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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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titolo di Conte, e di laſciare l' abito pro-prio e nativo, per veſtirſi al modo d' altrenazioni, il che allora con fatale, e inenar-rabil danno, e con ruina, non meno dell-eſtimazione, che delle ſoſtanze, ſi preſepazzamente a fare dalla gioventi: gli chia-ma dubliros Habitus, et inboneſtos, et Hiſtrioni.bus aptiſſimos; maravigliandoſi come le don-ne non ſi vergognaſſero cum co cauponarioHabit in publicum prodire, ſpretaque honcſtiſſna Itala ahportations voſtimentorum, barbari-cum hun, et Callicum habitum tamquumfatub et balneariis ſimilos aſſumors. Forſe diciò parlava quell operetta manuſcritta dun noſtro citata dal Labbe: Carmen Fauſti-ui Buturini de genere vbſtimentorum: il Tor-reſani la nota come impreſſa. Ebbe 11 La-franchino molti libri ſtampati, e ſcritti,de' quali fa lunga menzione nel ſuo teſta-mento rog ato l' anno 1494.

Gian Nicola Salerno, lodato dal Bion-do, fu Pretore in Mantova, in Bologna,e in Firenze, come ſi ha da un' epiſtola alui diretta dal Guarino. Si vede ne' Mſsla Orazione recitata da lui nell ingreſſo allaPretura di Bologna, e quella nel terminardi eſſa; ed altra nel mio ſegnato dal num.22, in fin della quale: Oratio habita per m-Io. Nicolaum de Salornis de Verona coram domi-ui Prioribus Senarum, Capitancoqucs populi,

qum pro adminiſtranda Prgętura donarent me

ſgnis populi, clibeoqus. ä

Di Giacopo Lavagnolo Giuriſconſulto iha qualche epiſtola in un codice Treviſani,e in due Saibanti, e ſi ha nel 750 l'orazio-ne fattagli nello ſpirare la ſua Pretura diBologna. Gli dedicò Guarino la traduzio-ne de' Paralleli di Plutarco: La Lettera,che& nel mſ 762 incomincia. Cum tuum tePolianum, ſuaviſſime Iacobe, me vero Poliae-lanus agor in pręſentia tenoat Gc. Loda gran.demente in eſſa un altro Giacopo ſuo avoper ingegno, e dottrina. II noſtro e nomi-nato dal Platina nella vita di Nicolò V. elo Storico anonimo del codice 1304. all' anno1453. parla della congiura ſcoperta da lui,mentr era Senator di Roma. Nella vitadel Cardinal Capranica, publicata dal Ba-luzio tra le Miſcellanee, Battiſta Poggio,che ne ſu autore, tra i Segretaru di Mar.tino quinto, che dice erano de' prim uo-mini del mondo, nomina ſuo padr e, il Bion.do, e Jacobus Languiſco Verononſis, che hoper certo doverſi leggere Lavagnolo.

Di Madio, o Maggio, o Mazo de Ma:21 Giuriſconſulto, che ornatamente ſcrivea,fanno menzione il Biondo, e I Guarino.Di Gerolamo dell' iſteſſa famiglia orazio-ni, ed epiſtole ſon ne- Mſs. Del primo fihanno anche epiſtole al Conte Lodovico

Sanbonifacio: come ancora di GiovanniPrato Lettor' ordinario in Padova, e diSilveſtro Landi Reipublicg Voronenſis Cancel.larius, che fece il Procmio a gli Statuti,ed a cui ſcrive Guarino pid volte. Note al-lo Statuto vengon citate di Guido dallaTorre. Di Domenico Panvinio, che ſeriſ-ſe Conſigli, e fu eletto Arbitro tra I Du-ca di Milano, e i Signori da Carrara, famemoria 11 pronipote Onofrio 5 D- AndreaPellegrini, viſſuto nel 24 50 afferma il Tor-reſant᷑ aver veduto Conſigli Criminali. Ab-biamo ne: Mis Saibanti pratica 44frum No-rarlorumdi Mario Pindemonte cos Sommadell' arte notariale di Lodovico 4e Polentis daLegnago, e Lucifer ſeus p, 4b Ticæ al torum d An-tonio Gregorj de Inſala infa. Parimenteannotazioni faber varia Digeſtorum di PaoloAndrea del Bene, di cui verſi Latini e pro-ſe conſerva un codice della libreria de' Pa-dri di S. Nicolò, inſieme con varj compo-nimenti di Tebaldo Capella.

Nell' Archivio di Santo Stefano grandiſ-ſimo libro di carta pecora contiene la copiadi molti antichi Inſtrumenti, quali termi-nano nel 1439, ed ha nel fine: pen é Jo-gannem norarium natum Magiſiri Benbdic ti fa.cultatis Loicę, necnon Crammatich Profe ſſoris,Habitatorem guaitę S. Stephani. 8

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Odovico Merchenti trattò in verſi eſa-metri della vittoria de Veneziani con-tra Filippo Viſconti nel 1438 ſopra il lagodi Garda. Ne' verſi di Virgilio Zavariſe,de quali parleremo nel ſeguente capitolo:Et gui Lucanum propior Mercentus adi.vir, aBaldum, et Benacum, et navalia pręliaN Pingen.Si conſerva queſtꝰ operetta intitolata Bena.cus nel codice 344. Lodovici Morchentlii Vero-nenſis ad Narium Philelnbum Poetam. La let-tera al Filelfo, che fu figl. di Franceſco,e maeſtro del Merchenti, incomincia: Cogi-ranti mecum. Seguono verſi,Accipe nunc noſtrum placid nunc accipeCaninGentibus Talis iam gloria magna Phi-lelpbe&c.Principio dell' opera: i1 divini venientia fonte Pphilol.554 fAd cantus, altoſaue modos dultedineummaIncbndore animos.Altri verſi dell' iſteſſo Lodovico veggonſiquivi,

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