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in piombo ſi conſerva. II riverſo con bellafontana dentro corona d' alloro, ſembra al-Iudere all' eſſere, come abbiam veduto, ſta-to chiamato il Guarino Grecg et Lating cru.Ationis fontom. Intornoè il nome dell' artefi-
Non eſſendoſi trovato chi ſi ſia preſo eu-ra de gli ſcritti di queſto valentuomo, ſonrimaſi per la maggior parte quaſi ignoti, emiſeramente diſperſi. Farem principio dallopera ſua pi importante, e conſiderabile,benchè ultima di tempo, cioè dalla tra-duzion di Strabone. Se noi ci riportiamoall' opinion comune, riportata dal Voſſio,dal Baile, e dal Fabrizio, Guarino non netraduſſe che dieci libri, e queſti a emulazione
di Gregorio da Città di Caſtello, che n“avea prima tradotti ſette. Tanto ſi premet-te anche in pid ſtampe di Strabone: ma 8or mai tempo che ſi ſappia, tutto da capoa piede aver Guarino quell' Autor tradot-to, ed a lui averne data la commiſſione ilſommo Pontefice Nicolò quinto, benchèer eſſer queſti morto quando dieci ſoli li-Pri m eran condotti 2 termine, l' opera s-interrompeſſe, ed uſciſſero quei ſoli prima,e andaſſer per le mani da ſe. Nella libre-ria de' SS. Gioan e Paolo in Venezia con-ſervaſi tal verſione con queſte par ole a pièdi eſſa. Liber dheimuiſeptimus et ultimCl. viro, pręſtantiſimodus oimmiuims Fitteblore,zn Latinam converſus Iinguam Gl. ſcript Nme Jobannem Caipenſem Cirum Horrarienſemanno MCCCCLXX Ferrarig. Ma teſtimo.nio ancor pid certo ſe ne può vedere nel
Muſeo del chiariſſimo Senatore GiacopoSoranzo, il qual poſſiede J originale iſteſſo
DE GLI SCRITTORI VERONEST
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ce: Matheus de Paſtis fecit. Di coſtui ſi par-lerà diſtintamente a ſuò tempo: ebbe un fra-tello, per nome Benedetto, che ſi ſegnalònegli ſtudj, e cui però fece parimente J-
iſteſſo onore, come qui ſi vede
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di propria mano del Guarino, con tutti lidieiaſſette libri chiaramente e ſeguitamen-te ſcritti. Nel fine: Srrabonis de ſitu Orbisterracqus ds ſcript ion liber XVII et ulti-mus in Latinam converſus linguam abſolu-tus eſt anno Chriſtii MHcCCCEVIII tertioidus Julias Forrarias. Nella coperta di ta-vola è incollata una carta col ritratto diGuarino in grande colorito; e nell' ultimapagina, che le ſta dirimpetto, ſi hannoqueſti verſi di Raffael Zovenzonio.
In prototmypam Ouarini mes eſſigiem.
Guarino mihi nomen erat:ſul Aſtris
Firæ viget, longo torrit fudlors coalta
Quippe ego Pięrides profugas Heliconerecepi,
In patriamquse dodi ſodes habitaro latinas:
Lug mibi tunc gratę munus te, Strabo,dedoerç.
Hoſpes eras barba impena, Grgcoqusgalero,
Orbis iter menſus, iam confectuſqus ſe-
ucota, N
Quem nondum norant Itali: mos petogatam N
Palliolo ęxuto Indus, veſtemqus Quiri.
AaPan.
mea fama