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te ſotto di lui. Non da tralaſciare, quant:ei foſſe amante e protettore dell' AccademiaFilarmonica, nella quale gli recitò un' Ora-Zion funebre Franceſeo Pola che ſi ha ſtam-pata nel ſecondo tomo degli Opuſcoli del P.Novarini. Si legge in eſſa, come il dottoCardinale Latine, e Toſeane Diſſertazio-
ul venne più volte a leggere nelle noſtreadunanze
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S T O R 1DI VERONA
Orello Saraina trattò in Latino delleantichità di Verona in quattro Dialo-ghi, che ſi hanno anche tradotti da Orlan-do Peſcetti, e raccolſe le noſtre anticheIſcrizioni: ſtampa del 1 540. Scriſſe in volga-re la Storia degli Scaligeri, la cui prima elegitima edizione fu nel 1541 per AntonioPorteſe. Nella raccolta d- alquanti Scritto-ri delle Coſe Italiche, fatta in Francfort J-anno EO, al Saraina fu dato luogo. Dopomorte nobil memoria gli fu eretta in 8.Fermo maggiore. Giulio Scaligero ſcriſſecos! di lui nelle ſue Poeſie:Acer iudicio, ingenio Torollus amęno,Logibus inſignis, nobilis Hiſtoria.
Laſciando il Panvinio, di cui s'& già par-lato, e una Cronichetta del mſ 322 rac-colta da ſcritti d' Aleinoo Faella, ſcriſſepoi di propoſito l' Iſtoria di Verona Gerola-mo dalla Corte in venti libri, arrivando fi-no al 1560. Queſti vien pid ricercato ditutti, benchè per altro non appagaſſe il ge-nio d' ognuno, ne ſi diſtingua punto dallaturba pid comune degli altri Storici parti-colari di Cittàa. Lodovico Nogarola ne lo-dò qualche parte, ma non ſeppe lodare,guod nebulones quoſdlam ertolleret, qui ue no-minari quidem digni erant, nobiles quoſdamac genoroſos faceret, qui novi hominès eſſent,Malaſpinas, alioſgus eius notę prętermitteret,ac viroß dbl tos taceret Loonardum Nogarolamasi paterni fratrom, Jſortam illius ſororem,Bivilaquam Laciſium, et Nicolaum MaſfeiumLiriſconſultos pręclaros. Cosl in epiſtola alCorte iſteſſo.
Dopo queſto fu Gio: Franceſco Tinto,al quale nuta a mano* opera ancor' ine;dita del Panvinio, cered di prenderne laſoſtanza„ mutando: ordine per celar laminiera, ma nell: iſteſſo tempo imbroglian-do ogni coſa. Intitolòd Noi di Verona,
e diviſe in einque libri. Pid altri furono in
queſto ſecolo, che delle coſe della patriafecero brevi, e poco importanti ſcritture.Conſiderabil ſi reſe Aleſſandro Canobio,
del quale molte operette abbiamo: Compen.dio dell' Iſtoria di Verona, da lui ſcritta, manon publicata, e la tavola dell' iſteſſa datafuori, perchè ſi arguiſſe quante coſe in talopera ſi trattaſſero. Be documenti ei vide,come rica vo anche da i paſſi delle ſue let-tere allo Scioppio, riferiti da queſto nell-Ipobolimeo. Albero della famiglia calige-ra in foglio volante. Iſtoria della Madonnadi Campagna. Trattato delle Accademie.Origine della Famiglia Canoſſa. Vita dellaConteſſa Matilda. Relazione di quanto av-venne in Padova nella Peſte del 1576. ſta-va egli allora in quella Città ſervendo Mon-ſignor' Ormaneti Veroneſe, che m era Veſß-cOoVvO. Tre ragionamenti ſeparati ſopra laregolazione dell' anno, e del Calendario 5epid altre coſette alla patria ſpettanti. Eglilu, che regold gli Archivj pid antichi, epin coſpicui di queſta Città, ma ſecondouſo per luoghi, e non per tempi; e nonſenza molti equivoci preſi da lui nel contenuto delle carte, e nella lettura.
N
J Erita d' eſſer diſtinto tra gli altri
VI Narſilio Cagnati, che fu in RomaLettor primario, e celebratiſſimo, dal Ro-dio, e da pid altri rĩpoſto tra: primi Medi-ci Letterati. Gian Nicio Eritreo cos ſcri-ve nella Pinacoteca. In progignendlis olegan-kilſimis Gominum ingemlis ad prgſtantiſimas omnesArtes à natura fab lis Verona Ciciras ſæmper fe-Ir eſt Halira. It adus hac gtale Marſilium
Cagnatum magni nominis Moedlicum edlidit.
Narra poi, come fu con gran premj chia.mato a inſegnar Filoſofia, e Medicina nel
Ginnaſio Romano, dove fu ammirato da
tutti, come riuſciſſe cos eloquente, e cosgiocondo, mentre per altro era ſempre ta-citurno, e malinconico; il che avveniva dicegli, perchè Gręcę Latingqub doctus omniunsIbiloſophorum placita, omnium temporum Siſto.riam complbrus erat, undo cum eſſt opus, Pl.ra proferret, quibus audlitorum aui 4, Il.lius triſtitia doctring, quam doc hat Pauliſporad hilaritatems voluptatemqꝶus, adllcefet*Scriſſe due libri 4 fanit al- ae 10 diqueſti tratta della regole ne. 544 nTevess ſalubrita dell'aria di Roma,delb epidemie⸗ ſopra il 24 Aloriſmo come
da niuno ancora inteſo, e% Urbana(cioè
Romana) Ffebres curands rations. Recita di
ju il Vanderlinden% ligno fanòto, de mor-26 cauſa partus, Enarrationum librum; e reci-ta il Draudio NHονν Efemoridi dt. Pianets,
et altri corpi Coleſti. Roma 1G. A maggio-i 0 i
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