97vilacqua n. 25& tutto Sompoſto di epiſtoleſue, o 2 lei divi ſi veggono del AuariGuarini, di Tobia„edidi Lodovico Ce
no, di GerolamoDamiano Borghi,110 ndrata, di Nicold Veniero,di Nicold Barbo(in altro codice d' Ermo-lao Barbaro) del Cardinal Giuliano, ch-La Preſeduto al Concilio di Baſilea„ed.altri. II Mf 778 alquante pur n ha di lei2 Damiano Borgo, e di queſto a lei. Quel-le d- Iſotta ſingolarmente ſpirano pruden-2a e dottrina, ma non ci ſi veggon quelle,che direſſe a Nicold V, ed a Pio II per ec-citargli a guerra contra Turchi. Una ſuaorazione al Veſcovo Ermolao Barbaro è inun manuſcritto Moſcardo, che principia:Non dubito„Revorends Pator, fore Pleroſgus.Pi altre donne per gli ſtudj lodate, e ri.cordate da molti conta queſta illuſtre Fa-miglia, onde fu detto a ragione nell“ Epi.ola al ſuo Dialogo premeſſa, che di eſſeguodam quaſi fato Allo tempore non caruit. Diaura moglie del Doge di Venezia Nicolono, che pid coſe ſeriveſſe„ afferma ilCorte. Di Angela moglie del Conte Anto-nio d' Arco narra Filippo da Bergamo nellibro 4 clarin mulieri bus„che tra Paltre co.ſe Egloghe compoſe mirabili z e narra diGinevra ſorella d' Iſotta qual fu poi mogliedel Conte Brunoro Gambara che ſoriſſe Jet.tere molto dotte. Ne parla anche il Tomaſi-ni negli Elogi. Leonardo Loſco in Egloga adTlotta, e a 5 8 nel mio codice n. 36:Zaiuamills fusrit nuper ds ſangiinc virAe non 3 2 25 2 25 2Nel Mf 5rs lettera ſi ha di Giorgio Laziſedel 1436. Ceneroſis ac dotiſimin VarginibusGinepræ, et Iſottæs.Leonardo Nogarola Protonotario Apo-ſtolico introdotto nel Dialogo accennato,fu fratello d' Ilotta, e dotte e voluminoſeopere ſcriſſe Dæ Mundi lornitatę. Vicontig1480. De Beatitudine. Bono 1481. ambe-due di nuovo nel 1485. II Sig. Giovanni Sai-bante poſſiede gli originali ſteſſi di man dell:autore, che in non pochi luoghi variano dal-le ſtampe, avendogli forſe altramente ri.dotti nel mandargli in luce. Pofliede anco-ra oltre a pid altre coſe inedite„ ma nonPerfezionate: De rerum quiditatihus all' Uni-verſità di Padova De immortalita te animę
N Lorenzo de Medici; e un' Orazione par-te Latina, e parte vol
ſiglio di Vicenza(nellmorò per eſſerſi quivi r!to) in favor d- Ogniben da Lonigo, che di-o Ela celebre in ogni parte 6 8 11 tratta-vaſi di levar Io ſtipendio, come à publiooMaeſtro alſegnatogli. f
LIBRO ER Z O.
rette. Propoſte, o riſpoſte
GIORGIO BEvILACOUAEA IS E
8 codice Bevilacqua num. 1. trovai9a la ſeguente Opera affatto igno-
ta per I' innanzi. Prbſtantiſim. J C. GeorgiiBevilagugę de Laciſſo ad virum Patritium Mar.cam Donatum C. Hiftoria de bollo Gallico.Si divide in tre libri, e tratta della guerrade' Veneziani con Filippo Viſconte confe-derato col Marcheſe di Mantova, dal 1438fino alla pace, per guerra Gallica inten-de ſeguita in Lombardia. Dice nella prefa-zione: Quando rerum omnium geſtarum ſhe-Hator intorfui, haud me fla, vl ad gratiamculuſpiam loquentem, ſed vbridicum ſeripro-rem cenſcbir. Ben meriterà per ogni contod' efſere inſerita nel corpo degli ScrittoriRerum Iralicarum. Ci deſerive tra' altrecoſe il mirabil traſporto, che in quell'occa-ſion ſi fece di moltè triremi„com' ei le chia-ma, cioè groſſi legni per uſo di guerra dalbdige al Lago, tirandogli ſu monti altiſſi.mi e ſcoſceſi, talchè parve ſi verificaſſe ildeclamatorio detto di Giuvenale Voliſicat urArhog. Lunghe epiſtole di queſt· Autore ſihanno nel codice Saibante 7718. Il Sig. Apo-ſtolo Zeno nel tomo 28 del Giornal di Ve-nez ia, ne cita altr' opera intitolata, F ore ceAid lis beati Reronyims collect dedicata a Zac-caria Barbaro, e veduta da lui nel Muſeo
Grimani. Altre epiſtole del medeſimo iHanno in oltre nee noſtri Mis.
Nel codice 762 ho letta una relazioneItorica della campagna del 142 5 contra ilDuca di Milano, ſeritta da Battiſta Bevi-lacqua Comandante di Cavalli, e indiriz-Zata a Guarino. Comincia: Dum SenatusVoneti validus cryrcitus. La riſpoſta di Gua-rino ſi ha nel codice Bev. 19. in quarto. Nonſo ſe foſſe dell' iſteſſa Famiglia un FranceſcoBevilacqua, che dice Mario Equicola ave-re ſeritta la vita di Vittorino da Feltre.
FELICE FELICIANO
lo s incominciò da vero 21 Aae allo ſtudio delle Lapi-
de, e dell antiche Iſcrizioni 1 1 5 furono1 primi che nell ĩſteſſo. 1 armen.te vi ꝰapplicarono, e traſcrivendole tent 2ron l'impreſa di raccoglierle in un corpo: Ci.riaco de Pizzecolli da Ancona, che 115 5ſpezialmente in cerca delle Greche; 6vanni Marcanova Padovano, la cui raccol.ta in ſoptuoſo codice, che ſi Cane
ſcritta con aſſiſtenza di lui ſteſſa l' anno
1 14653.
98
Jur. Fal.3.
Come.Maat. A J.