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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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pag. 63.

95 DE GLI SCRITTORI VERON ESI 96

II Conte Lodovico ſi diede tardi alle let-tere. Malateſta Arioſti cos gli ſcrive:Nullus in Auſonia fucrat is fortior ar-mis;Nunc cum ie dulcis natorum turbæ coro-nat,Et iam lenta die ſubre pit, protinus armaLinquens, Palladias artes, doctaſque cu.męnasluam colis.Si compiacque ſingolarmente de ęli ſtudjTeologici. Giacopo da Carpi in un' epiſto-la a lui: ſacrarum literarum vir poritiſſime,9% carum longa, et aſidua indagine co ve.Ati, ut dbetiſimus et ſis, et apud omnes ha-

bearin; eſt enim ſententia tua in his qus d.

fade apud quoſcumqus diſputantur, tam lau.data tam probata, ut huic repugnet nemo,onmes conſontiant. Del miſtero della Prede-ſtinazione pidi volte tratta. A Guerra ſuofigliuolo Frate de Minori(cui nel ſuo te-ſtamento ordind foſſero dati 600 ducati d-oro, ſe veniſſe fatto Veſcovo, o Cardina-le) lettera mandò de Conſeſſonis auricularisnecoſſitate. A Guarino, ch' era ſuo com-padre pid volte ſcrive; cos Guarino a lui.Dice queſti una volta, che avendo il Con-te due Lattanzii molto corrotti, glienemanda uno ſeritto di ſua mano, ed emen-datiſſimo. Oltre a i molti libri avea queſtoCavaliere Archivio inſigne, poichè in con-troyerſia di confine co Vigentini, il Magi-ſtrato Veroneſe delli dodici Deputati 4guerram, ricorrono à lui per aver carte.Scambievole appare il commerzio di lette.

re con Franceſco Barbaro, Fantino Dan-

dolo, Ogniben da Lonigo, Criſtoforo La-franchini, Silveſtro Landi, e molt' altri no-ti Soggetti. Ebbe anche un figliuolo, chefi diſtinſe nelle lettere, ſcrivendogli di eſſo11 Guarini, effecit, ut cum te primum ad-mirarer, nunc tuo etiam admirari incipiam.Nella Biblioteca de' Mſs del P. Labbe ſiannovera: Bonifacii Voronoi Principis, quiante ducontoßs vivcbat annos, Veronica(f.Verona) Heroico Poomatæ mille verſuumcelebrata. Inc. Cgleſtes aditus et divi numi.

na vultus. Che opera ſi foſſe queſta, e cui

ͤaſpetti, non ſaprei dire, poichè Bonifa-cio Scaligero& immaginario, e LodovicoSanbonifacio non verſeggiò.

180 TTA NOGAROLA

Elebrata in cento libri trovaſi queſtaDama, che tutta oα“,candoſi negliſtudj, ſenza volere udir di nozze nella ca-ſa paterna paſed ſua vita. Fu figliuola di

Leonardo, e di Bianca Borromea Padova-na. Usò da fanciulletto Matteo Boſſo inſua cafa, come narra nella bella letttera,con cui ſi ſcuſa già fatto Religioſo dall an-darla a viſitare, benchè altri dotti e pii uo-mini il faceſſero. Tocca in eſſa, e nel findell' Eſortatoria a Beſſarione, con ellaavea in mano perpetuamente I' opere di

Sant' Agoſtino, e di S. Gerolamo. In gri-

do era grandiſſimo. Vidi a Siena preſſo i Mo-naci Olivetani in codice, che contien mol-te epiſtole d' Andrea Contrario LetteratoVeneziano degne d' eſſere in luce, molteJodi da lui date alla noſtra Iſotta: ProximisAbus Romę pervenere ad manu meat nonmul.I rug epiſtolſ&c. Fu ſingolarmente ammira-ta da Ermolao Barbaro. Lettera ſi leggetra l' altre ne noſtri codici d' Antonio Caſ-ſario Siciliano, che giunto in Venezia daCoſtantinopoli le ſignifica il deſiderio gran-de di conoſcerla. Nel Supplomento delleCronichs ſi dice morta di trentott' anni nel1446. Fu ſepolta in Santa Maria Antica.De pudliciſimę Lſotig Nogarolg vita, et moribus, et doc trina ſeriſſe un' operetta in ver-ſi Mario Filelfo, ch'è tra miei Mſs. Inco-mincia:

Qualis Jctta fuit mibi Nogarola canen-

dum.però ei nomina tra le ſue fatiche inclitgVolt? Vita.

Cent anni dopo la ſua morte fu dato al-le ſtampe un ſuo Dialogo ſopra la quiſtio-ne, ſe maggiormente peccaſſe il primo pa-dre, o la prima madre; ma in grazia delVeſcovo Navagero fu aſſegnata all' altroNavagero, che ne tempi d' Iſotta era pari-mente ſtato Veſcovo, quella parte del Dia-logo, che pe- Mſs& di Lodovico Foſcarinipodeſtà di Verona, e Letterato, da cui ladiſputa preſe motivo, e cui ſi premette unEpiſtola. Aggiungeſi nella ſtampa nobil'elegia d' Iſotta ſopra le delizie di Zano,Caſtello della ſua Caſa: anche per la Poe-ſia fu lodata ſingolarmente. Panfilo Saſſonel libro de laudibus Vorong:

Et cui divinos latices Cadmeia Dirce,El plel trum ot cytharam Calliopea dodit,Inter Caſtalias celbbranda Iſottæ ſororbs.II Zavariſe nella Pantea:Quamqus Pius ſtupuit ſummus, NogarolaFacenaot, 5 5VJorlieæ, infegnis verſu, Podibuſqus ſolutis.Antonio Laziſe nel Panegirico inedito ſo-pra Verona:Caſlallar goneroſe Jotta ſororosAs ſa ſequi, e r fludiis laude agreſſa viriles.Varj ſuoi ſeritti, e componimenti vidi già nel-la Biblioteca di Milano nel codice M. 44 inquarto, de quali non preſi memoria. II Be-a vilacqua

J. 1. ep. 3. f