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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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Di Paſcalino Cordigero da Peſchiera bi.

zarro iſtrumento di vendita in verſi con

pid altri componimenti elegiaci uſci da tor.

chi nel 15 50. Bonaventura Zocca, Agoſti-

no Negrini, e Nicolao del Bene ſtam paro-

no con titolo di Carmen. Gioan Baktiſta

Pantino premiſe un- Egloga al Poema di

Giorgio Jodoco Monaco in 8. Leno, diviſo

in cinque libri, e ſtampato nel 1546. Pie.

tro figl. di Gioan Battiſta fu dotto' in Gre.

co, come ſi raccoglie da un- Epiſtola di

Cent. Vz; Giuſto Lipſio. Di Tomaſo Becelli abbia-

mo de laudibus Caſiri Romani, et Benadi libro

in verſi elegiaci altre volte da noi citato.

Herona 1579. Paolo Dioniſi Lettore in

Padova, riduſſe pure in elegiaci gli aforiſ-

mi d' Ippocrate, e trattò in eſametri della

natura dell' occhio. Di Giuſeppe Tinazzi

Phbimuſsa. Pata. 1598. D' Antonio Pa-

ſini Forionia, ſopra la fontana del Ferro.

II Panvinio ripoſe tra noſtri il Beaziano,

che compoſe in lode del Giberti, ma e- fuda Trevigi.

Di Lodovico Campana Orazioni, e Ver-fi loda Leandro Alberti nel quarto libro deg' Illuſtri Domenicani: era morto nel 1 515,Poco prima che Leandro ſcriveſſe. Gio.vanni Avvogario, e Coſa Turone lodaronoin verſi L opera Latina del Saraina. DiFranceſco Volpino, di Sperindio Giroldi,di Catullo Avvogario, di Beltrando Cal.derini, di Meleagro Candido, e di molt-altri qualche componimento nelle Raccol-te, o in fogli ſparſi& incontra. Veggaſi traaltre la publieata da Federico Ceruti perla morte di Marc Antonio da Monte, de-dicata a Ceſare Nicheſola Di pid nomine potrei arriochire queſta Notizia, ſe cre-deſſi di dover per un epigramma, o per ſi-mil coſa dare a tutti luogo tra gli Scrittori.

Nel corpo dell' antiche Iſcrizioni delArutero queſti verſi leggonſi, come trattida Lapida di paeſe non più inteſo, con pre-mettervi Dis Manibus Flaviace Raufillas.

912. J.

Cu natum cabdit Ponus? arcuni herdlidit:arcum aMund quis haber? Vencto Flavia nata2Flavia cun rapuit? abdit hic, nam lum.us formas 5Deceptus, marri ſe daro ercdiderat.

6a. 3 3. Notaſi poi nel Corr gonda, che I antichitane ſia ſoſpetta, e che molte ſi fatte finzio-

ni ſi ſian lavorate dagl' Italiani. Ma lepi.damenteè per certo fu ſoſpettato, che J au-

tore di queſto tetraſtico aveſſe avuto in ani-

mo di fingere una iſerizion ſepolcrale. E.avyenuto più d' una volta, clie verſi ſcol.

DE GLI SCRITTORIVERONEs]

208piti in marmo ſiano ſtati da qualche ſtra-niero ricopiati in Italia, e dati per antichi,avendogli creduti tali, ma ſi veggan poiriprovati nelle ſtampe quaſi lavoro di fal-ſarii; con che i noſtri, a-: quali non paſsdper la mente di fingere antichi monumen-ti, in vece della lode d' eleganti Poeti neriportano il biaſimo d: impoftori. I ſudettiverfi nella raccolta di Matteo Toſcano ſiattribuiſcono al Tibaldeo: ma furon vera-mente d' Agoſtino Brenzone, il quale dopoaver ſoſtenuti pid gradi in Roma, e dopoaver lungo tempo eſercitata con molto ap-plauſo l Avvocatura e civile, e criminalein Venezia, mori molto vecchio nel 1566.Per alluſione a lui diſſe Giorgio Jodoco nelBenaco: 5

Praginies Bremona t avorum ſtommatoclara, f.

Et legum ancipitum varios diſſolvers noris

Neſtorca qug voce qucat, mi eroſqus tueri.

Pietro Aretino in lettera del 154 6. Ia ma. lib. 3guificenzia, e la nobiltd, e la eccellenga dell.auimo vg goncroſo& ſublims del lago chiaroproanto Voroncſæ, Brengone Agoſtino, Ora-tore, Giunſconſulto,& Filoſofo, gras, giuſto,„ fapuro. Queſti ſcriſſe un' operetta dellaVika ſolitaria, e per metterla in eſecuzionefabric a S. Vito ſul lago nobile, e ſontuo-ſa villa con pid giardini ornati di ſtatue, econ molte iſcrizioni, ſpecialmente in ver-ſi, da lui compoſte, quali ho vedute anco-ra in teſto a penna originale preſſo il Sig.Aleſſandro Brenzone, degno di lui diſcen-dente. Li quattro ſudetti verſi, ch io git dagran tempo traſoriſſi ſul luogo, e co qualiniente han che fare i Dii Mani, ſono ſcol-piti a piè d. una Venere, che batte il fi-gliuol Cupido. Sotto il ritratto, che vi è abaſſo rilevo in marmo, di Laura BrenzonaPreſſo la ſtatua de Apolline, ſi legge queſtodiſtico:S. Daubnon,Non Daphne laurus,fort.Anche 1 ſeguenti endecaſillabi vi fur da mein quel tempo ricopiati:

Dum rides, mibi gaſfum nggaſti,Dum ploras, nubi baſium dhalſti:Mate eſt do lacrimis ibi voluptas,De riſ golbr. o miſolli amantos,Sperais famii omni, et timets.

D i Gerolamo Brenzone verſi Latini riferiſ- i8 il Moſcardo nel libro undecimo dell' Iſto-11.Nella raccolta di Latini Poeti fatta daPaolo

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