de Lat.3 L. rep.
Comm.lib. 2.
Do Lit.inf. E
Ci orn.5
73* LIBRO TE RZ. O.
eſemplare di Plauto: maiores tibi grates indies dliceut ſtudioſi homines, ot cunctus litera-rum ordo; nam onines intelligent facotiſſimumPoctam, quaſi quoddlam vensrabils vctuſtatieremplar tua opora ot interventu er tenslris alacem, e antris ad gymmaſia, ex morte ad vi.tam ri bog um%s. Lodovico Donato Ca-maldoleſe in Orazione, che ſi ha in MfSalbante„dice, che il Marcheſe di Ferraranel chiamar Guarino pensd ancora al van-taggio, ch ei recava ob plurimos e diverſis Pro-vinclis ad cum confluentes.
II Tritemio ne fece queſto elogio: 2 in
ſecularibus ſcripturis omnium ſuo tempore fatiledoc liſimus, er divinarum literarum non igt.rus, Grgci et Latini ſermonit poritiſſimus, cu.ius opera ercitrata, et in lucem robocata ſuntfludia honarum artium. Degl' inſigni uomini,ede maeſtri, che uſcirono dalla ſua ſcuo-la, troppo lungo ſarebbe il catalogo: peròdiſſe il Sabellico, apparire da' ſuoi diſce-poli, quanto eſimio ei foſſe nelb una, e nellaltra lingua. Baſti riferir le parole di Pioſecondo, da cui nell. Europa, o ſia nellIſtoria del ſuo tempo, fu detto il Guarinoomnium ferme pater ac magiſten, qui noſtragtate Grgcas literas didicers: é cos ne! Co-mentarj dell' iſteſſo Pontefice chiamollo ilGobellino Magiſtrum fers omnium, qui no-ſtra rate in Humanitatil ſiudis floruerunt. Ndſolamente per! Italia, ma nell altre Pro-vincie ancora dell' Europa ſpedl i ſuoi di-ſcepoli a intimar guerra alla barbarie. Da-gli ultimi confini dell' Ungheria venne atudiare in Italia Giovanni Veſcovo di Cin-quechieſe, e poſtoſi ſotto la diſciplina diGuarino tornd in patria ornatiſſimo di buo-ne lettere, per teſtimonio di Pierio Vale:riano; talchè tra Poeti l annoverò il Gi-raldi, e del Panegirico in verſi elegiaci ſo-pra il maeſtro ſuo memoxia fece. Tra glIngleſi, primi a ornarſi di Greca letteratura
furono Roberto Fleming, di cui veggaſi il
Varton nell Appendice al Cave, e Gio-vanni Frea, del quale molto acconciamen-te favella il Sig. Apoſtolo Zeno ne ſupple-menti al Voſſio: I uno e f altro l' appreſe-ro da Guarino, benchè alcuni credano chenon dal vecchio, ma da Battiſta ſuo figli-uolo.
Molti figliuoli ebbe queſto Letterato, dalcuni de. quali accaderà di parlare: un dieſſi fu detto Guerinus d Guerinis, come ſivede in alcuni contratti. La moglie ſua fu
Taddea Cendrata, famiglia d' oneſta con-
dizione e antica in Verona, che 8. eſtinſecent' anni ſono, e di cui caderꝭ menzioneancora. In codice Saibante leſſi già elegiadi Guarino a Bartolomeo Cendrata ctum, ut luxorem capiat. Ben& ingannd Marc
74Antonio Guarini nel Trattato ſopra le
Chieſe di Ferrara, quando ſeriſſe, che tal
moglie ei prendeſſe in Ferrara l' anno 1436;
nel qual caſo ci avrebbe penſato un pocotroppo, perch' ei n aveva allora 66. Dice
il Virunio, non ſo con quanta ſicurezza,
che 23 figliuoli aveſſe; ma dodici m' avea
egli certamente nel 1438, perchè in tal'an-
no cos ſeriſſe da Ferrara al Conte Lodovi-, Bei.co Sanbonifacio, ch- era in Leudenara: ad*.ruos fac ſnd volare complerus duodycim cum fi-
Huis. Nell“ iſteſs' anno ſerive Gioan BattiſtaGiraldi, che ridotti in Ferrara Eugenio Cen. Fer.quarto, e Giovanni Paleologo per dilpor-re il Concilio, Guarino era tra- Greci e La-tini' interprete Nel Veroneſe ebbe unavilla a Caſtelrotto in Valpulicella, dellaqual parla in lettera al chiariſſimo Giuriſ-conſulto Madio, veduta da me in codiceEſtenſe. Se crediamo al Corte, i Veroneſi 1. 15.ricuperaron Guarino nel 1457, chiamando.
lo di nuovo a profeſſar qui con ſalario di
200 ſcudi, ch' era moltiſſimo in que tem-
pi, e mandando un dotto Gentiluomo fino
a Ferrara per accompagnar lo. A Ferrara
ei tornò però nell ultimo di ſua vita, poi-
chè quivi nel Maggio 14 59 ei recitò un-Orazione a Pio ſecondo gnam ſuo nomine Oornn.ſalſgue.- moribus. Mori verſo la fine del ſuſ-.ſeguente anno, dopo ordinate Criſtiana-mente le coſe ſue, ſcrivendo il Gobellino,come ne giunſe l' avviſo a Roma il 28 De-cembre del 1460, nel qual paſſo il Gen-naio dovea dirſi in Latino auni ragenprim. Li epitaffio compoſtogli da Battiſtaſuo ſigliuolo, che abbiamo anche nel codi-ce 356, inſegna, ch' ei viſſe dieciotto lu-ſtri, cios a dir novant' anni, in che con-fronta altres! Pio ſecondo; da cid l' annodel ſuo natale ſi ricava.
1
Qu per to vixit Miſarum cura, Cuarins,Cręca, Latina ſimul, te morienté dblet.Quam Superis tua caſta pdes, moreſqucPlacoront, cTLuſtra tibi vitg nona bis alta probant.Quod Vorona dgdit, rapuit mors improlaæcorpus: f
Quod birtus prporit, reſtat in orb agu.
Altro epitaffio recita Marc Antonio Gua-rini. II genio di queſto Letterato 770 dolce etranquillo, ondeè ſi trova molto lodato an-
che di buon coſtume, e di corteſia Teo-nardo Aretino in epiſtola: Gua li orum
oprime; add e, doc kin a In altra 5
Franceſco Barbaro: Cuarinum drum ſud.
viſimum aldi ohr mum mo nomine ſalvorb iu.
Beo. La ſua effigie appariſce nella premeſ-
ſa Medaglia, che preſſo noi in bronzo, eö 15