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Di Criſtoforo Guarinoni morto in PragaMedico dell' Imperador Ridolfo, e lodatoanche per lingua Greca, ſi ha groſſo volu-me in foglio di Conſigli Medicinali. Ampiocomento ſopra I: Iſtoria degli animali d-Ariſtotele, F rancofurti 1601. Fece Trattatidella cagion de morbi, della natura delluomo, della generazione: parimente Meto-do nelle ſcienze, e Dichiarazione de paſſiAriſtotelici ſopra I' immortalità dell' ani-MA aII Vanderlinden nella ſua Biblioteca Me-dica, benchè pochi nomini de' Veroneſi,due però ne mette, de quali nè ſovvienmi d-aver yeduto l' opere, nè d' aver trovatamenzione tra- noſtri: Natale Montreſoro, eBartolomeo Paſchetti. Di quello Epitomererum naturalium novg Hiſpanig, edita inFrancfort: di queſto tre libri in Latino delCatarro editi in Venezia
Giovan Battiſta Pona fu Medico di mol.to nome; mori nel 1588 d' anni 32 nonancor compiuti, come laſciò ſcritto il Chioc-co. Studiava allora il Greco ſotto Giovan-ni Pigaro. Intervenne ſolennemente al ſuofunerale' Accademia Filarmonica, che l-avea aggregato al ſuo dumero. Si hannodi lui Diatribę de rebus philoſophicis. Vonet.1590, e un libro di Poeſie Latine, tra lequali eſpoſe con ſingolar grazia la cura del-la febre terzana. In volgare fece Prelezio-ni ſopra Petrarca, e Dante recitate in cat-tedra nelb Accademia, e alcuni Drami perla Compagnia de: Filarmonici„tra qualiapplauſo ſingolare riportò il Tirræno Favo-Ia Paſtorale, che diede in luce. Laſeid an-
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cora un Dia logo% Fato, diretto à Vitto-
515 Algaroto, 895 non fu permeſſo di pu-care, come ſi legge nell Elogio di queſtAutore ſcritto dal Pola. eFratello di lui fu Giovanni Pona, Spe-ziale al Pomo d oro, inſigne nella ſua pro-feſſione, e nella facolta erbaria. Come
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BERG UHR O.
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Sempliciſta di primo grido fu lodato dalCluſio, dal Pinelli, e da molt' altri. De-ſeriſſe dottamente il Montebaldo in operanobilmente impreſſa, e ben degna d' eſſerpid nota, e pid ricercata che non&. Furiſtampata in Baſilea nel 1608, e in Vene-21a 1617. Vi trattò di moltiſſimi ſemplici,
A del detto monte, come del tratto dalla
Città ad eſſo, e come profeſſa nel frontiſ-pizio, vi figurò e deſcriſſe molte rare pianteAgli antichi da modorni non conoſciute. Scriſ-ſe ancora del vero baſſamo digli Antichi. Ven.1623. e un' Apologia Latina. Nel Aſontebal-do parla molte volte d' Onorio Belli, cherare piante gli mandava di Candia, Gli fuſolennemente approvato dal noſtro Colle-gio il ſuo Opobalſamo, e la ſua Triaca.
A coſtui ſi attribuiſcono ancora annotazio-
ni in Dioſcoride. Tobia Aldini ſi fa beffe
di lui, perchè profeſſi d' aver veduta in
Montebaldo l' Acacia prima del Mattioli;
quand egli dice averla veduta non in Mon-
tebaldo, ma nell' orto Nicheſola a Ponto-
ne, dove di ſtraniere, e rariſſime ve m eranmolte, mandatevi da Gioan Vicenzo Pi-nelli.
Franceſco Calceolari, Speziale alla Cam-pana d' oro, amiciſſimo del Mattioli, edell' Aldrovandi, i quali con molta lode ſpeſ-ſa menzion ne fecero, come altresl il Geſ-nero, e pid altri, fu de' primi, che racco-gliendo grandiſſima quantità d' er be 4 blete, minerali, animali diſeccati? doserare, coſe impetrite ed altre rar 5 8periore a quei de Monala. e neltempo dopo Franceſco Belli Vicenti 4 485ſuo Viaggio. Ven. 163 2. nel principio di det.to libro diſſe ancora di Verona queſt Auto:re, che ſe non pef be, alpond per moltegrandi ragloui, l occhio, e la fenite d Italia puòGini. Veggaſi la ſuccinta notizia indirizzataal Mercuriale, data fuori di quell' inſignę
rac-