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molte parole Veroneſi. Matteo Boſſo inepiſtola: enumerandus enim ius N urſius mihividletur in ſuavitates bumanas, et quas paritzn terris natura dplicias. Gerolamo Avanzoin lettera, ch'& con le ſue Emendazioni 5lo chiama Fenice Veroneſe. L' Azion Pan-tea d' altr' opera ſua fa cenno:
Nurſius et phorans Dapbneia funcra,
rythhmo
Bilbilso alludtens.Gioan Tacuino nella dedica di Lattanzioal Cardinal Cornaro nel 1502, cosi gli dice:MNMuiſtus alls Verononſis Posta elegantiſſimus, quiclarus virtutæ multivaga et morss hominummultorum novit, et urles, in ędibus voſtrisiamdii conſenuit.
Accio Zucco traduſſe in altrettanti So.netti le favole d Eſopo, precedendo ſem-pre epigramma Latino, e ſuſſeguendo lamoralità in altro Sonetto. Stampa di Ve-rona del 1479 con figure, e con queſto ti.
tolo Acci: Zuchi Summacumpaneg V eronenſi. f
in Aeſopi falulas inter pretal io por nyihmos. IIteſto a penna Saibante 388 vagamente fi-gurato ha queſt' opera con aſſai varietà.Finiſce:
Chi del pronome mio ſaper ſi lagna,
Riſpondi el Zucco da Summacampagna.
Nella libreria de Marcheſi Pindemonti ſi
conſer va à penna un' opera compoſta in ot-tava rima, con titolo di Croniche di Vero-na, ma l' autore non fu Veroneſe: dice nelfine aver terminata la ſua fatica nel 1477,e chiamarſi
Franceſco Corna fabro d Soncino.
FRA GIOCON PDO
D Giovanni Giocondo, Critico eccel-lente, tanta ſtima ebbe Giulio Ce-ſare Scaligero, che lo chiamdò vecchia e nuo-
v Biblioteces di tutte le huons diſciplinb, e nel-le Satire lo chiamdò Fenice, e di non minorgiudicio, che ingegno. Veſti I' abito Do-menicano, come il Panvinio atteſta, chene fu poco lontano di tempo: cos il Ro-vetta, il Razzi, e gli altri, che degb'illu-ſtri Domenicani trattano. Gli Scaligeri lodiſſero Franceſcano, il che tirò alcun altroin errore, ma non il Vaddingo, che di luinon fece motto. Il vederlo nominato duevolte dal Budeo col ſolo aggiunto di Sacer-dote fece ſoſpettare ad alcuni autor! Do-menicani, che il dover lui, per eſſer chia-mato a Parigi, e in altre Corti, abitar fuo-ri del chioſtro, ęli faceſſe con permiſſionde Superiori depor l abito regolarè per qual-che tempo.
Fu amiciſſimo di Lorenzo de Medici, cui
quella dedicò delle ſue fatiche, che non mi-nor lode merita certamente dell' altre, cioèla compilazione dell' antiche Iſcrizioni, chei poſe inſieme con pid ſcelta, e con pidgufto degli altri primi. Vien citata la ſuaraccolta pid volte dal Sigonio nell' Emen-dazioni, dal Panvinio ne Faſti, e dal Gru-tero, e dagli altri. Se ne valſe il Polizianonelle Miſcellanee, ed antepoſe Giocondo intale ſtudio a gli altri tutti: 27 Collectantisautem qu nußpirrims ad Laurentium Modi.Cen Jocundlii, miſit 5 vin un, 5 oHinor 3 titulo-rum, monimontorumqdise dotorum ſupra mort a.er ceteros non diligentiſſimus ſolum, ſed etiamſius controvorſia poritiſſims Ge. Io tengo framiei Mſs con ambizione la ſua raccolta dicarta pecora in ottavo. Le Iſerizioni ſo-no in carattere ordinario, e non maiuſco-lo, ma in maiuſcolo ſon le Greche. Al-quante ve n ha, alle quali dottamente pre-mette di non crederle antiche. PrecedeEpiſtola: Frater Joannes Iucundus Voronen.i Laurontio Medicos Sal. pl. D. Priſca urbisRomę faciss Laurenti optimę&c. Separa nelfine quelle, che non traſcriſſe egli ſteſſo dai marmi, ma da altri ebbe, e al Medicipur preſentandole, nuova Epiſtola premet-te, in cui aſſeriſce d' aver paſſata in tal di-letto e fatica quaſi tutta la ſua eta. Nonlaſcerd di far noto, come altro eſemplare
di queſta raccolta ho veduto in Firenze
nella ſcelta libreria del Sig. Cavalier Mar-mi, ſimiliſſimo al mio in ogni parte, e conle ſteſſe Epiſtole, ma dirette qomiuo Ludo.died de Agnellis Mantuano, ditini muneris gra-ria Conſentino Archbiepiſcopo; ſoſtituendo ve.nerands Pontifex, o vensrands Preſul, dov'era prima il nome di Lorenzo, e nel finedella prima il nome di Bartolomeo Sanvi-to a quello d' Aleſſandro Corteſi. CoteſtoPrelato paſsd poi alla ſede di Viterbo, emori nel 1499, come ſi vede nell Ughelli.Forſe il Giocondo dopo la morte di Loren-20 Medici, come di coſa non divulgata,volle farſi merito della ſua fatica con altroSoggetto.
Non meno che Antiquario fu Giocondoeccellente Architetto, per lo che ſi torneràa parlarne nel tomo ſuſſeguente. Fu il pri-mo, che con intelligenza metteſſe mano aemendar Vitruvio, e a render leggibile uncosl difficile autore, tuttochè nell ediziond' Olanda del 1649 nè pur ſi nomini. Lodiede fuori in Venezia nel 1511 in fogliocon figure. II Budeo nelle ſue dotte Anno-tazioni ſopra le Pandette, toccando dellaſomma oſcurità e ſcorrezion di Vitruvio,ſoggiunge: obi vero in e lections contigitPrgcoptorem eximium nanciſci Iucundum ſacer.
dorem, Archie tum tum regium, hominem an.tiqui-