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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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pra il Decalogo ſia J iſteſſo che Benedet.to. Cipriano Monaco Veroneſe laſciò ſeivolumi Adverſariorum, quali conſervarſi nelMonaſtero di Praglia atteſta il Tomaſini, ene fa menzione lo Spizelio.

Giacopo Rizzone fu maeſtro di PietroBarbo, che fu poi Paolo II. fa di ciò me-moria il Varton nell Appendice al Cave.Traduſſe dal Greco i verſi d' Orfeo riferitida Euſebio: ſi hanno nel Mſ 3 58 con qual.che epigramma dell' iſteſſo, e queſtꝰ epitaf -fio da ſe preparatoſi:

Riggo mibi nomen, Vorona eſt patria;

nugas

Deſcripſi placidas, et ſins ſords iocog:Alcune ſue epiſtole leſfi già in un codiceTreviſani, contenente lettere di GerolamoAbate Sancgg Florę Aroting, il qual lodaqueſto Rizzoni come dottifſimo, e ſcriveancora a Gaſparo, e ad altri Veroneſi. IIHbro in quarto& ſeritto nel 1439, e fu gidſpec tabilim Comitis Adres Iapbii de Corigioviridi; ch'& quello, di cui parla MarioEquicola, dove nel libro terzo tra molti,verſo quali regia liberalità usò il MarcheſeFranceſco Gonzaga, nomina Alberto Stroz-za, Guido da Bagno, e il Conte Andreade i Maffei, che ne fu indotto a traſpian-tar da Verona in Mantova la ſua caſa; all'eſtinzion della quale paſsò poi negli Agnel-li la Corte di Coregio] verde, inſieme colcognome. Fu di queſti quello Scipione

Agnelli Maffei, Veſcovo di Caſale, che

publicdò gli Aunali di Mantova nel 1675 inTortona.

Di Fra Lodovico dalla Torre de' MinoriOſſervanti, Diſputationes d Concoptiono B.Marig. Brixig 148 6. Fu Generale del ſuoOrdine, e parlano di lui Pier Partenio, e11 Valeriano nelle Orazion funebri fatte

2 Gerolamo dalla Torre, di cui a ſuoluogo.

Negli annali de Padri dell' Ordine de'Servi ſi regiſtrano come Serittori Bartolo-meo da Verona morto nel 1482, e Toma-ſo da Verona pur di quel tempo. GiacopoMalateſta maeſtro degli Acoliti laſciò mol.te orazioni, che ſi veggon ne mſs. Di mol-te lettere vien lodato Franceſeo BruſatoArciveſcovo di Nicoſia, moxto in Romanel 1477. ſe ne vede ancora il ſepolerale elo-gio in S. Clemente. e

Giovanni Bonardi comento i libro deingonuis moribus di Pietro Paolo Vergerio.Venet. 1 502. Chiamaſſ nel procmio Presy.ter Verononſis Grammaticam et Pob t legen,Liniaci Fece anche l' edizione di neoCornuto ſpoſitor di Perſio. Leonardo Craſ-10 premiſè P'epiſtola alla ſtampa del Poli-filo. Ma di che autore, e di qual' opera

DE GLI SCRITTORI VERONEsSI

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intenda l: Arion Pantea ne ſeguenti verſi,ſiamo aſſai all' oſcuro:Jortiadę terens Alrardus pręlia magni,Au confort alig Bygantia menia Rom.

Di Pier Donato Avvogario, o ſia Av-vogadro, abbiamo alle ſtampe un ragio-namento degli uomini illuſtri della Patria,e il racconto della prima inſtituzione delMonte di Pieta, e um Orazione al Cardi-nal Cornaro noſtro Veſcovo: il Torreſaninomina ancora un ſuo diſcorſo de originegentins Rixxong. Pietro Buono detto anch-egli Avvogario ſerifſe un breve trattatodelle Comete per occaſione dell' oſſerva-ta nel 1472. ſi ha nel mſ 356.

Di Michel Foſſato lodi di Verona in ver-ſi elegiaci, nei quali nomina alquanti Let-terati del ſuo tempo, dati fuori dal Peret-ti nelle poſtille all' Iſtoria di Santo Zenone.

Benedetto Viola Medico lavorò un Di-2 ionario Geografico intorno al 1470. utiliſ-ſima fatica fatta poi dal Ferrari, Ortelio,e Baubrund. Ha per titolo Mundus, e ſicuſtodiſce nel codice 400. 6

D' Agoſtino Begani ſi ha un Pronoſticoper l anno 1499, indiritto al ſuo maeſtrodi Mate matica Gioan Battiſta Abioſo, ealcuni verſi in lode dell' Aſtronomia. Tie-5% 1499. 5

Nel codice 78 tra pid altri opuſcoli 2her qui dlicitur donum Dei compoſto per Bar-tolomeo de Durainis da Illaſi: è trattatoChimico ſcritto nel 1470. D' Agoſtino Ca-prini Comedia Latina in proſa intitolataGorro, ricopiata nel 1489.

Ho riſervato al fine il pid importante, econſiderabil di tutti, cioè uno Storico igno-to, che Veroneſe ſi profeſſa in piii luoghi-La ſua fatica ſi conſerva nel codice 1304nominato nell antecedente libro. Manca ilprincipio„ el fine: carte in foglio 150.Comprende ora dall' anno 1438 al 1491, evi ſi ha le Iſtoria di tutta Italia, e delle ſuevarie Provincie non ſenza molte curioſe no-tizie. E' ſcritta in lingua volgare, ma por-ta di quando in quando nel ſuo originalLatino documenti Storici, e pregiabili,cioè lettere di Principi per ocaſion de' ne-goꝛj; come del Re Alfonſo di Napoli, delRe Ferdinando, di Giovanni Duca di Ca-labria, di Pio ſecondo, del Doge Criſtofo-10 Moro, del Veſcovo di Verona Ermo-lao, d' Aleſſandro e Franceſeo Sforza, delgran Signor de Turchi, di Federico Conted' Urbino, di Roberto Sanſeverino, de'Veneziani, de Fiorentini. Di queſte lette-re alcune anco ve ha in volgare. L' amordella patria fa che l' Autorèe vi è andatoframmettendo memorie, e fatti di Verona.

All' anno 1477 nella promozion de' Car-

dinali