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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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gerius ad me miſit; ab codem, ut arhitror, con.gum. Una reſponſiva del Guarino datada Fiorenza conſerva il codice 762, nellauale ei loda l' encomio, e la deſcrizionefatta dal Criſolora dell' una e dell' altraRoma, e rammenta il ſuo delizioſo ſog-iorno in Coſtantinopoli. ſam Byganti.Arbem ſpectaculum mib, nutricamqus benigniſſi-mam le dulce luſtro Gt. templa, circos, aqugdlu-Hus, columnas, portum, urbis ambitum, obe.Iiſcos, tuas cupreſſos, et aliquandb ſtudioli mtiAiuesſorium, Hortum penſilem, Boſphorum il.lum Thracium Gt. attribuiſce gratamente alui l' eſſerſi deſti, ed illuminati gl Italia-ni: Grgcarum litorarum ad noſtros re portandla.rum prince ps, allt torquc fuiſti G. eſt oro benignum, er plenum ingenui pudoris fateri Pi,ug profeceris, ut conterrancus meu Pliniusait. Aggiunge ſcherzevolmente, che comealcune frutta aveano preſo il nome da chile avea introdotte, Appiana poma&c. cosl no-vella hc literarum er ohtimarum artium plan.garia avrebbero da lui dovuto denominarſiCbryſolorina.Ma quanto credito veniſſe ben preſto ac.quiſtando la ſcuola di Guarino, e quantoconcorſo pudò arguirſi dall' eſſere nel 1422venuto a Verona il beato Alberto da Sar-Ziano(terra di Toſcana) Minore Oſſervan-te, in età di 37 anni, per conoſcere il Gua:rino, e per approfittarſi degl' inſegnamentiſuoi, ſpecialmente nel Greco. Tanto atte-ſta egli ſteſſo nelle ſue lettere ſtampate aRoma nel 1688 inſieme con la ſua Vita:ſumma aviditate Guarindin oſendi.. Voeronaim,omnibus poſthabitin proficiſci... ut dbc Frinar lummarime Grgcarum ubortats ditarer. In altra:Nam cum ego ad Guarinum noſtrum, Gręcęet Latinę erudlit ionit fontom pro illius mira do-ctrinarum copia cbibendla Idibus Septembribus

Veronam proficiſci conſtit uiſſens&c. Parlandocon modeſtia d' una ſua Orazione in altra

lettera, dice, che ſe pur merita qualchelode, Deo in primi, deinde Cuarino Heronsnſigratiai Baßendlas. A Verona qualche tem-

o avanti per I' iſteſſo fine era venutoà ſoggiornare Ermolao Barbaro, che neu poi Veſcovo, e nipote del quale fu!. al.tro Ermolao deſtinato Patriarca d- Aqui.leia. Ho imparato ciò dal codice 749, incui ſi contiene una verſione in Latino dellefavole d' Eſopo, dedicata ad ACamaldoleſe, in fin della quale cosi ſtaſeritto. Expliciunt Ac ſopi Fabulab rraduc latper me adoleſcentem Herm. Barbarum Patri.rium Venetum an. Dom. 1422. Kal. Oli. fab7 polttiont Aiſertiſimi ac bru ditiſſimi dur! Cud.. Veronenſis, patris ac prabceploris mei. For-le ebbe parte GAuarino, e il florir degli ſtu-di per ſuo merito in queſta Città, nel tl-

rarvi Coſimo Medici; poichè veggo inuna lettera di Franceſco Filelfo, come vo-jendoſi quel gran padre della patria, e del -le lettere ritirar da Fiorenza per ſoſpetto

di mal contagioſo, eleſſe Verona per venir-

ciſi a trattenere con tutta la ſua famigliaA Verona venne altresi il gran Lorenzo deMedici, com ho imparato da un' epiſtola diFranceſco Barbaro, in cui lo raccomanda4 Gioan Nicola Salerno.

Che in Verona foſſe il Guarino nel 1420ſtipendiato dal Publico per inſegnare, af-

fer ma il Moſcardo. Inſegnò anche in Vene- V. lil. 16.

zia, e forſe fu allora, ch ei dimord in ca-ſa de' Barbari, domicilio delle Muſe. Di-

Lib. 2. ß.20.

ce Ermolao in lettera al Fratello Zaccaria

(cod. 239) nel mandargli alquante tradu-zioni da lui fatte: qua g uuidtm in is marimasgabelin gratias, ſcio, moclef mo ac eloquenu-70, Giiauino Veronenſi communi pracciptori no-ftro, uo Hoſpite noi, minus quam Lucullus Ar.chi, Pompeius Thophans, Cornolius Enniogloriamur. Inſegnò anche in Fiorenza, comeFra Filippo, e I Biondo affermano. In epi-ſtola del Poggio a Nicolò Nicoli:% autemCuarinus noſien but vemorit hs futur fem,vobiſcum ero, ut vacem literim Grecis, quarumdhſiderio ardeo in diem magis: il Poggio erad età non molto inferiore al Guarino. All-iſteſſo Nicoli ſeriſſe Leonardo Aretino da

Bologna, eſſervi arrivato Guarin Verone-

ſe, conoſciuto da lui ſubito per giovans ſin.golarmente erudito; e in altra: Cuarinus ti.5 prgſſo adbrit, quem pri ſonlem intteri ac pro.

ſpicere lierbit. Enpeclas iudicium meum: co

et Alias ſcripſi ad te, et nunc magis etiam con.firmo, crucleiſimum mit vidhri. Ma perchẽin Firenze non ſi fermaſſe molto il Guari-no, pudò raccoglierſi da un epiſtola del Fi-lelfo del 1433, in cui al Nicoli rimprove-ra U vanto, ch' ei ſi dava, d' averne cac-ciato e Criſolora, e Guarino, ed Auriſpa.Che in Roma ancora poco ſi tratteneſſe,ricavo dal Decembrio.

Ma finalmente avanzato gid in età fuchiamato a Ferrara. Pio ſecondo nell' Eu-ropa, parlando di Nicolò terzo Eſtenſe,ſerive, che preſſo di lui trovd I. unico rf Agidella ſua vecchirgaa quel mirabil uomo, chetutta la ſua età leggendo ſcrivendo, e in-ſegnando paſſata avea Forſe il principalmotivo, per cui quel Principe lo chiamdò,fu perchè foſſe Maeſtro di Leonello ſuo di-letto figliuolo, che gli ſuccedette nel do-minio, e che per conto di lettere ſi trova

lodato in que tempi ſingolarmente: tanto

J. 3. op. 15.

et 16.

75 2. 6. 19.

Pag. 103.

argomento da ciò che ſcrive il Decembrio, Po. Lis.

dell' aver Guarino inſtituito negli ſtudiLeonello. Molte grazie gli reſe Guarino in

una lettera per avergli procurato un anticoeſem·

. 3.