ve Poet.100. Dial. 1.
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ſum orbem diſtributg) diligenter enculperon-tur, e quibus vcluti oemplis reliqui ducb-rentur libri. Numeri, quibus longitudo, Ja.zitudoqus deſignatur, librariorum culpa velinverſi, vel confuſi, in ſuæa quiſque ſpatiacaplic ati 4 nobis, et collocati ſunt. Grgco.rum codlices una contuli, et ex lis veraſiſſ.mum qucmdam 4 Gomiſto Shartano, Pbiloſo-pho, mathematicoquo nobilliſimo olim emenda.tum, ad cuius prgſeriptum et caemplum, huncnoſtrum multis in locis tota plerumquc pa.gina correxi: locorum nomina forms omniadepravata ad certam redegi liueam, ac ſcri.Ptłiouom: Qug minus eleganter in latinum con-verſa fucrant, non artig, tamerſi oſtends.baut,; quę autem porverſa vidobantur, inquo genore multa reperi, ad rerum ſenſumtraducore conatus ſum. Dirimpetto à que.ſte parole ſi ha tal nota marginale, fatta inquel tempo. Denique acorrimi ingenli vintriennium in hac und opera poſuit, magnoſumptu, malore cura, maxima vero, ut oqul.dem ſpero, laude ot gloria immortali. Segueuna notizia de' Tolomei che ſcriſſero, nèaltro in tal propoſito ſi vede. Che a tuttequeſt' impreſe nell' oſcurità di quel tempo,quando conveniva quaſi in tutte far la viada ſe, poteſſe darſi mano da uomo, che
mori di trentadue anni, e viaggiò, e fu in
publica lettura quaſi ſempre occupato, ſu-pera per verità tutte le maraviglie. E an-cora in queſto Mſ un libro d' epigrammi,e d' elegie in lode di Pietro Cardinale di&.Siſto fatte da varj Poeti di quel tempo, etra queſti dal Calderini, che quanto anchein ciò foſſe felice, atteſta Gregorio Giral-di. Legi et ipſius Domitii aliguando vorſi.culos, quibus facils perſpicere poſſitis propedivinum hominis ingenium, tamel ſi pleriqu
jus glorię invidi ea grate fuer; ſed corteAiutius ſuperviviſſet„ mirum in modum remliterariam iuviſſet. Trovanſi ſuoi verſi qua eIa ſparſi ne Mis. Due ſcherzi ne addurrò dal358 Saibante, per rallegrar la fatica di que-ſte notizie. Saranno ſtati eſtemporanei; Jno contra] Auriſpa Letterato Siciliano, I'vozione, che moſtravano al-de' Pontefici molte donne
1 5altro per la dilora nel funeral
ſingolarmente.Eſſe, Auriſpa 0 capi Aim Voroncnſi.hug, inquis,Inſanum, ex patria credoris k int.Aſt ego cum Siculos mondaco, dixcro,certeNemo ie e patria dixerit eſſe tua.
Honrifei ſummo froront dum funora nu.
Per,Oſcula defunb lo femina, virqus da-
bant.Vidi ego virginoam certatim currereturbam 8Es roſea in nigrit figere labra genis.Poſthac ſi ſapiot Prgſul quicumque fu-„Ihpſe ſibi vivo funera conſtituet.Forſe queſta giovanil libertà di ſcherzareove non ſi dovrebbe, diede adito a' ſuoimalevoli d' imputargli poca religione. Scriſ-ſe il Vives, ch' ei non ſi curava della Mes-ſa; e il Poliziano ne noti verſi: Audit Mar.ſlius Miſſam, miſſam facit illam. Tu Domi.i ec. Ma queſte furono diſſeminazioni de-gli emuli ſuoi, per comprovar le quali pa-rola non ſi troverà nell! Opere ſue; appa-rendo anzi i contrario dal ſopranominatolibro contra il Trapezunzio.
Si hanno nell iſteſſo codice due epiſtoleal Calderini una del Veſcovo Oampano, chegli fa relazione de' cinque libri di Beſſario-ne in difeſa di Platone;' altra d' un Sici-liano, ch' eſalta alle ſtelle il ſuo ſapere, edil ſuo coſtume. Ma nel principio, e nel fi-ne componimenti anche ſi veggono e lun-ghi, e brevi, che furon fatti per la mortedel Calderini da Pocti di varie parti. Perquanto ſpetta al noſtro iſtituto, laſciandoDante, Giuliari, Partenio, Montagna,Zavariſe, ed altri, baſta annoverare 1 no-mi d' alcuni Veroneſi non pid ricordati,come Nicolò Guantieri, Dionigi Cepol-la, Antonio Sparavieri, e Fioravante Cata-ni Poeta elegiaco. Di tutti queſti ha ver-ſi anche il codice Saibante 358, che m hain qualche numero del Calderini altrest.Sarebbe per molte ragioni lodevole ed uti-le il mettere inſieme tutte J opere di que-ſto grand ingegno, e il mio codice ſarà ſem-pre à diſpoſizione di chiunquè ciò voleſſe
intraprendere.Ben merita d- eſſer rammemorato il mae-
ſtro d' un tant' uomo, che nel Latino, enel Greco fu Antonio Broianico, o da Bro-gnoligo. Tanto atteſta il Panteo ſuo condi-ſcepolo, dal quale vienꝰ encomiato il buonprecettore, come padre 4 tempo ſuo dellebuon letters. Uſcirono di quella ſcuola
anche Ilarione, Tobia, Gaſparo, ed altri
molti. Veggaſi nella Pantea, dov' ancoraſue Poeſie bucoliche ſi rammentano, e unPoemetto ſopra Venezia, conſervato tutto-ra dal codice 356. Il titolo& De origine
forentiſimę Reipublic Venotorum. Il princi-
pio: Volivoli Regina maris. La Dedicato-ria a Domenico Giorgi comincia-Dommnicç, Juno Fulgot ſtirpi Alta Ceorgianato.Altri ſuoi componimenti ſi hanno quivi, enel 318 e fra gli altri um Elegia 2 Fran-ciſcum
22 Lalid.
Veron.