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EPP ONLIBRO QU ART OChe fa memoria dt viſſuti nel ſecolo del 1500.
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S 9 NIam giunti a quell' età fe-
lice, quando riſorto in
Italia lo ſpirito dell' anti-
pid lodevoli, tutte le fa-coltà più nobili, tutte Par.— ti pi pregiate vi fiorirono
incosl alto grado, che ſperabil non ſembra,di poter mai con le forze dell' umano ingegnopaſſar pid oltra, e non par poſſibile in ognimodo, a maggior perfezione, e ad operepin ammirabili di pervenire. In quel tem-po fu, che ſi ſcriſſe Latino in proſa e inverſo col ſapore del ſecol d Auguſto; chein noſtra lingua quegl' Iſtorici, e que Poe-ti dieder fuori, quali hanno di poco da in-vidiar gli Antichi; che quegli Architetti,que: Pittori, quegli Scultori ſi videro, auali non ſarà forſe mai nel girar de' ſecolichi paſſi innanzi. F u in que tempi, quan-do ad ogni ſtudio pid grave ſi cominciò va-loroſamente a por mano; quando nella ſa.na erudizione, ch quanto dire nel ſapervero, ſi penetrò molto a dentro, e 7 an-dar pid avanti ſi ſpianarono à tutti de ſtra-de; quando ſi preſe a raccoglier con ambi.zione, e a conſiderar dottamente Medaglie,e Lapide, con altre ſuperbe ſpoglie, e Pre.zioſe reliquie dell' Antichità. Ma chea tuttequeſte belle impreſe contribul qualche coſaanche la Città noſtra, e che nella onorataſchiera di coloro, i quali reſero memorabilper ſempre quell' aureo ſecolo, non pochi
ca Grecia, tutti gli ſtudj
Veroneſi molto coſpicui furono, e primi
luoghi con ſomma gloria occuparono, lacontinuazion di queſt Opera verrà moſtran-do, come ſpero, diſtinta mente.
Nella libreria de PP. Benedettini di 8.Giorgio in Venezia il teſto a penna, che ſi ſe-gha nell' Indice col numero 346, ha una lun-ga, e non inerudita epiſtola di BenedettoMaffei, che ſi dice maioris Pręſidentig Albre.viator Apoſtolicus. Ei ſcritta da Roma l'anno1482 4 Glannicola Faella, in ringraziamen-to do altra, che precede, e cui queſto nobilGiuriſconſulto, molto lodato in lettera diLodovico Cendrata, e del quale ſi ha anco-ra alle ſtampe un' Orazionè in nome publi-co al Doge Nicolò Marcello, avea direttaa Gerolamo Riario Signor d' Imola in com-mendazion de' Maffei. L' una e] altra furpoi tradotte in volgare, e date fuori l' an-no 1594 co torchi del Diſcepolo. QueſtoBenedetto fu quello, che abbandonando lapatria, traſportò un ramo della famiglia a
Roma: mi è perdò forza di ſoddisfar qui
alla curioſità di molti, con varie notizieall' Iſtoria letteraria molto importanti; ecome je pid di queſte ſpettano al decimo-ſeſto ſecolo, cosi in queſto ſi ꝭ fatta men-zione anche di Benedetto.
Di queſta troppo diramata gente quat-tro, o cinque branche trovaſi, ch erano aVerona in eſſere nel ſecolo del 1300. Capodell' una di eſſe era Maffeo, ſette figliuolidel quale, per ovviare il pericolo dell eſtin-
zion
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