antonio d la Scala Domino Vorong.II P. Gandolfi ne' dugento Scrittori Ago-ſtiniani annovera Giovanni Evangeliſta daZevio, che nel 1587 fu fatto Reggente, einſtitul nel Convento di Verona un' inſigneLäbreria, e comentò alquanti Salmi, e

compoſe Sermoni. Giovanni Seregno vienricordato come Scrittore dal Corte neil' an-

no 1340. Compita e non diſprezzabil Gra-matica per grazioſo dono del Sig. ConteAventino Fracaſtoro preſſo noi ſi conſervain codice di carta pecora, ſcritto nel ſecolodel 1200, al fin del quale: explicit Summamagiſtri Johannis& Nena artis Crammaticgprof. ſoris Varonenſit. Comincia: Scientia 60

nohila poſſeſſo animi. Vi ſi ha un capitolo de

nomi Gtreci: J ultimo tratta de' Ritmi.

LEGISTI, e MEDICI

3 queſto ſecolo del 1300 Legiſti furo·1 do, e Medici molto fiputati nella Cit.ta noſtra. Conſigli, e illuſtrazioni Legaliſcriſſe Lodovico Alberti: ma in quell' etaàmi fard lecito di far menzione d- alcuni 5

ben non ſi ha che ſcriveſſero. Chiaro peringegno e per dottrina ſi predica Gugliel-mo Servidei Giuriſconſulto nella iſerizion

ſepolcrale, ch era al Santo di Padova; dell

uno e dell' altro vegganſi gli Elogj ſcrittidal Pozzo. Del merito d- Agoſtino Giulfi-no fa fede I arca, e l- epitaffio che ſi ſog-giunge. In MI Saibante ſi contiene Coimple.montum Aurorg magiſtr: Rolandini compila-tum ben cgrogium Juris profeſſoram dom. Joan.nem de Magis notarium Veronenſfem anno 138o.La Somma, cioè i pien Trattato dell' ar-te notaria di Rolandino, portò il titolo d-Aurora. g

In materia Medica comentarii ſcriſſeBernardo Campagna per detto del Panvi-nio; vien lodato dal Biondo de incompara-bil memoria. Che in tal facoltà foſſero ſin-golari Aventin Fracaſtoro, Pietro Cepolla,Bavarino, e Bono, i lor monumenti diſtin-

ti da gli altri, e in alcun de' quali ſi rappre-

ſentano di baſſo rilievo in atto di leggere incatedra publicamente, con ſicurezza ma-nifeſtano. Porto qui i oro epitaffj per noneſſere ſtati addotti, nè oſſervati dagli Scrit-tori noſtri. Alcuno ben ne rifer! LorenzoSchradero autor Saſſone nella raccolta de-Monumenti d' Italia, ma molto ſcorretta-mente, faciliſſimi eſſendo gli equivoci nelleggere i marmi anche di quel tempo. IIBiondo nomina come inſigni Medici di quelſecolo Avanzo, e Giacopo Lavagnolo;&incerto, ſe per Avanzo voleſſe dire Aven-tino, come ha moſtrato di credere il Chiocco.

Al Duomo nell' oſcuro luogo ove fu laChieſa antica. 5

Sepulcrum ſupientis vir: domini Auguſti-i de Julfinis ludlicis Voerong et ſuorumHorcdum MCCCLX XVI. n

Augustinus eg fucram, qui munera quondamAſpora pro Patria multa notanda tuli.

Orator moi Monarcam uiſere urrumęu,Ars michi, et ſcium Juſtinianus erat.

Deprcor exanimis, rogo te pen numinæ Lector,Manibus ut tribudas nunc pia vota mois,

Mills treconrenas cum ſc et ſeptuggintaSenſerat aſſiduas Cynthhius orle rorat.

Mars quartum dectimumqus diem dabat„ incli.

ta poſiquam

Cęleſti Hartus gloria parta fait;

Cum michi languenti rapuit mors eſſera lucem,Mambraquc arcophA contumulanda dydlit.

AS. Fermo maggiore fuor della Chieſa.Dal tor Avenrinus, Medica clariſimus arte,

Nala Fracaflorcg lur gentroſa tribus,n Aſtra