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163 DE GLI SCRITTORI VERONEsSI 164
Francia goſtis. In fatti citaſi tal' opera an-che dal P. Labbe nella ſua Biblioteca dimanuſcritti. i
MATTEO GIBERT!I
Acque di Franceſco Giberti Genoveſe
in Palermo, e giovinetto nella lette-rata Corte di Leon X grandemente ſi di-ſtinſe. Clemente VII incomincidò il ſuo Pon-tificato dal farlo Datario: cos! Biagio Or-tizio nell Iinerario di Adriano V, edito dalBaluzio. Primitig Ponticatus fuit crbatioDatarii loannis Matthgi, qui et ſi iuvenis, pru.Aentia tamen ſenox, clariſqus virtutibus pollb-bat. L' anno ſeguente lo cred Veſcovo diVerona. Pietro Bembo nè' verſi intitolatiBenacus ne dinota la giovanile età:
Adveniſſe diem, quo formoſlſima terrg
Auſonig, Vorona, ſacris templiſgus re.gendis
Demißum Cęlo, et maguis vintutibus auc tum
Acciporat Iuvonem.
e pure era già ſtato Nunzio alli Re di Fran-cia, e di Spagna per gravi affari, come dai verſi ſteſſi appariſce. Fu richiamato a Ro-ma dall' iſteſſo Pontefice, commeſſa fra-tanto' amminiſtrazion del Veſcovado aPietro Caraffa, che fu poi Paolo IV. Ri-tornò a Verona per attendere al ſuo mini-ſtero in tempo di Paolo terzo, che gli ag-giunſe la dignità di Legato Apoſtolico, eche ſe ben lontano in tutti gl' intereſſi gra-vi, ed appartenenti al Pontificato, lo con-ſultd ſempre, come atteſta il Fumani nellOrazion funerale. Di queſto gran Prelatoveggaſi tra moltꝭ altri il Corte; e veggaſiPier Franceſco Zini nel libro intitolato Bo-ui Paſtoris enemplum. Ven. 1573.
II libro delle ſue Coſtituzioni in qual cre-dito ſiaſi avuto ſempre, riluce a baſtanzadalle parole del Cardinal Valiero premeſſealla riſtampa 1587: 4% tanta pruclentis er-cogitat ſunt, algiic ſcriptg, ut non modoEpiſcopi aliquot cm alis tamquam fonte Conſti-turiones ſuat dbrivarint, verum cn, ſacroſan-um Concilium Tridentinum inter ſua dgcrotaquaſdam er iiſdim Conſtitutionibus fers db ver.ho Ad vorbum tranſtuleris. Dice qui Vi ancoraquel gran Cardinale, ch egli ſi era 1propoſto per eſemplare il Giberti nella ſuaamminiſtrazione. Il Bandello mentovandole viſite, che facea un Veſcovo della ſuaDioceſi, mette in parenteſi: comẽ regolarmen:7 fa il noſtro VLeſcovo di Verona Momſiguon Ci.bert. Più altri libri ſi fecero a ſuo tempoſpettanti alla buona regola, e all' officiatu-
ra Eceleſiaſtica. Veggonſi non poche ſueepiſtole, ſeritte ſpeꝛialmente mentr' eranell: ufizio di Datario, e ſtampate nelleraccolte di quelb età, ſingolarmente in quel-la delle Lettere a: Principi. Una ſe n' haaltresl giocoſa nelle Piacevoli dell' Atanagi.Delle ſue ſi forma tutto il quarto libro de-tredici Illuſtri. Veggonſi ancora le ſue Coſi-tusio ni per le Monache.
ueſto Prelato fu ricchiſſimo, e pienodi ſpiriti grandi, e generoſi in favor de buo-ni ſtudj. Avendo però trovato fiorir qui ſin-golarmente le lettere Greche, volle, che apublico benefiz io ci& intraprendeſſero no-bili, e diſpendioſe edizioni, facendo getta-re i Greci caratteri poco famigliari in queltempo alle ſtamperie. In un mio teſto apenna di Greche epiſtole, dal quale ſeri-vendo contra il Sig. Pfaff traſſi già quella diManuel Margunio, una ve ha a Clementeſettimo, che per pid indizj raccolgo eſſer d-Arſenio Veſcovo di Malvaſia, noto per gli
Scolii ad Euripide, e per la raccolta di ſen-
tenze: in queſta dopo molte lodi de ĩ Mediciriſtauratori delle ſcienze, ſi mette quaſi inparaggio con eſſi per queſto conto il Giberti.To Medi‘ rl xv πννẽ,iœ-Dαονο,bed Ne de rng Uu, p auνν⁰μ,jnj⁊•g, LxclvvngTigers cee rerrog rg O οαον,ỹ/. Ax.oro, ꝙ r d Nen ric, d& N ep re-og, r d, p ˙ꝰονꝗeνον⏑ο I οõ˖e eig rg Seo.e- ad, Z‚pfinreiau, urH»wd nedHD,, vr 25 pls vf, Nr,rebftertnig vabdieU g Ap apaundepitdg duwrdvng pece og. Seglitando lvuſtigia d i Medici, o pis roſto della Santitfra, Giovanni Giberti roverendiſimo Veſco-v0 M, Verona, e tra tutti i Veſcoui ſiberalſi.mo, ſenza pordonars& ſps ſo, ba preſontata arutto il popolo Criſtiano, quaſi menſa di ſpiri.taal convito, Ii iuterpretagionꝰ di Gioan Criſo-ſtomo ſopra] Epiſtole di F. Haolo, opera di gran-Alſima ſtima degna. Teneva egli ancora incaſa copiſti eſperti per traſcriver corretta-mente i codiei Greci, di che fa menzioneil Donato nell Epiſtola premeſſa in Grecoalla bella edizion d' Ecumenio: S roleHis buepëpoig 5 og o core TI gHeprog blxen fle U%% v0 e⁰ονον? f rdlverte, rpë oll.5006, d. Diel poi legſemplare a i ſcri.vani de: libri, quali lo ſiaſſo Ciberti ha in ca-ſa, con grandiſimo ſtipemaio mantenondogli;ſe pur non volle qui intendere come ſoſ-petto, de gli ſtampatori ſteſſi. Cosl della edi-zione del Damaſceno dice il medeſimo Do-nato nella Greca epiſtola che premiſe, aver-la voluta il Giberti, e fatta fare a ſue ſpe-ſe. Oltre alle Greche, prima fu parimentela nobile edizion di Verona nel 1530 d' Eu-timio Zigabeno ſopra i Salmi tradotto daFilippo