143
caſtigatum, omniqus e parte dntegrum redde.remus. Cumqus pręterbæ intelligores Has di-vnνμ·) M. T. C. Epiſtolas„ lamdiu nogligonterzn tanta librorum ommnium ubertate ſuppreſſas,ab omnibus literarum culforibus avid ſime effla.gitari, non es paſſus diutius in hoc diſiderio eraſliſima cupidirate laborars ſtuclioſor. Itaqusſal tuo archerypo noſtra cura recognito cirditenoc kingenta volumina Romani bibliopols ro libentoe cohortante imprime nda curarunt; ut tua pb.ellliarit ulla liloralitas, qua omnes RomanęAcademig claros viros, et ingonia ſtudioſorumcum ſummæ laude quotidis foves, et ambleb te-rin, apud ceteros quoqus bonarum litorarumſel tatoren magis ac magit inclareſcerot. Quiviancora il ſeguente epigramma ſi vede.
Auguſtino Maphęso Homponius Lat us.
Quędus erat altiloqui Cicoronim EpiſtolaBrutoMiſſa, aut ad Quinton, Attico ſtos tibi,Fraud, vel gtatis ditio, corrupta iacebat,Virque una poterat parte reſumptæ lig.Provicdlit poſpuam Latig cuſtodlia lingußs,Volvondum tanto uindico ſurgit opus.Vivent, Auguſtins, tui tituliquè, laroſque,i facis aronti mortè carors Titos.Ecce tibi delent Vetoros, debemus et ipſi,Sccula quiq us foret poſteriora, nepos.L iſteſſo Pomponio. Leto, chiamò Agoſti-0 per conto delle ſue inſigni raccolte Te-„oro delle coſo Romans, nel dedicargli la ſuaedizion di Salluſtio: Augiſtiuo Maſco rerumRomanarum IT heſauro. Dice nell' Epiſtola:Noſſi enim: ſum vol unus& tuis domeſticis, quiro tua ingtnita liboralitare er officio erg lite.ratoſ tuis facultatibus gqus ac mbis uton. Pie.110 Valeriano nella dedica ad Achille Maf-fei del libro x5 de' Geroglifici tocca lo ſtu-
dio, e cura dell' antichità e chiariſſimo av
ſuo, che Segretario di Paolo II tutto il tem-po, che a' publici negozj rubar potea, aciò conſecrava: proavo, cioè bi ſavo, doveaegli dire, ſe inteſe di Benedetto, e fratel-o del biſavo, ſe d' Agoſtino. Chiudere-mo coll' iſcrizion ſepolerale, che ſi vedealla Minerva preſlo quella 4 Benedetto 5Auguſtinus Mafacus Pluusibari, Fiſci II. I.aliſque honoribus cgrigis fac ful, honarum 1trerarum cuſtos 5 755 quo fortunis A 00%. Deyrun, heic ſitus eſt. Vir. ann. LX V. AA. V. D.XXV.
Continud la diſcendenza à renderſi bene.merita delle buone lettere, talchè alquan.ti de- ſuoi nomi trovanſi ricordati moltoſpeſſo ne pid dotti libri del 1 500. Da Be.nedetto adunque venne Achille; da queſtoGerolamo; e da Gerolamo vennero Mario,Achille Canonico di S. Pietro, Bernardino
DE GLI SCRITTORIVERONESI
144
fatto Cardinale da Paolo terro, e Marc'Antonio, che fu Datario(onde rimane l.arme ſu la Dataria tuttora) e Nunzio in
Polonia, creato poi Cardinale da Pio quin-
to. Da Mario venner Bernardino, ed Ago-ſtino, che ſi diviſero accaſandoſi; Gerola-ma di ſingolar letteratura, giovinetto.cora fatto Prefetto de. Brevi; ed Oraziolatto Cardinale da Paolo quinto. Si& final-mente eſtinto bun ramo, e I altro, aven-do Ottavio, che fu h ultimo dell' un di eſ-ſi, e ch' ebbe il fratello Aſcanio Arciveſ-cov d' Urbino, chiamato da Verona unerede, qual ſorte toccò ad Agoſtino figliuo-lo del Conte Marc Antonio. Li due fra-telli Cardinali furon ſepolti alla Minerva,e ſi veggono i lor titoli ſepolcrali nell' iſteſ-ſa Cappella, che conſer va quelli del primoAgoſtino, e di Benedetto. Ma perchè h und' eſſi, cioè Bernardino, ſi dee ripor traFerittori, di lui alcuna coſa diremo in par-ticolare. Nè laſceremo d' avvertire, comeDonato Calvi nell amena ſua LetterariaScona, ſu la quale fece comparir come ſuopatriotto Galeno, ripoſe, ad eſempio d'Achille Muzio, come originato da Berga-mo il noſtro Bernardino. Dal che moſſi,Bergamaſco aſſolutamente il diſſero PaoloFrehero nel Theatrum eruditorum, GiorgioKenigio nella Bihliotecha vtus et nova, ilrecente Storico dell' Univerſità di Padova,e pid altri; anzi ſeriſſe l' Ughelli ancora,non ſaper ſe il padre ſuo foſſe oriundo daVerona, o da Bergamo, o da Volterra.Nacque Bernardino di Gerolamo, e d'Antonia Mattei l' anno 1514. Venne a ſtu-diare in Padova, il che ſi ha dalla dedica-toria del libro 14 di Pierio Valeriano. Co-
e privilegiato del benefizio di Zevio: paſ-80 28 ad eſſer Segretario del Cardinal Far-neſe nipote di Paolo terzo. Fu Capo inſie-me con Marcello Cervini dell' Accademiad' Architettura, come ſi ha da IgnazioDanti nella vita del Barozzi. Franceſcodella Torre in lettera publicata in varie rac-colte, raccomandandogli Camillo Campa-gna Capitano de: Caval leggeri del Papa,credo, dice, che abliats conoſconga di lui,come quello che tracndo I' or gint di qua, fi pubdire, che flats mes Veroneſe. Promoſſo alCardinalato nel 1547, il Conſiglio dellaCittà fece il ſeguente decreto, che ſi vedenegli Atti publiei, volume FF. pag. 102.Bernardino Alaſfeio Civi Veronenſi Cardinali
blocto publicg cogratillationis liter ſeribantun.
Mor! in freſca età nel 1553. L' Oldoino por-ta il ſuo epitaffio, che è tuttavia alla Mi-nerva. Oralore, Norico, ed Autiguario chia-mollo Annibal Caro in una lettera. Paolo
Manu-
Jon. 3. P.727.
me Veroneſe fu fatto Canonico di Verona,