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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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1 IBI ER. 118

ha Vonbt. 148 5. Abbiamo ſtampato in Bre-cia nel 147 il comento fopra le Selve diS tazio: appreſſo è& una Diſſertazione ſopraLEpiſtola di Saffo tra l' Eroidi d' Ovidio,ech altra ſopra i Iuoghi pid difficili di Pro-PerZlo, indirizzate a Franceſco d' Arragonafigl. di Ferdinando Re di Napoli: la ſtam-Pa& cattiva, e laſeia in bianco tutte le ci.tazioni Greche. Dice Domizio nel fine dimancar ſolamente l' ultima mano a“ ſuoicomenti ſopra l· Epiſtole ad Attico, ſopraSvetonio, e ſopra Silio Italico(di cui pureafferma il Giraldi nel quarto Dialogo eſſe-re ſtato Domizio il primo correttore, edinter prete) ma con maggior cura attenderlui a due altre opere, J una delle qualierala verſion dal Greco d' autor utile e volu-minoſo a richieſta d' un Principe; I altrauna raccolta d' Oſſervagioni in tre libri divi-ſe, il primo delle quali conteneva la ſpie-gazione di 300 lueghi di Plinio; il ſecondo

cid ch egli avea notato ſopra 1 Poeti, non

da altri avvertito; il terzo una ſcelta d' an-notazioni ſopra Cicerone, Livio, Quintilia-no, ed altri, delle quali ancora mette in-

nanzi un ſaggio, inſerito poi ne! Critici del

Grutero..

Ne qui ſi fermano le fatiche di queſtogrand ingegno. Prezioſo manuſcritto acqui-tal già moltꝰ anni ſono, ove pid coſe ſon di luiraccolte, maggior parte incdite, anzi alquan-te non pid conoſciute. Cos! foſſer' eſſe in-tere; ma il codice molti quinternetti com-prende di mani diverſe, alquanti de' qualiimperfetti e tronchi, come ſaranno ſtatitrovati. Vi ſi ha dunque un Panegirico re-

citato da lui? anno 1475 nell' eſſer creatoPrefetto di Roma i Cardinal della Rove-

re. La prima lezione, ch' egli recitò nellAccademia Romana I anno 1474, é ſervldi proemio all' interpretazione de' tre libride Oratoro di Tullio. Altra in materia diFiloſofia morale, e ſervl di proemio allalettura de Officiis, e dell altre opere Filoſo.Hche dell' iſteſſo. Si ha pur nel codice ilracconto del viaggio in Francia fatto permare con la legazione del Cardinal Giulia-no, ma che importunamente ſul pid bellofi tronca, mancando i fogli che ſeguivano.Vi ſt ha Epiſtola a un figliuol di forella,cui da facoltà di venir preſſo lui a Roma:ſupollec kilom Habebis et domum non magſi ciſane, ſed quam arbitratu cinorofliccets tg:

verſo la fine: ſed de mo illud poſtremo ſichabeto; m Gręcorum, Latinorumqus mo-

numentis omni generç adeo delectatum eſſæ,l migutas qulſtiunculas, anguſtaſdus trivia.lium hominum voce, noſtro ure contemnorepoſſemus Iuriſconſultorum diggſtas in volumi-na lege evolvimus aliquando: in philoſophię

Dopo aver dottamente p

tuin Gręcis Latiniſaus doctoribus uſi ſu-

mus aſſidus; in quo quantum profecorim,

nom tam diſputationis vociferationibus iab fasri volo, quam compeſcendis animi affectibusintelliai. Mathomaticas quoqus diſciplinasattingoro libuit.. Neque ſane bc ambitioſeconſcctatus ſum, ſed ut aliguando Grgcorumlam mundi k conficerom ſi poſſem.Aver lui ſentito molto avanti anche negliſtudij ſacri, moſtra una lunga rifutazione,che qui fi ha, del libro da Giorgio Trape-Zunz io ſeritto contra Platone, dove moſtrala fallacia, e I- inſuſſiſtenza de' teſtimonida lui addotti, e fa vedere con I autoritàanche de' Padri aſſai pi conſentanee a dog -mi Criſtiani eſſer le ſentenze di Platone,che quelle d- Ariſtotele. Precede aſpra in-vettiva contra l' Autere, diretta a Franceſ-co Barozzi Veſcovo di Treviſo; dice delTrapezunzio fra I altre coſe: Hermogenisibros de ratione dicendi e Cręca lingua inLatinam ſulwertir, atque inde opus non Hor.mogeni, ſed ſibi ipfi adſcripſit, et arrogavit.S interrompe il libro, notandoſi nel fine:reliquum deeſt, nec comperi amplius, niſi in fu.rurum emongat, qulod utinam fiat. Scritta condiligenza fi vede anche qui la ſua verſion

di Pauſania, benchè nel ſecondo libro in-

terrotta: ne furon già impreſſi i due primilibri in Baſilea: vien citata queſta verſionpin volte da Gerolamo Maggio nelle ſueVarie Lezioni. Ma pin della meta del co-

dice vienꝰ occupata da dotto ed ampio co-mento ſopra Svetonio, benchè non procc-da oltra Tiberio, e di Caligola ſol ci ſia iltitolo. Comincia con lunga ed eruditiſſimaVita di Ceſare da lui compoſta, che pur&

mancante. A Svetonio, e a gli altri Scrit-tori dell' Iſtoria Auguſta Ven. 1490, alcu-

ne coſe ſi premetteno del Calderino.Niuno ha per anco inteſo, ch anche ſopraTolomeo lavoraſſe il Calderini; næ di Iui fapunto menzione Pietro Berzio nella Prefa-zione al ſuo Featro Geografico; e pur ſi haqui come ſegue. Dom. Calderini Ver, Secretarii Apoſlolici in emendationo s rallula-rum Prolemęi ad Xiſtum A Noltt. Mau.te parlato dell' impor-tanza della Coſmografias c eopera: Hoc cp e,.:ram divinum in,, iaem in codicibus latinisaadmodlum deprapat lis; gquum ut emendaremConradus Germans, 4 5 ci Romęa librorum induſtria primum pro-gate eſt, olin Gilgentiſime Poteret, feci idglidem, non tamen tam libenter, quam la-Jorioſo. Nam nulta e Mathematicis diſci.Hlinis ſumenda⸗ fucrunt, ut viginti ſex tabu.I gncg(totidem ſunt à Ptolomęo in univor.

2 ſum

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