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209 LIBRO V 210
Paolo Ubaldini Milano 1563, e in altre, èſtato computato tra. Veroneſi Nicolò Con-te d' Arco, forſe per avere avuto caſa, ebeni nel Veroneſe, e per li continui paren-tadi di quell' illuſtre famiglia in Verona,eſſendo Arco per altro fuor de- noſtri confi-ni, benchè poco diſtante. Di queſto leg-gladro Poeta poca o niuna notizia ſi ha fl.nora, per la rarità del libro, in cui moltiſuoi componimenti di vario genere furonraccolti. Editori ne furono Giovanni Fru-ticeno, e Stefano Laureo a Mantova nel1546 in quarto, con titolo di Nicolai ArchiComitis Numeri. Ma nella libreria Saibantemanuſeritto anche abbiamo ſegnato del nu-mero 361; in cui oltre a molte delle ſtam-pate non poche altre poeſie ſi veggono ſpe-cialmente amoroſe. Ve n' ha dirette al Fra-caſtoro, e a Giulio, e a Gioan Battiſtadalla Torre. In bizarra elegia di ſentimen-to epicureo per la morte del Cotta ſon que-ſti verſi:
Mors tacito vonit atra pede, et pręter-fluit ętas,Auſcoſo ur flumem proſilſens Iapide.Ila meum rapuit Cottam iuvenilibus An-nis,Ila decus virtutum alſtulit, et Ve.noris.Ila eadtm iuvonem primo ſub flors iuventęNoudum marurum dempſit acerba ma.nu.Ab quoties dixi, Romang creder- Po ſtiNoli in tam puro pectore natum ani.mum;Nam morian, de te ad noſtras ſi vencritàaures,Aut do te ſi quid triſtius audioro.Et credo forſan mi ſpiritus exiliiſſet,Heſferna viſus ni mibi nocte foret.Nam mibi, vivs puer, dixit, me fatatulerunt,Vive puor, fato ſed meliore meo:Aßſterſitquc oculos, tenucſqus evaſit inauras c.
Nel fin del codice, e parimente nella let-
tera, ch' è in fin della ſtampa, altre opere
ſi nominano di queſt Autore. In verſi: gl-Inn. Beclgſiaſtic: corretti. Conflictus Tici.nenſis. De laudibus oliug. Obſidio Vienng. Inproſa: de Iudicio libri tres. De unitats Ec-cleſig lber 8 Paradoxa 2 contemnendla famæ 7overo Dialogo d inani nomiue fam, Ora-zioni, ed Epiſtole.
GIOVANNI COT TA
On ſi trovò mai chi con s poco nu-
mero di componimenti tanto gridoacquiſtaſſe, quanto Giovanni Cotta da Le-Sasa; per ſaggio di che veggaſi il ſenti-mento di Marc Antonio Flaminio:
fas cuiqus ſii ſenſus erpromere cordin 7Tioc cguidem dicam pace, Catulls„ Eid.Eſt tua Muſa quidem dulcſſima, Nuſavidletur 5Ipſa tamen Cotig dulcior ee mihi.
I verſi del Cotta, per verità d' antico ſa-pore, e di grazia ſingolare, furon pid vol-te impreſſi, e ultimamente in Padova in-ſieme con le poeſie del Fracaſtoro; qual:edizione a me ſi compiacque d' indirizzarei Sig. Giovan Antonio Volpi Lettore nell“Univerfità, e molto leggiadro Poeta anchegli. Li teſtimoni quivi eruditamente pre-meſſi paleſano a baſtanza i viaggi di queſtoLetterato, e gli avvenimenti ſuoi: mori dimal contagioſo in età di ventottꝰ anni a Vi-terbo, dov' era ſtato ſpedito al Ponteficeda Bartolomeo Liviano, ſuo amatiſſimoSignore, prigione allora de i Franzeſi. Diquel gran Generale dice Stefano Guazzonella ſua Cronica, che in Novale Caſtello
del Trevigiano ſi compiaceva di tenere unAccademia nobile. Da Pierio Valeriano fu
anche detto il Cotta Mat hematicarum opti. D, Lit.me peritus: ei ſi adoprò nell' edizione della ib. x.
Geografia di Tolomeo Roma 1507. per loche ne fa menzione il Voſſio, ove de' Ma-tematici. Sue Orazioni rammenta il Gio-vio negli Elogi, che d' aliſſmo ingegno ilcomenda, e di ſupenda memoria, e narra,com' era perita una ſua nobil Corografia in
verſi, ed erudite annotazioni ſopra Plinio.L'edizion de' tre Poeti amorofi, Venbæts1500 in foglio, promette nel frontiſpizioannotazioni in Properzio del Calderini, edi Giovanni Cotta, ma poi non le da. Bendall epiſtola di Lceios Veroneſ, al Bembepremeſſa alle poeſie di Pietro 7 0 2 8pariſce, ch'egli procurò la pu 1 dieſſe. Nel raro libro, Verſi, 5 1nuoba Pocſia Toſcans 1 ron 11queſt: Autore da lui ſteſſo rela in volgare:
Ne I tue, ub lo mis rim cantami car Licori,Sag gemi gusſta vocb no vꝶge udir I anima.Copriti quel volto, che ſol mi fliruggoe mirando,E per gli occhi auidi trammi di fuor l. ani.ma. Cc. 5Lorenzo Scradero nella ſua raccolta di Mo.7 find -