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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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157-158
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tom. 2.b. 930.

157 EIBROOGC UART O. 158

Nella Ducale 1529, con cui fu eletto Go-vernator Generale dell' armi, ſi chiamaGQlano Maria a. Cn ˙ο Fulgoſio 8 Ceſare dell'iſteſſa famiglia acquiſtò nell: armi moltogrido. II Bandello nel Canto quarto recitale ſue impreſe:Car one ancor ſu] Adige pis volteDel langue de nomici il fiumè tinſe.Imparò ja milizia da fanciullo ſotto l: Al.viano. Preſe Genova in favor della parteFranzeſe, cui fu ſempre dedito. Coſtan-Za Rangona ſua moglie gli partor] in Vero.na il ſuo primogenito, e per la naſcita dilui abbiamo un epigramma del Fracaſto-ro, e tre capitoli del Bandello intitolati letre Parche. Dice nel primo;—2 Adige chiaro cor ſo, in ogni locoRiveſt: Flora i colli,& le campagne,E Garda cominciò far nuovo gioco.Servl a queſti Signori il ſudetto Bandello,che pero ne: Proemj delle ſue Novelle,ſtampate in Lucca nel 1554, molto parladi Verona, e di Veroneſi; il che non ap-pariſce nella riſtampa fattane in Venezianel 1566, eſſendone ſtati tronchi i Proemitutti, ch' erano il meglio. Una quarta Par-te ne fu anche impreſſa in Lion. Il nome diqueſto Poeta, che nellꝰ opere non usd mai, fuMatteo, come s' impara da certo Sonetto,di cui altrove farem menzione. Ora, che alliſteſſa Caſa foſſe accetto, ed uſo in eſſa dipraticare il noſtro Scaligero, o ſia Bordoni,ricavo dal Proemio della Novella 29 nellaParte terza; perchè vi ſi fa menzione didiſpute, avute da lui col Maeſtro del Sig.Ettor Fregoſo alla preſenza della SignoraCoſtanza. Queſto Ettore fu nominato dalRe di Francia al Veſcovado di Agen, co-me nel Proemio della Novella 63 della Par-te iſteſſa. S egli ſia il medeſi mo di cui vienriferito l' epitaffio da i Sanmartani nellaGallia Criſtiana col nome di Giano, 21ache potè chiamarſi Giano Ettore, come altride' ſuoi Giano Franco, Giano Antonio&c.o pur ſe due Veſcovi aveſſe quella Città dital famiglia laſeerò ch' altri eſamini. Maquel Fregoſo, che conduſſe in Agen Federi-co Ceruti, altro Letterato Veroneſe, allorgiovinetto, e il Bandello ſteſſo, vi avrà cer-tamente condotto anche Giulio, che doveaeſſere in Verona ſuo Medico. Però di lui epi-grammi veggonſi a queſto Veſcovo, ed aJeſar Fregoſo, e a Coſtanza. Gli undiciCant i in ottava rima(che ſono in lode diLucrezia Gonzaga) ei Capitoli del Ban-dello piu volte qui da noi ricordati ſarannoda pochi ſtati veduti, eſſendo per la ſom-ma rarità quaſi ignoti; il che naſce dal luo-go ove furono impreſſi, quale in queſto mo-do notaſi in fin del libro. Si ſtampavano

in Guienna nc la Citid di Agen por AntonioRoboglio del 154 5. A me gli ha fatti vederetra libri ſuoi il mio Sig. D. Gerolamo Bal.lerini, al ſingolar talento, e felicità di me-moria del quale rare notizie non mancano.D' un zio di eſſo Bandello, che fu da Ni-caſtro in Calabria, aſſai ragiona LeandroAlberti negli Uomini Illuſtri Domenicani.E notabile ciò ch; io trovo nell Elogio diGiulio ſeritto dal Pola; cioè ch egli pren-dea piacere in Agen di ragionare col noſtroCeruti; il quale ſi ſtava in Corte del Veſ-

covo Fregoſo, nel materno linguaggio Ve-

roneſe pid popolare; il che raecontò lo ſteſ-

ſo Ceruti al Pola, ch' era ſuo zio. Audliviequidem de Federico Ceruto, cui cum Sca-ligero non levis familiaritas Ageni intercsſait, illum ſepiſſims priſcum ct inconditun Ve-ronenſis populi ſermonem anim et patrig er-go aucupari conſue viſſt. üNon ſi pud affatto preſeindere dalla pre-teſa diſcendenza di queſto valentuomo, edalle novelle, che fin' oggi giorno per talconto di ſogui empion le carte, Se Giuſeppeſuo figliuolo ſi foſſe contentato, come ilpadre ſuo, di aſſerirſi diſceſo dalla famigliaScaligera, d' antica e nobil cittadinanza inVerona, e che di queſta, e di molt' altreCittà per aſſai tempo ebbe dominio, nonſarebbe da prenderſene cura alcuna; maegli in due libri, uno con nome d' Epiſto-la de ſplendore gentis ſus, I' altro di Confu-tatio Fabulgs Burdonum, tanti pazzi rac-conti poſe inſieme, e fingendo guerre, chenon furon mai, inventando fatti, che ripu-gnan co tempi, adulterando le genealogiede' Principi, trasformando le coſe avvenu-te, tanto guaſtò, e corruppe anche fuordel ſuo intereſſe l' Iſtoria, che per veritànon gli ſi può perdonare una vanità cos! alpublico pernizioſa. Nè però prenderem noia confutar quelle favole, che da molti, epienamente ne' due volumi, intitolati Sca-liger Hypobolimęus, e Amphotides Scioppiang,furon già deriſe; ma qualehe punto tocche-remo ſolamente al fatto noſtro pi appar-tenente. Narra dunque Giuſeppe, che ſuopadre nacque in Riva, ęroſſo Caſtello, ch-é ſu l' ultima eſtremità del noſtro lagoMa il Pola lo dice dalla Ferrara, ed 275nelle patenti dell' anne 1528 0 82.f ja, trovate dal Ba-naturalizato in Francia, 1 10luzio, e publicate dal Bae Ginario Storico, 11 fece enunzlare Pd, 241 55 di Bordoms, Dottor diCeſare dalla Scala 4 775% 45Modieina, nativo della Citi di Verona.Afferma nell iſteſſo tempo 5 8 15 cheRiva era allora poſſeduta da Bene etto ſuoavo, e che eſſendovi nato Giulio Ceſare,ed altro fratello, e trattandoſi di rimetter-

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