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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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J. 3. eb. 60.

Bil Ven.P. 98.

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cum audleris, Boatiſſimo Pater, te noſiras pro.bars puartè, intellagam„ ſſ% iubebis aubkoritatetua, remquc ita diſpoſueris, ut Rolfgio noſtra,e pant latterarum cupidiſſima eſt,mag ac imagis in carum campo vorſetur; quo

i feceru, Eugonium, qui te precſſit, ſanc ii.

au virum imitaberis, qui Obſervantilus B.

Franciſci Fratribus pari morbo laborantibiisboden modicamento ſubvenit. Inſuper api do-( iiſimos viros immortalem Jaudim conſcqucris,e er noſtris plurimi tuum rollent ad ſidera no-men, idgus poſtoritati commendabunt, cumtua opera factum fuerit, ut multorum Fra-b rum ingonia git ta prorſus atque zacontia ſub.leventun, et litter arum plendors onna red.dantun. Ne te igitur diutius tencam, qui in-erbalibilibus e Pafforali oficio curi impoditus es,zam ipſos loquontes auclics.

Nella Biblioteca Ceſarea ſcriſſemi già ilSig. Gentilotti, poco prima che il ſuo me-rito, e il ſuo ſapere lo portaſſero a più altogrado, averſi di queſt Autore fra teſti a pen-na, Hortatoria ad Italig Principbs poſt Conſtan.einopolin erpugnatam: ne fa menzione anche ilBoſſo in una Lettera, in cui lo dice Timo-rhbus Veronenſis o domo Maphea, Ordinis no-tri ſacratiſimum caput. Altre coſe ſue viendetto trovarſi preſſo i dignori Gaddi in Firen-2e. Timothei Maſfei opuſcula erano tra ĩ Mis delCeruti, come ſi ha dal Tomaſini. In unCatalogo chꝰè nella Vaticana, di Mſs con-ſervati dalla Chieſa principale di S. Danie-le terra del Friuli, ſi legge: Timotheus Ve-ronenſis ds confeſſiomibus, et panitentiis: pari-mente Guarinus de obſcuritatæ vocalulorum.

Finalmente trovaſi tra i MIs del Sig. Car-Io Strozzi in Firenze Timorhei Verononſis adſummum Pontifcm Nicolaum V, Epiſtola pul-cherrima, chè conſervo fedelmente ricopia-ta per mano del mio amatiſſimo Sig. AntonMaria Salvini. Con queſta, ch'& lunghiſ-ſima, ſi ſcusd dall' accettare' Arciveſco-vado di Milano. E ſtata publicata dallUghelli nel tomoquarto, ma come d' altroautore; eſſendo lui ſtato miſeramente in-gannato, non meno del Pola, e del Laza-roni(il quale nella ſua opera inedita anchea Paolo appicca un' altro cognome) da chicereò di traſportar queſta rinunzia, e pari-mente l' opera contro la Ruſticità, in al-tro Soggetto, di cui non s' era mai piꝭ udi-ta notizia alcuna. Fu perd tagliata la pri-ma carta, e il nome dell' Autore dall' eſem-plare in membrana ſopramentovato di 8Leonardo„ma troppo libri e impreſſi, eſeritti ſi conveniva diſtruggere per far valerimpoſtura. Aggiungaſi, che convenneperd all' ĩſteſſo chimerico Soggetto attribui-re ancora la ſuprema Prefettura della Re-

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ligione, ne i Faſti della quale tal nomenon ſi vide mai. fTrovaſi ſtampato in Bologna nel 1473In libros ſæntentiarum D. Thomę Commontarius4 Timosheo Ver. Can. Rog. recognitus; e C'&ancora dell' iſteſſo un comento ſopra laSomma di S. Tomaſo: ma queſto benchèpur Veroneſe, e pur Canonico Regolare,tu un altro Timoteo, Lettore inſigne, re-giſtrato dal Mente col nome di Timotheusiunior, è molto 1111 da Fra Filippo BergamaſcoTerzo, ſerive il Roſini, ſi computaCelſo, che dell iſteſſa ſtirpe veſtiſſe I' abi-to de' Lateraneſi Riformati. Studiò a Pa-dova in S. Gioan di Verdara ſotto la diſci-plina di Timoteo. Fu eccellente nella ſa-era predicazione. Soſtenne la dignità di Ge-nerale otto volte. Per gravi affari fu da Si-ſto IV ſpedito alla Republica di Venezia.Rifiutò pid Veſcovadi, e finalmente morianno 1508 in età quaſi nonagenaria, ſe-polto in S. Leonardo. Come la ſua fami-glia era molto agiata di beni di fortuna,cos! ei n' ebbe, con che arricchir gran-demente e di ſcritti, e d' impreſſi volumi lelibrerie di tre Monaſteri, S. Leonardo diVerona, Santa Maria della Carità in Ve-nezia, e S. Giovan di Verdara in Pado-va. Quella di Verona tanti libri ſontuoſa-mente ſecondo ſᷣ uſo di quel ſecolo ſtampa-ti conſerva ancora, che quand io ne fecimolt' anni ſono il catalogo, non avea invi-dia per certo alle gran raccolte di vecchieſtampe fatte in queſtꝰultim' anni con tan-ta profuſion doro. Su la maggior parte ditai volumi ſta ſcritto: mit DO. Celſus. EmitCelſus Mapheus. Eſt Monaſterii S. Leonar-di, ſod in primis D. Colſi, qui cum pecuniacomimutavit, e ſimili. Alquanti ve n ha traqueſti non veduti dal Maittaire, Orlandi,ed altri, ch' hanno trattato delle primeſtampe; come a dire: Prollemata Ariſtote-lis della traslazione di Teodoro Gaza perIohannem Vurſter di Campidonia, et JIohaunemBaumeiſter ſocios, illuſtri Princip Lodovico deGongaga Marchione, ſenza nota d' anno. LeClementine, cioè Coſtituzioni di Clemen-te quinto con gloſe, in url e e. 8ripcioſa quadam adinvent ions vi 5 le

carab terizandi abſqus Alia calam. 225ie eſfeiatum, et ad„„ 2 rie eſtconſumatum: per elt, Scoiffler d Cer nſer.lem. an. 1467. brutti caratteri, e con

ati Molke belli ſono all' incon-bu, nell, gell Somma di S. Tomaſo, 8de: Quodlibeti ſenza nota di tempo; emitCela anno 147 b. N altres! del 1470 lilleſlo S. Tomaſo ſopra gli Evan Npato in Caſa Maſſimi, è non pid oſſervato.a Molto

Lye. Lat.lib. 3.