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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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161 IBN CUDA. i 162

dimorava, niun modo avea più agevole dellodarne, e del profeſsarne la religione.Soriſse il noſtro Autore Eſercitazioni Fi-loſofiche contra il Cardano Sopra il librod Ippocrate de Sogni. Comento ſopra al-cuni libri di Teofraſto„e ſopra i due libridelle Piante attribuiti ad Ariſtotele. Libri8 55 delle cauſe della lingua Latina; del.8 qual opera ben' a ragione commendatacos! parla nella Prefazione alle Origini Ot-tavio Ferrari. Primus rocentiorum in LatinaLingua 40 ihpſio fonrißus repotondaæ nugari deſiitIulius Scaler, ſacrum literis omnibus no-nen, niſi ingenio nimis indulſiſur. Scriſse inoltre ſette libri dell' arte Poetica, e groſsovolume di Poeſie, nel quale però non ſi ve-de il Poema mentovato dal Giraldi, e in-titolato Ehyſius, in eui deſcriſse un luogo didelizie, che avea il Duca di Ferrara in Iſoladel Po, e in cui rappreſento quaſi tutta laSenealogia degli Eſtenſi. D- epiſtole, ed Ora-Zioni inſieme con le prefazioni de' ſuoi li-bri ſi ha una raccolta Hanovig 1 60 3. nellaquale ancora è un ſuo Sonetto per la mor-te del Fracaſtoro. Quivi pure fu dato fuo-ri un florilegio dalle opere ſue con titolo dElecta Scallgerea. Lorenzo Craſso nell' Iſto.ria de Poeti Greci tra quei Io annovera,che in Greca lingua poetarono. Poſson ve-derſi i titoli di pid altre opere, o perduteo rimaſe inedite, in frontè alla raccolta de-ſuoi poetici componimenti. Il Bandello nelCanto quinto parla del giardino, che inAgen ſi avea fatto, e cosi conchiude il ſuoelogio:

Deh porcbò Italia mia privatæ ſoi

D' uomo n dotto, chiaro,& glorioſo?

Piũ di un et, e forſe quattro s ſei

Vodrai finir, prima che n famoſo

Shirto dal Ciol i infondan gli alti Dei,

Ch ſenda par, ſo il vero dire i oſo:

Tu li Hai pur dato ad mondo,& ancor no-Arito,

Bench' cęli ſtangi in altro clima,& ſito.

Laſciò erede della ſua gloria il figliuol Giu-ſeppe, tanto celebre nella letteraria Re-publica: ma queſto benchè di padre Vero-neſe, eſce della noſtra giuriſdizione, pereſser nato in Agen.

Non dee tacerſi, come tal cognome nonda queſti due Letterati ſolamente, ma dapiu altri Scrittori fu mirabilmente uſurpato,e manomeſso. Dꝰ uno Scipione Scaligero,che sè veramente Scaligero e profeſsava glialtri impoſtori, alcuni Diſcorſi politici uſei-rono, dell' autor de' quali ſi riſe Giuſep-pe nella Confurasione. D' un Paolo dellaScala, o Scalichio, Unghero di nazione,

piu volumi ſi hanno, quali ſarebbe inutilerecitar qui. Pauli principis de la Scala etHunſe Marchionis Verong Gc. Tomus primusMiſcellancorum Gc. Al favorè di queſti tito-lis inſinud coſtui nella Corte di Bramdem-burgo, e vi conſegul ufizj grandi, ma nefu poi con vergogna ſcacciato. AlbertoTruchſio moſtrò con autentiche ſeritture,comꝰ era figliuolo d un Contadino. Contutto cid mirabili volumi ſi videro per ſuadifela in Tedeſeo, e in Latino. HeſponſaæJuriſconſulrorum di origins, gente, ac nominePauli Scaligori. Annales Scaligerorum b.rillo in Latinum convorſi. GW.

PAOLO EMILII

Ueſto valentuomo fece una gran partedella ſua vita in Francia, e mori J

ant 1529 in Parigi, dov' era ſtato chia-mato dal Re Luigi duodecimo, e dov' eraſtato proveduto d' un Canonicato nella Cat-tedrale, in cui fu anche ſepolto. Scriſſe laStoria di quella Monarchia dall' origine all-anno quinto di Carlo ottavo in dieci libri,ultimo de' quali rimaſe imperfetto, mada Daniel Zavariſe ſuo congiunto ſupplitorimaſe, e terminato. Di queſt' opera diceeditor Franzeſe nella Lettera premeſſa inParigi alla ſtampa dopo ſua morte nel 1549eſeguita, come non avendoſi prima di cosilluſtre nazione che rozi annali, e mala-mente per ogni conto eſſendo riuſciti colo-ro, che ſi eran poſti al tentativo di ſcriver-ne Iſtoria in Latino, Paolo Emilii alla finenon ſolamente ſi era laſciato addietro i re-centi, ma per eloquenza, per fede, e perordine molti avea ſuperato degli Storiciantichi, e in alcune parti avanzava TitoLivio. Fu lodato ſingolarmente da Lodovi-co Vives, e da Eraſmo con queſte parole:Pauli Emilii et roconditam cruditionom, et di-UÜgentiam, et virę ſanò titatom, et ſummamin Hilloria fidem croſculor. Giuſto Lipſio cosne ſcriſſe: Ladhoicus XII decus Bos Italigabſtulit, et vindicavit ſibi: Ille, u in 44cam, pon unus inter nous 9214 75 Ae 2Hiſftorig viam viclit. Claudio Ver 1 o tac-9„ otivo, onde doveaciò di malignità per mon?.lodarlo di 1 cioè per pal-lato in 1 1549 la ſua Storia fuaN in Venelia recata dalla laliga In4 volgare, ma 11 traduttore cel l ſuonoine. Afferma il Mireo nel Aggiunta agli Scrittori Eccleſiaſtici, che di queſt' Au-tore altro libro non divulgato avea preſſodi ſe il Quercetano De rebus à recuntiors

Fran-

olio venuto dal Cielo per

i Cicer.

ad cap. g.Polit.