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dinali nomina Frats Cabriels da Verona(Oſſervante di 8. Franceſco) e lo dice crea-to a nome del Re d- Ungheria. Scriſſe que-ſti alcune relazioni, e alcuni Sermoni 5 8molto ſe ne parla in una Vita ſtampata aanne gel 1470 di S. Giovanni da Capi-ſtrano, del qual fu compagno, e cui ſuc-cedette nel miniſterio. Iſtorielia ſi raccon-ta, ch ei naſceſſe in Veroneſe d' un Con-te Rangone„e d' una donna di contado.Sgonſi preſſo J: Oldoino due Brevi Ponti-eu molto per lui onorifici, nee quali viendetto Mleckas filius Gabriel di Verona. Il Red Ungheria Mattias l' ebbe in ſommo pre-No, e gli conferl il Veſcovado d' Agria.Qiacopo Maffei da Volterra narra nee ſuoiDiarj L ingreſſo ch ei fece in Roma, e dice,che il Papa molto l- adoperdò anche col Redi Polonia. S- impara dalla noſtra Storia,come fu poi mandato dal Papa anche aNapoli, a vendoqueſte parole all anno 148 T.Ferdinando R di Napoli con Alfonſo ſuo figli.200 Duca di Calabria„ſempre con la preſentiadel Legato Cardinals Fratę Gabriel da Voro-ua, lerminano dover' andarò alla oppugnation4 Otranto: era tenuto da Turchi. Mori aRoma, ſepolto nella Chieſa d' Araceli.Chiuderemo la relazione della noſtra inedi.ta Storia con dire che gratiſſima ſenza dub.bio al publico ne riuſcirebbe la ſtampa.
POETI VOLGARI
M Araviglia&, come in tanta copia di
Scrittori pochi foſſero nella Cittànoſtra, quei che uſarono ne- libri Ia volgarlingua. Giorgio Summoriva prima Dottordi Legge, fu di profeſſion militare, e nel1476 ſoſcriſſe a una proteſta fatta in Man-tova da Zaccaria Barbaro Capitano di Ve-rona, chiamandoſi Proviſor fortilitiorumVeronenſium: fu poi Governator di Gradiſ⸗-ca. Traduſſe in terza rima tutte le Satiredi Giuvenale, e le preſentò al Doge PieroMoꝛzenigo l' anno 1475. L' opera fu ſtam-pata a Treviſo in foglio piccolo nel 1480,e onorata da Girolamo Bologni con queſt'epigramma.
Prſius Auruncæa gonitus, Venuſinus,AquinasPriſcorum more: corripuerb malos.Poſterior, noſtraque vigens gtate, Phi.lelphus.Aadidis antiquis nobilę nupor opus.Hi tamen Auſonio cuncti ſermonc lo-uc nter,Otiliter vulgo quid potuere JoquiꝰInterea molior tetigit te cura, Georgi,
auſterum in fun
ö Ingenio priſcis gquiparands viris.Herruſcam didicit quo fido interprotelinguamIunius, in Satyro carmino primus Honos.Sic modo qui doctis tantum prodeſſe ſcie-bat, fTe duce mon doctis prodorit, et populo.Sic morum conſurà tibi debebitur; atqueNomen ab gterna Poſteritatæ foros.
Traduſſe parimente in verſi la Batracomio-machia d' Omero. Scriſſe in terza rima la
Venezia nel 1496. e pur in terzetti deſcriſ-ſe il martirio del beato Simone da Trento.Non fu per altro di vena molto felice. Po-che e cattive ſue rime ſi veggono ſtampatein brutto carattere ſenz anno nè luogo, mai codice 428 molti Sonetti di lui contiene,tra' quali ve n' ha d' aſſai migliori. Co-mincia:
Or e a ſacra eſſgie di colo, 85Che tien chinſo il mio cuor fra mille chiavi?Ove ſon' ora quegli occhi ſoavi,
Ch preſtavam la luce à gli occhi miei?Verona bella, tu ſapor lo dei&c.
Io vidi gia in un manuſeritto del Magliabec-chi il ſuo teſtamento in verſi volgari: eſſercos dettato il proemio ſolamentè ſcrive ilPozo negli Elogi. Soſtituiſce in eſſo, man-cando i ſuoi di Verona, Nicolò Summori-pa Signor di Paro, e Corſino Duca d' An-dro, quali doveano diſcendere da quel Gui-dotto Summoriva, che nel ſecolo del 1200paſſato in Levante venne in grande ſtato,e laſciò il figliuolo Conte della Ceffalonia.Franceſco Nurſio l' anno 14 72 eſſendo d-
anni dieciotto, e trovandoſi in Ravenna,
manddò ad Aurelio Schioppi nobile Vero-neſe un Poemetto fpirituale in terza rima
per eſſerſi riavuto da una malattia. Co-
mincia:
Era por febre ardynte al varco crtremo.Finiſce: Abendo 4 ricorcar' altri ſentiori.Lin telto a penna preſſo il Sig. Conte EmilioEmilj Cavalier di Malta. Leſſi gia pari-
pieno di Poeſie volgari del.Pico Mirandolano, e d- 3 5 557 1 255 155i Timidbi Veronenſis Regi. Ss g Vs,5 1 2 monbttę Lſpuccig Flboren-ring ad illuſirſimum ene eDieci carte di terzetti, il primo de quali:Unoror del Cielo, e Rs dlgli emiſperi,Che tempo guidi con mirabil arte,C Auriga e domator dolli penſiori.finiſce: Che ſo ben, cb: io non ſon fegliuol di70. 5 fEranvi ancora altri componimenti, eun dialogo burleſco in terza rima conK 2 mol.
Storia del regno di Napoli, ſtampata in
mente preſſo il Sig. Magliabecchi in codice