De inſt.ab. an.ih. 5
4b. S.
bis à ſe compoſitum di ſalutaribus animi gaudliis
tra le quali è quella al Cardinal Beſſarione,
206 del ſecondo volume, com' egli man-
della Cattedrale i ſuoi libretti di tale argo.mento. II
Epiſtole, che ben meritano per ogni conto
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MATTEO BOSSO
Tori nell iſteſſa Religione, e nell' iſteſſoJ. ſecolo. Timoteo gli diede la bito, elinſtrul nelle ſacre lettere. Fu ſingolarmenteamico e famigliare di Ermolao Barbarogiuniore, e del gran Pico Mirandolano, cuitenne un anno ſeco, mentr' era Abbate 4Fieſole: ne fa fede egli ſteſſo: Pico vero Mi.randula in Foſulano Albas annum totum Sd.viſus ſum hoſpits, à Laurentio Medlices mihicommiſſo; quo in loco otium ad ſacfarum lite-rarum mavim ſtudia, linguamq uc Hebraicamperdiſcendam commodiiſimum fabi gelegerat.Fu Confeſſor di Lorenzo Medici: adopratoda Siſto quarto in faccende d' importanza, evoluto far Veſcovo, al che egli non con-ſenti: mor! in Padova nel 1502.
Seriſſe un opera De inſtituendo ſapientiaanimo, in otto libri diviſa, e ſtampata inBologna nel 1495. aggiunto un Sermonèedella Paſſion del Signore. Altra De voris etſalutaribus animi gaudiis, edita in Firenzenel 1491, di cui, e dell' Autore cos! ſcriſ-ſe il Poliziano a Lorenzo de Medici, dopoaver paſſato i giorni della ſettimana Santain ritiro nel monaſtero di Fieſole inſiemecon Pico Mirandolano Quin Abbas in coMatheus Boſſus Verononſis, homo ſanctis mo.ribus, integerrimaqub vita, ſed etliteris poli-tioribus mir cultus, ia nos humanitatò ſuagquadam tenuit, et ſua vitatè ſermonis, ut al-
co digreſſi moꝶ igo ot Picus ſoli propemodum ro-Jicti&c. Hgęe lille arbitror ſentions Dialogum no-
ohtulit, cuius materia ſtyluſque nos ita cgpit,ut quandiu quidem legebamus, facile auc torisprgſentia careromus. Eum igitun Dialogummitto ad te quoque Lauronti&c. deloctaberisargumento, ſenſchus, indole, nitorè, varieta-te, copia. Scriſſe De tolerandis adveiſis. Degerendo Magiſtrati, ed alquante Orazioni,
contra il luſſo delle donne Bologneſi: qualioperette ſi veggono unitamente impreſſe contitolo di Recupcrationès Feſulang. Scriſſe an-cora De cultu Sapientigę; di che non ebbenotizia il Roſini, ma ſi vede dall' epiſtola
dò in dono a Gerolamo Maffei Canonico
Panvinio mette tra ſuoi ſcrit-ti la verſione d- una declamazion di Lucia-no, ma raccolgo dal. epiſtola 95 del ter-20 volume, come non da lui, ma da Do-menico Bonomino Breſciano Ert venuta cotalverſione. Finalmente tre libri abbiamo d-
d'eſſer lette. Il primo ſtampato in Bolo.gna nel 1493 ne contiene 133, tra le qualilunga al Guarino, ch'avea parlato contraTimoteo, per aver promoſſa la proibiziondelle pompe femminili in Bologna. Il ſecon-do edito in Mantova nel 1498 ne contiene13 f: tra eſſe& quella ſopra le Annate, eduna al Poliziano nel mandargli un anticocodice d Auſonio da lui ſommamente deſi-
derato. In quel eſemplare di tal opera,
che ſi ha nel Monaſtero di Fieſole, trovaigia queſta nota: adlicistur fortaſſo liber ter-ius, 1 auc fori ſeptuageſimum agent! annumlongior vita contigerit. Fu impreſſo il teræonel 1502 a Venezia in quarto con alcuniSermoni appreſſo. Qualche ſua lettera&anche tra quelle del Poliziano. L' Operetutte di queſt Autore furon raccolte in uncorpo dal P. Ambroſini, e publicate inBologna nel 1627. mancando però il terzolibro delle lettere, di cui per la ſommaſua rarità l'editore non ebbe not ix iA.
Nell' iſteſſa Religione fiorirono in queſtoſecolo Marco Rizzoni, che ſeriſſe Sermon,ed epiſtole; Onofrio Bredo, di cui ſi han-no cinque libri De Officio Sacerdlotis; e Le-no Laziſe, il qual compoſe Diario Spiritus:Ie d. Eſercigi per qgni giorno, ed Orario dellavita ſpirituale.
CONTE LODOVICOSANBONIFA CTO i
L codice Bevilacqua n. 19. in quarto
contiene una raccolta d' epiſtole Latinedel Conte Lod. Sanbonifacio, e d' altri alui, ſcritte dal 1420 al 1445 non pochedelle quali in materie gravi, e dottrinali.Ebbe per moglie queſto Cavaliere la vedo-va d' Otton Terzi, e in ſecondi voti Fran-ceſca da Fogliano. Nell iſteſſo libro ſi haOrazion nuziale di Tito Strozza, in cui ſidice di lui; vi adoltſcentiam egreſſum foren.
riſimam urbom Patavium ſuo af hit fat ſa-
ſco piſſe adminiſtrandam, quam quidom adi.niſtrationem ſapientiſſime dis i, fuoritdeinde ſimul cum Braccio Duc Marchia,in Ducatu, apud Romam, 7010 5.fortiſſimi miliris, abi, 2. 195gniſſimi vic foris noi ſehi 115 n.in Verona nel 1439. Reg fil* VIſi dice figliuol di Ricciarddo Milte e Con-te, che non e il Ricciardo„di cui diede in1168 la Vita Felice Oſio, 0 che fu Capode Guelfi in tempo d' Ezelino, ma proni-ote di quello. L autore di quella vita&aſlai credibile foſſe Veroneſe, e perd dacomputare tra noſtri Anonimi.2 II
31. et 60.