ſigliuol Gioan Battiſta, il qual diſpoſe an-
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cora, e preparò l' edizion d' Ariſtotele 7 8quella d' Averroe intrapreſa da i Giunti
Domenico Monteſoro traſportò in Lati-no il bro d Ariſtotele de: racconti mira-bills e il comento di Michele Efeſio ſopraübri del medeſimo degli animali. Bæfleg5559, é quel di Galeno del tremito„e del.la palpitazione. Lo altro pur di Galeno ſopra0 lot 4% go pre ſſo Ippocrate„che il chiariſſimoFabricio dice riſarcito da tre altri„Panvinioafferma, che il fu dal Monteſoro col Grecoteſto, e con l' antica verſione. II Chioccovide ancora di lui ſeritta a mano la verſionde Problemi d' Ariſtotele.
Gerolamo Liorſi traſportò il comento,che Magentino Veſcovo di Metellino traf:ſe da Ammonio ſopra il libro d' Ariſtoteledell interpretazione, o ſia della ſi gnificaziondei nomi. Venot. 1 5 39. Altre ſue opere nomi-na il Chiocco, e il Moſcardo nell Iſtoria.
Paolo Laziſe latinizò tutte le Storie daGiovanni Tzetza compoſte in verſi comu-Di. II Greco, e la verſione ſi ſtamparono inBaſilea nel 1546. Fu pervertito da PietroMartire Vermigli, come ſi ha dal Tuano.Alberto Lini recò in Latino alcune dellevite de' Santi. Pietro Bonalini per detto delChiocco piii coſe traduſſe dal Greco, e feceuna Pratica medica, ma nulla diede fuori.
PIER FRANCESCOa 3
Erita d eſſer tra gli altri diſtinto per
Ia quantità delle verſioni da lui la-vorate, e per avere anche fatto TabulaEręcarum Inſtitutionum ad uſum SominariiVerononſis. Leſſe Filoſofia morale in Pado-va, conſervandoſi a penna I' orazione, concui fece a tal cattedra I' ingreſſo nel 1547.Fu Arciprete di Lonato, compreſo nellanoſtra Dioceſi, nel qual tempo Aldo Ma-nuzio il nipote gli dedicd le ſue ElegangeToſcane; il fu poi di Santo Stefano, e in-ſieme Canonico. Traſportò in gran parte gliſeritti di S. Gregorio Niſſeno, dalla Dedica de quali, ſtampati da Paolo Manualenel 1553, com' anco da quella del Dama-ſceno, appariſce, chꝰ ei ſtette qualche tem-Po col Cardinal Reginaldo Polo: efaltaquivi il Giberti in ſua gioventù conoſciu-to, e di rare virtꝭ 10 comenda, e ſingolar-mente per la retta diſtribuzione de' bene:fl2j, e delle ſue ricchezze, e facoltà. Traſ-portò ancora qualche coſa del Nazianzeno,e di Gregorio Taumaturgo, e il comento diTeodoreto nella Cantica, e tre orazioni diS. Giovan Damaſceno, per le quali dal P.
Lequien nella ſua nobile edizione vien chia-mato vir utriuſquo lingug Lating et Gręcęcallentiſſimus. Conferl la cittadinanza Ro-mana a S. Efrem Siro, molti de' ſuoi ſcrit-ti rendendo in Latino. Vent. 1561. Gerar-do Voſſio nell edizion Latina di queſt: au-tore tacque il nome del Zini, e ne ſtorpiòle verſioni. La conferl nell iſteſſo modo agli Abati Nilo, Marco, ed Eſaia; e adEutimio Zigabeno trasferendo la ſua Pano-plia Dogmatica„di cui fu dedicata da luiI edizion prima al Veſcovo Lippomano, laſeconda del 1575 al Cardinale Marc: An-tonio Maffei. Gli fu oppoſto, che aveſſetralaſciati in eſſa alcuni paſſi contra Ia pro-ceſſione dello Spirito Santo, ma ne fu poiben difeſo da Leone Allacci: del teſto Gre-co della Panoplia, qual credo non edito an-cora, ottimo eſemplare vidi già nella RealBiblioteca di IV rino. Sua parimente è laverſione che abbiamo di Michel Pſello ſo-pra la Cantica: avea cominciato a lavorar-la il P. Andrea Scotto, ma avvenutoſi inquella del Zini, ſuæ potius, dice nel Proe.mio, quam mea deſcribenda curaui e perſpi.cue otenimille multa de ſanctis Patribus La-tina civitatè donavit. Si fecero dal Ziniancora piu traslazioni(ben note prima alLippomano, ed al Surio, poi al Ruinart,ed a' Bollandiſti) d' Atti di Martiri, co-me di Terenzio, di Teodoro, di GiorgioCappadoce, di Saba nell Epiſtola dellaChieſa Gotica, e d' altri, come ancora dimolte delle vite di Metafraſte. Alcune ſuenote in Efiodo tiene un mio teſto a penna.Abbiamo ancora di lui tre Orazioni Lati-ne, e la verſione della vita di Giuſeppeſcritta da Filone Ven. 1564. Si ricava dall-Epiſtola a queſta premeſſa, oom' ei pat!una continua ſerie di perſecuioni, e di tra-vagli. Da queſta Vita il Veſcovo Lippoma-no traſſe il ſuo Ritrarto del perfetto Gentil.uomo; come nella Lettera al uo Clero,premeſſa al perfetto Criſtiano, profeſſa an-cora, eſſerſi valſo d' alcunè oraz ioni di Gregorio Niſſeno traiferitè di Greco in Latinodal vent nabil noſiro Pier Franceſco ini Ar.ciprote di Lonato. Alcune ſue Dedicato-rie, ed altre piccole coſe tralaſcio.
E LODOVICO8 8 G AR OL A
iuolo di Galeotto, di cui fu padre
1 2 1055 fratello della cele-
pre Iſotta. Idi Gerolamo Bagolino in Pa-
dova, e il Pomponazio in Bologna. Con-
dotto a Roma da Guidubaldo Duca d'
Urbino ſu ammirato dal ſommo PonteficeGiulio