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zion della Caſa, ſi ammogliaron tutti, efondarono altrettante diſcendenze. Uno diqueſti fu Daniele„da cui venne Rolandinopadre ſopranominato Benedetto; il qua-le eſſere ſtato nipote di Celſo da noi a ſuoluogoriferito, ſi ricava dall epiſtola di que-della ſua Diſſuaſoria. Si trasferl Benedettoinlieme con due fratelli a Roma. O egliſteſſo, o il fratello Agoſtino fu Segretariodi Paolo II. Che nel 1476 foſſero eſſi quiviglà aſſai conſiderati, ricavo da una Cronicaa2 penna del Monaſtero d- Aveſa, in cui ſiha, come nel detto anno Geronima Maffeaottenne l Abatiſſato in perpetuo da Siſtoquarto col mezo de' Canonici Gerolamo,et Angelo, e dhe conſangiunoi in Corte di Ro-ma molto fortunats. Nel codice 1302 ſi ve-de copia della Bolla d' Innocenzo ottavo,con cui a iſtanza di Gerolamo Maffei Ca-nonico, e Rettore di S. Lorenzo, concedela particolar Indulgenza, che ancor con-tinua in quella Chieſa: diceſi in eſſa comeil detto Gerolamo era fratello AnpoteAlec forum filiorum„ magiſtrorum Aloiſi:, etAuguſtini de Mlaſfeis, larterarum Apoſtolica-zam Feriprorum, et familiarium noſtrorum.Benedetto preſe a Roma per moglie Catte-rina Conti. Felice Contelori nefla Genea.logia di quella Caſa: Catharina de Comiti.bus uon Bonedibti de Maffeis de Verona mitdomum dis 22 Fobruarii an. 1473. Siccomequeſto fu, cosi d' inſigne ſplendore furonPoi anche gli altri parentadi ſucceſſivamen-te. Copiai già, come ſta e giace, la ſuaiſcrizion ſepolerale, che tuttavia ſuſſiſtenella Chieſa della Minerva all' altare di S.Filippo Neri.
Bengdic lo clara familia Patriciorum Vero-nenſium Mafasa genito Apoſtolic. literis maio.7. Pracſ. dic tand. virtutis ego ah XH IIIIPont. Max. XII viro creato. Oli vixit an.LXV m. XII d. XVIII. Acbiller patri opt u.mo. Doreſſit an. ſal. NCC CCLXXXXIIII.
V aggiunto, forſe in contraſegno dellaſua letteratura, un motto in Greco, preſoda epigramma di Luciano, il cui ſentimen-to preſe Luciano da Iſocrate ſignifica, chei godgba le ſus facoltd, comme qulgli, che do-
b. Morte, e coms avbſſe dovuto viverb, le rieharmiawa.
Agoſtino fratello di Benedetto& nomina-to da Benedetto ſteſſo nella ſopraccennatalettera publicata dal Diſcepolo. Queſtiſtando a Roma fu Arciprete del la Congre-gazione del Clero intrinſeco di Verona nel1477, quand eran perpetui II Torreſaninel M267. imnperrato Romęg Archiprorlyreratus
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ö ſaravit per procuratorem, et conſtituit Vicariumam. Donatum die Maſfoin: rinunziò poi aGerolamo Canonico ſopranominato. Deequeſti ancora tra gli Scrittori Veroneſi averluogo per un' elegante epiſtola, ſtampatatra quelle del Poliziano, in propoſito dellaverſion d. Erodiano: ma dee con maggiorragione ayerlo tra i principali promotori, eProtettori delle lettere, e de. Letterati; equel che ſingolarmente merita oggimai d-eller fatto noto, coſtui fu il primo, che agli ſtudj porgeſſe ajuto col raccogliere anti-
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chità erudite, e formar Muſeo. II Cardi.
nal Noris nell Epiſtola Conſolare accordðtal lode ad Angelo Colocci: qui oimniummn pri-mus, ſuporiori ſcculo erudlita cimelia collagit:ma di molto avanti il Colocci, che ſottoClemente VII i ſuoi famoſi orti a ornarpreſe, aveva a cid poſto mano Agoſtino,di mſs, di ſtatue, di medaglie, e d' ogni ge.nere di monumenti facendo incetta. Però ilPanvinio, parlando d' Achille Maffei nell'Appendice a Faſti Romani chiamd la ſuaBiblioteca di mſs autica, ed avita. DomizioCalderini nel comento ſopra le Selve di Sta-2ĩo, ſtampato in Breſcia nel 1476, e da luidedicato àa queſto Soggetto, di cui tocca laricchezza, e la luminoſa vita paſſata ne-grand affari, giunto ad interpretare i verſidel libro quarto ſopra una ſtatua d' Erco-
le, cos parla. Hęc Silva tota tua eſt, Au.
gſtine, continet enim laudm imaginis antisug,et ſgnorum, ꝓquorum ru. ſtudligſſiſimus er, glo-ram ontollit. Il Poliziano cosi gli ſcriſſe.Accepiſit m Rog ſuuperioni ęflare domi tug,mihiqus porbemigns libros vorerss, aliaqus mo-nimenta, quibus tus ablndas, ipſe delec kor, o-fendiſi: poco dopo: omnes te doc ti colunt,hominem doctum, abe tiſaus faventm.t homo tantg dignitatis, tantg au toritati, etgratig... ſtiam Crammaticum veluſtum, nocadhuc pervulgatum, quem commodlari tantumvolebam, dono dediſii. Un edizione io ten-20, ignota finora per quant io credo, del1490 in Roma dell' epiſtole di Cicerone aBruto, al fratello Quinto, e ad Attico,emendata da Bartolomeo Saliceto, daLodovico Regio per commiſſion d dno, con I' aiuto d- 5 1127 1 111 cel.dic d indegno di 1a 72 190 88 nella ſua Ho vile. 516, Nella lettera, che nel fine, cosi gli
parlano. Nou i prgteris, unico ac ſtudioſiſi.
ue Romanarum rerum illiſir cso, ef vindtr,Aucuſtins, Juul tit Pf laboris, alqub in-
guſtrig fuferors anno mpendof im„ ut mon-ahllſimum, ruin, coclicom piſtolarum ad T. P.Alticum, quem pro marimis tuis erga nos, etzanumerabililus bonbficiis, tuo tamen iuſſu, re-gognoſcendum ſuſcepsramus, tibi Acouitatiſſime
cafti
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