Pont ifiti ſummo oſtendlenszqul re ilicet ulni.Eueipiens oharum ſola mibi morto reliquit.
Inde peto Venetum Romana ſtirpo nepotoem
Marcellum, qui te gemmatæ in veſtRenato f
Dat Regi dono. Totis hic gentibus unum
Zegratum efciet: cunb tis tua gloria ſeclis
Vivet, et omnivorans ladet te nulla vo.ruſtas
Nel principio del codice& I Epiſtola dedi.
catoria di Giacopo Antonio Marcello a Re-nato d' Angiò Re di Napoli, in cui narra,come Nicolò quinto, incomparabil promo-tore delle migliori lettere, avea già ſceltoGuarino per far Latino Strabone, e ſi eramolto compiacciuto della parte, che Gua-rino gli preſentò: ma ſeguita la morte diquel Pontefice, perchè tant' opera non r-maneſſe imperfetta, avea egli preſo a ſti.molare il Guarino acciò la terminaſſe: ilche avendo fatto, e dedicata a lui queſt' al.tra parte con un ſecondo Proemio, egliavea voluto dedicar tutta' opera, quaſifatta ſua, ad un Re cos benemerito delle
lettere Seguono dopo queſta Dedicatoria
i due Proemj del Guarino, tutto di mandiverſa, non cominciando la man di lui ſenon col teſto. Che ſia ſua mano, appariſceda piu cancellature che ci ſono, con le emen-dazioni non già ſoprapoſte, ma aggiuntecontinuando il verſo, e fatte per migliora-re ora le parole, ora la giacitura di eſſe,ed il ſuono, traſponendo diverſamente. Co-mincia per cagion d eſempio, Si alia porti-agat. poi cancellate le due parole alia portsngat, ſegue: ad philoſophum alia pertincœt ul.la tractatio. Ove Strabone parla di Verona,lunga nota& ſotto, in cui ſi lodano i ſuoivinl, l' olio, i frutti, i marmi, e ſingolar-mente i panni. Non piccola meraviglia pe-rd&, come queſto Letterato già nonagena-rio in lavori di tanta applicazione, e di tan.ta mole ſi occupaſſe ancora, e di propriamano ſcriveſſe. Bella conferma di queſto ſiha nel ſecondo Dialogo di Timoteo Maffei,di cui tratteremo fra poco; perchè par-lando de i vecchi proſperoſi, cos! fa men-zion di Guarino. Cuarinum noſtrum, qui to-tam Italiam literis Humanitatis ornavit, nunciam graundgvum ornant duo potiſſimum: incre.Aibilim memoria reruni 1 1 ind feſſa leot autandliexercitatio; qua fit, ut vir edat, vir dor.miat, vir erbat domum, cum tamen qnombraſenſuſgus in co illvoeniliter vigeant.
Traduſſe ancora il Guarino tredici delleVite di Plutarco, che poſſon vederſi anno-verate dal Voſſio, e dal Fabrizio. e quellad Evagora, che S attribuiſce a Ifocrate, ealcun altre ancora, come di Ceſare, e dOmero, e di Numa, e d' Alcibiade ſecon-
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in ottavo, e tra que
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do il teſtimonio de Mis veduti dal Tomaſi-ni, e di quei d' Inghilterra. Traslatd pari-mente il libro dell' educazion de' figliuoli,che ſi ſtampò in Breſcia con la ſua prefa-zione nel 1485, e quello della differenza traadulatore e amico, e i Paralelli minoriediti in Breſcia con Polibio latino nel 1498.Fece una Gramatica Greca, che in ſoſtan-24 C un riſtretto dell' ampia e diffuſa delCriſolora. II Virunio la ſtampd in Ferraranel 1509 con queſto titolo. Eroremata Gua-rini cum multi addivamentis, et cum com-mentariis Latinis. Il titolo d: Erotemata
era allora comune alle Gramatiche dal
modo dialogiſtico per interrogazioni, e riſ-poſte: cosi fu intitolata anche quella diCoſtantino Laſcari ſtampata per Aldo nel1494. Fece altresi Guarino una GramaticaLatina, che ſi trova ſtampata in Veronanel 1487 per Paolo Fridemperger, e contitolo di Grammaticg Inſtitutiones per Bar.r holomeum Philaletem ſena anno nè luogo,e purꝰ in Verona per Antonio Putellettonel 1540. Queſta fu in certo modo h eſem-plare di tutte l' altre da poi fatte. Trova-ſi ancora di Venezia 149% Cuarini Ver.Crammaticalos regulg: poi Carmina diſfo-rentialia, opera Gramaticale, e per ſneLiber de diphtongis, ſtampato anche nel1474, e con' Ortagraſia di CriſtoforoScarpa ſenz anno nè luogo.
La vita d' Ariſtotele per lui ſeritta ſivede in fronte all' edizion Latina di Vene-zia del 1539. Quelle d' Omero, e di Plato-ne, e d' Evagora uſcirono in Lione, ſecon-do il Draudio. Guarini libellus de ordinè do-cendl, ot ſtudendi ſi& publicato in Jena nel1704. ma ſarà di Battiſta. Nomina il Bion-do Guarini Carmen, intitolato Piſanus. Epi-ſtole, Orazioni, e operette di Guarino s in-contrano infinite nelle Biblioteche di Mis.
Tra quelli in quarto dell' Ambrogiana di
Milano dieci n' ho veduti, che ſue coſecontengono. Un codice Eſtenſe in quartotante epiſtole di lui conſerva, che forme:rebberò un giuſto volume: non poche diqueſte ſon dirette a Giacopo Ziliolo eſimioGiuriſperito, e ſuo intrinſeco: ve n. ha 4un Bartolomeo Maffei, cui chiama e 8e.nere, ot prudentia primas ul 1.ancora il libro componimenti del Guarino
in verſi, tra quali Proſcus en.
Molte n' ha il codice Vaticano 3908. Ven-
5 5 il codice Bevilacqua n. 5.tidue in Verona ſte una al Publico di
Viceza, che I avea richieſto di fare iIProemio a loro Statuti: altre a FranceſcoCendrata, a Bartolomeo Brenzone, a Vi-talian Faella, e cosi di queſti a lui. Nel3 in quarto ci ſon tre Orazioni, J. 2 85elle
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